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23
Feb 13

Somma Vesuviana: manifesti della lega coperti con “Brigante se More”

Creato il 13 febbraio 2013 da Ilazzaro

 

Somma Vesuviana: manifesti della lega coperti con

Meraviglioso scatto d’orgoglio di Somma Vesuviana contro l’ascarismo di chi ha scelto di candidarsi in Campania con la Lega.

Se a qualcuno piace l’insulto padano e il sentirsi chiamare terrone, a tantissimi, altri, la maggioranza, privi di senso masochista ma carichi d’orgoglio, certe scelte non vanno giù

Ed ecco una reazione che come un’onda nei prossimi anni travolgerà chi fa finta di non vedere e non sentire. Perchè il popolo meridionale, trattato con partenalistico atteggiamento coloniale, è stanco.

Dopo Napoli, quindi, anche a Somma Vesuviana, medesime insegne coprono il volto di politici che dimenticano il senso di appartenenza alla propria terra.

“Brigante se more”.

Non si tratta di nostalgico neoborbonismo (o almeno non solo) come i soliti detrattori si affretteranno a scrivere e ad affermare per minimizzare il fenomeno.Quella bandiera è duosiciliana, in essa è racchiusa tutta la storia del mezzogiorno, dai Normanni ai Borbone, passando per Federico II. E’ l’unica bandiera al mondo che, anzichè dividere, ha unito in sè passato e presente.

E’ la riaffermazione di una identità calpestata e taciuta davanti al costante colonialismo culturale, economico e politico. E’ la reazione al razzismo ed alla xenofobia di una classe dirigente che ha governato questo paese (non di bifolchi che sono fuori dal parlamento) ponendo in essere misure lesive della dignità e della produttività meridionale. E’ la risposta agli insulti che quotidianamente siamo costretti a subire senza alcuna tutela. Perchè, nella classifica dei razzismi, quello verso i meridionali è più terrone degli altri.

“La miseria del Mezzogiorno era storicamente inspiegabile per le masse popolari del Nord. Queste non capivano- afferma Gramsci- che l’unità non era stata creata su una base di eguaglianza , ma come egemonia del Nord sul Sud nel rapporto territoriale città-campagna, cioè che il Nord era una piovra che si arricchiva a spese del Sud e che l’incremento industriale era dipendente dall’impoverimento dell’agricoltura meridionale”. (Antonio Gramsci)


23
Feb 13

Il compleanno padano

comesefosse

 

di Alfredo Cosco

 

Ad uso e consumo dei terroni che emigrano (perchè o napulitan nun po’ viaggià cit.) è il caso di raccontare una sostanziale differenza che l’unità d’Italia non è riuscita a sanare, il festeggiamento del compleanno.

Al sud quando festeggi un compleanno inviti gli amici e se fai un invito ti assumi l’onere che quell’invito comporta, allora per risparmiare, finché sei adolescente, coinvolgi mamma, nonna e zia e le fai felici chiedendogli di preparare, che so, per una ventina persone qualcosa tipo mille pizzette, trentasette chili di rustici, venti pizze di scarole e una torta che ci potresti sfamare l’Etiopia per un anno.

Quando sei un po’ più grandicello e vuoi fare il ganzo butti dentro gli amici e dici ‘vabbè dai ognuno porta qualcosa’ e loro chiederanno alle rispettive mamme, nonne e zie portando quindi mille pizzette, trentasette chili di rustici, venti pizze di scarole e una torta che ci potresti sfamare l’Etiopia per un anno, ma a testa.

Quando proprio, in quei rari casi, tu non abbia la possibilità di coinvolgere il parentado nella preparazione e neanche i tuoi amici, beh allora gli dici: ‘Ma si! andiamo a prenderci una birra tutti insieme’, ma comunque ti assumi l’onere di quella birra e metti a preventivo una cent’euro, che se poi sei furbo ti vai a mettere d’accordo prima con il tipo del bar e fai uscire un forfait. Fai questa spesa anche perchè: siccome il compleanno lo fanno tutti almeno una volta all’anno, posto che la tua compagnia sia di una decina di persone, per una volta che paghi ce ne saranno nove che non paghi, per cui i conti a fine anno tornano.

