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2012: Nel Nord Est chiudono imprese. Nel Sud aprono.Per la lega c’è concorrenza sleale

Creato il 28 gennaio 2013 da Ilazzaro

2012: Nel Nord Est chiudono imprese. Nel Sud aprono.Per la lega c'è concorrenza sleale.

 

Un dato confortante quello che proviene dai dati di Unioncamere del Veneto. Confortante dal nostro punto di vista ovviamente.

Secondo le stime prodotte, infatti, nel corso del 2012 nel Nord, con esclusione della sola Lombardia, sono state chiuse 6.600 imprese.

In controtendenza la situazione nel Mezzogiorno, dove anzichè chiudere nuove aziende hanno aperto Sicilia (+2037), Campania (+5167) e Lazio (+9389).

Ovviamente tutto ciò ha mosso il disappunto dell’intellighenzia leghista che con il deputato Massimo Bitonci ha tuonato: “il Sud fa concorrenza sleale.”

Un’affermazione tanto risibile da risultare paradossale. Ricordiamo qualcosa a Bitonci.

Premessa la carenza di infrastrutture che uniscano in maniera quanto meno funzionale, le città del Sud tra loro (da Bari a Napoli occorrono 4 ore di treno, se poi volessi stipulare un contratto a Matera e volessi raggiungerla in treno, potrei anche rinunciarci,visto che non è previsto alcun collegamento ferroviario); premesse anche certe circostanze di natura “umana” (altrimenti detto “pizzo” o “racket”), v’è una ragione di carattere economico che pone un divario fortissimo tra gli imprenditori che esercitano la propria attività professionale al Centro-Nord e quelli invece che la esercitano nel Mezzogiorno (e taccio su altre forme di discriminazione e/o concorrenza sleale come quella sua RC auto dove un imprenditore napoletano pagherebbe il triplo rispetto ad uno veneto)

Secondo un recente studio di Confartigianato, infatti, una enorme differenza si rileva per i tassi di interesse praticati, tra le diverse aree geografiche di questo paese: i più elevati per le aziende italiane si registrano a Crotone dove gli imprenditori pagano l’8,21%, con un aumento di 161 punti base tra giugno 2011 e giugno 2012. Seguono Vibo Valentia, a pari merito con tassi d’interesse dell’8,21% ma cresciuti di 257 punti base in un anno, e Cosenza con tassi al 6,97% aumentati di 199 punti base. All’altro capo della classifica, i tassi d’interesse più bassi si registrano a Bolzano: 3,91% (+76 punti base in un anno), seguita da Trento (tassi del 4,52% cresciuti di 105 punti base tra il 2011 e il 2012) e da Cuneo (4,60%, + 107 punti base in un anno). A Crotone, quindi il credito per un’impresa è due volte più costoso rispetto a Bolzano, con un divario di 430 punti base. A conferma di uno spread sempre più elevato tra le diverse aree del nostro Paese.

Ciò significa che se un imprenditore crotonese ottiene un prestito di 100 euro, dovrà restituirne poi 108.21 Se invece il medesimo prestito lo ottiene (e molto più facilmente) un imprenditore di Bolzano, dovrà restituirne 103,91.

Allora, Bitonci, dov’è la concorrenza sleale? Eh?

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