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2008-2015: -18% di finanziamenti agli atenei meridionali

Ci accusano di essere visionari e vittimisti, ma tutta la storiella pompata dal ben noto quotidiano dell’alta borghesia italiana, dal titolo crepuscolare, che trova terreno fertile nella maggioranza di Governo, che punta alla chiusura di alcuni atenei ritenuti poco produttivi e competitivi, viene da lontano ed è ben pianificata.

Lo conferma il Sole 24 Ore che spiega bene come:

Gli atenei statali italiani che nel 2008 potevano contare su un fondo ordinario di 7.250 milioni di euro, oggi possono disporre di 6.313,3 milioni. Le università ad aver subito maggiormente i tagli (basati sui canoni di “finanziamento competitivo” e “costi standard”) sono quelle meridionali, che hanno avuto una riduzione dei finanziamenti del 18,8% contro il -13,1% delle università del Centro Italia e il -7,1% di quelle del Nord. Andando a guardare le singole università, quelle di Palermo e Messina sono state le più penalizzate dalle nuove regole di distribuzione, con rispettivamente il -30,1% e il -31,4% di finanziamenti dal 2008. Saldo invece estremamente positivo per l’università di Bergamo che negli ultimi 7 anni ha visto crescere i fondi statali dell’11,4%

Tale pianificazione è un pugno in pieno volto a tutti i tentativi di coesione territoriale ed ai buoni propositi per lo sviluppo di alcune macro aree, preferendo gli investimenti solo in alcune regioni ritenute “locomotiva” di un Paese che in realtà non cresce e, soprattutto, “non si forma” a compartimenti stagni. Ed ancora dobbiamo sorbirci il chegneffotti “padano” mentre la necessità costringe ancora la meglio gioventù meridionale all’emigrazione che finisce per ingrassare anche l’indotto che ruota intorno agli studenti.

Ecco il grafico de “Il Sole 24 Ore”:

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1 comment

  1. […] Gli atenei statali italiani che nel 2008 potevano contare su un fondo ordinario di 7.250 milioni di euro, oggi possono disporre di 6.313,3 milioni. Le università ad aver subito maggiormente i tagli (basati sui canoni di “finanziamento competitivo” e “costi standard”) sono quelle meridionali, che hanno avuto una riduzione dei finanziamenti del 18,8% (continua) […]