A nord no. Al nord ti invitano al compleanno facendo gli sboroni: ‘andiamo tuti in pizzeria’, ‘siamo almeno una trentina non puoi mancare’, ‘dai vieni che ci divertiamo’

E tu all’inizio pensi: ‘ma vedi che signori, altro che pizzette e rustici fatti in casa, altro che auto organizzazione, mica come noi terroni pezzenti’

E ingenuamente ci vai.

Quando sei in pizzeria, per educazione, prendi una margherita e una birra peroni mentre intorno a te vedi un fiorire di pizze capricciose (una delle pizze più care al mondo, almeno dal rubicone in su), vedi gente che prende linguine allo scoglio (che tipo costano 30 euri e sono anche fatte col pesce surgelato del Liddle), qualcuno si prende filetto di Angus argentino al pepe verde (che siccome il manzo viene massaggiato tutti i giorni da un thailandese strabica una fettina costa quanto una Multipla), e se hai il coraggio di commentare: ‘Azz ti tratti bene’, ti rispondono anche stufati: ‘Eh vabbè mica mi posso mangiare la solita pizza’.

A fine pasto poi non ci si fa mancare nulla, caffè, ammazza caffè, sorbetto, ma una torta difficilmente la vedrai, e lì un dubbio cominci a fartelo.

Poi arriva il momento fatale, sei già li pronto con il cappotto che stai per andartene e vai a ringraziare il festeggiato quando lui dice: ‘Apetta allora ti faccio fare il conto’.

Ehhhhhhhhhhhhhh? Il conto? Sono a una festa di compleanno, se volevo pagare il conto mi sceglievo io il ristorante e non mi prendevo una margherita e una Peroni.

‘Si vedi sono 25 euro a testa, perchè sai si divide equamente’ ti apostrofa a quel punto da dietro lo stronzo che si è preso il filetto al pepe verde.

E tu vai via con un grosso magone perchè nel pomeriggio ti eri anche scapicollato per andare a fare un regalo decente al festeggiato.

Per cui da quando vivo al nord ho imparato a declinare gentilmente gli inviti alle feste di compleanno e se ci vado vuol dire che ho veramente in gran stima la persona che festeggia gli anni, altrimenti sarei ridotto sul lastrico.


23
Feb 13

Pediatria: La prima cattedra in Italia fu istituita dai Borbone

 

 

Pediatria: La prima cattedra in Italia fu istituita dai Borbone

La nascita della pediatria in Italia si deve ai Borbone.
A riconoscere il ruolo chiave di questa casa regnante nell’Italia preunitaria per lo sviluppo dell’assistenza all’infanzia, è un articolo pubblicato sulla rivista spagnola ‘Dendra Médica. Revista de Humanidades’, firmato dal pediatra Italo Farnetani, dell’Università di Milano-Bicocca.

“I Borbone realizzarono importanti attività a favore dell’infanzia, con una priorità e una capacità di innovazione superiore agli altri governi italiani.
Istituirono, infatti – racconta Farnetani all’Adnkronos Salute – la prima cattedra di pediatria del mondo nel 1802, e fondarono il primo ‘ospizio marino’, per la cura del rachitismo e della tubercolosi”. Inoltre “attuarono un modello di assistenza ai bambini abbandonati dislocato nei singoli comuni e furono fra i primi ad adottare la vaccinazione antivaiolosa e a istituire gli asili”.
Il lavoro, tradotto da Alfonso Del Gado, ordinario di pediatria dell’Università di Madrid, “è una ricerca molto approfondita condotta nell’arco di quattro anni.
Ebbene, il primo evento pediatrico del mondo è rappresentato dalla nomina di Gaetano Palloni (1776-1830) a professore di ‘malattia degli infanti’ a Firenze.
Un evento che precede di 37 giorni l’inaugurazione dell’Hopital des Enfantes Malades a Parigi, ritenuto da sempre il primo atto della pediatria mondiale.
Inoltre gli ospizi marini per la cura della tubercolosi e il rachitismo sono nati nel 1842 a Viareggio e da allora, fino all’introduzione degli antibiotici, sono stati la forma più efficace di trattamento della tubercolosi”.
“Si tratta di eventi che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo della pediatria mondiale.
Entrambi – aggiunge Farnetani – sono avvenuti come atto di governo specifico di due Borbone, padre e figlio, Ludovico di Borbone (1733-1803), re dell’Etruria e Carlo Ludovico di Borbone (1799-1833).
È significativo inoltre che i regnanti avessero una discendenza diretta e stretta con i re di Spagna”.
La storiografia post-unitaria, riflette il pediatra, “ha privilegiato l’esame degli aspetti legati al contributo dei Savoia e dei vari governi che si sono succeduti, anziché recuperare la storia dei singoli stati preunitari.
Anche in questo settore storiografico si è potuto accertare che l’unità della pediatria precede l’unità nazionale – aggiunge – perché i vari stati preunitari avevano realizzato una rete di assistenza per i bambini che, confluita nello stato unitario, garantì l’assistenza pediatrica in tutto il territorio.
Se poi analizziamo il contributo dei Borbone nei vari Stati che governarono, oltre il Regno delle Due Sicilie, il Ducato di Parma, il Regno d’Etruria e in seguito il Ducato di Lucca, si nota una stessa linearità di governo, pur trattandosi di rami diversi di una stessa dinastia”.
L’analisi scientifica dell’attività di governo dei Borbone nell’Italia preunitaria “evidenzia un’attenzione all’infanzia e alle istituzioni pediatriche superiore a quella promossa dopo l’unità dai Savoia, che destinavano grandi risorse del bilancio statale alle spese militari – si legge nello studio – Inoltre si evidenzia una centralità del bambino, che privilegia la persona e il territorio, come si nota dalla presenza di un brefotrofio in ogni comune come avveniva nel Regno delle Due Sicilie”.
La stessa attenzione alla persona in fase di sviluppo “la evidenzia anche la scelta effettuata al brefotrofio di Palermo di permettere al bambino di sfruttare le opportunità della propria persona, insegnando un mestiere ai maschi e fornendo una dote alle femmine, in modo da acquisire in entrambi i casi un’autonomia per poter essere indipendente e sfruttare le proprie possibilità.
Nella stessa ottica – prosegue – c’è l’attività di Carlo Ludovico nel ducato di Lucca, quando promosse le cure marine per poter garantire le migliori condizioni di salute attraverso la talassoterapia, oppure quando Maria Luisa a Parma, attraverso la refezione, cioè l’alimentazione adeguata ai bambini poveri della città, garantiva migliori opportunità di salute”.
Se gran parte delle iniziative promosse dai Borbone furono certamente innovative, “l’applicazione della talassoterapia e l’istituzione della cattedra di malattie degli infanti rappresentarono due priorità mondiali che nei decenni e nei secoli successivi – conclude Farnetani – hanno avuto una notevole espansione”. (ADN KRONOS-SALUTE)


23
Feb 13

Leghista Citterio: “Terroni feccia incivile del terzo mondo”

Creato il 08 febbraio 2013 da Ilazzaro

Leghista Citterio: “Terroni feccia incivile del terzo mondo”

 

La foto è tratta dal blog di Daniele Sensi. Che altro aggiungere?

Che il razzismo di costoro è evidente ed incostituzionale?

Che alle prossime elezioni NON dovete votare chiunque sia apparentato

con la Lega Nord?

Su quali e quanti specchi si arrampicheranno per giustificare questo schifo?

Solito refrain…era una barzelletta…uno sfottò…avete capito male voi…


23
Feb 13

Consolato USA ai connazionali: fate attenzione a Milano

Creato il 10 febbraio 2013 da Ilazzaro

 

Consolato USA ai connazionali: fate attenzione a Milano09:31 – Milano violenta. O almeno così la pensa la diplomazia americana. “Mantenete un livello alto di vigilanza e prendete le misure appropriate per aumentare la vostra sicurezza personale”, questo il messaggio inviato l’8 febbraio ai cittadini statunitensi residenti a Milano dal console Usa. Seguono una serie di raccomandazioni, tra cui addirittura “siate cauti nel rivelare il vostro indirizzo a sconosciuti”, come riportato dal Corriere della Sera.Ma Milano fa così paura? “Sinceramente non siamo molto preoccupati – afferma il funzionario del consolato Robert Palladino – ci sono stati notificati dei dati sulla criminalità, abbiamo la responsabilità di avvertire i nostri connazionali”. E così è stato inviato il messaggio di allerta: “Le autorità milanesi hanno recentemente notato un significativo aumento del crimine nelle aree a ovest di Corso Venezia, attraverso Parco Sempione, fino a via Domenichino”. Attenzione anche a dove andate la sera, perchè in molte “popolari zone della vita notturna, sono stati segnalati incidenti”.

La nota aggiunge i numeri, tratti dalle tebelle della questura di fine anno. Più 45,7 per cento di stupri nei primi 4 mesi del 2012 in confonto allo stesso periodo del 2011, inoltre ogni giorno 5 scippi, 60 furti in appartamento, 70 borseggi, 78 auto rubate. Ma questi numeri non devono allarmare, il dato dei cosiddetti reati “di strada” effettivamente è in aumento, ma il numero totale dei reati è diminuito dell’8%. Luigi Savina, il questore che da poco più di quattro mesi guida la polizia, conferma che dopo decenni di stabilità, “la crisi economica ha fatto crescere i reati appropriativi”. Furti negli appartamenti, nei negozi, nei supermercati, reati non da “professionisti”, ma da “bassa manovalanza”. (tgcom 24)


23
Feb 13

Separiamoci: solo una provocazione?

Creato il 05 febbraio 2013 da Ilazzaro

Separiamoci: solo una provocazione?

E’ in libreria il nuovo libro di Marco Esposito, assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli.

Il titolo , provocatorio o meno lo scopriremo leggendololo, è : Separiamoci.

Separiamoci elenca tutte le ragioni che potrebbero rendere inevitabile il ritorno a un Sud indipendente; e spiega come farlo bene, se quelle ragioni continueranno a essere ignorate.

Da oltre vent’anni in Italia qualsiasi scelta viene presa in base all’interesse di una sola parte del Paese. Nel Mezzogiorno prima sono sparite le banche, poi le grandi aziende, adesso si riducono strutture sanitarie, autobus, treni e presto saranno a rischio scuole e università. Si è arrivati a raccogliere tasse al Sud per investirle al Nord. In compenso abbiamo i veleni degli scarichi industriali. Per quanto tempo saremo disposti a sopportare? Quanti figli dovremo accompagnare in ospedale o alla stazione prima di reagire? O l’Italia cambia registro e guarda a se stessa come a un solo meraviglioso giardino da coltivare con la medesima cura, oppure separiamoci, consensualmente. Certo, far nascere un nuovo Stato richiede una straordinaria forza di volontà, spregiudicatezza, capacità di osare. Ma forse è proprio questo che serve: credere in se stessi, tornare a sognare. (Pino Aprile)

Il libro è edito da Addictions-Magenes Editoriale e costa 12 euro.


23
Feb 13

Campi Flegrei: nuova bocca fumarolica (VIDEO)

Creato il 05 febbraio 2013 da Ilazzaro

 

Una nuova bocca fumarolica ha fatto la sua comparsa nei giorni scorsi ai confini tra le città di Napoli e Pozzuoli.

Nelle scorse settimane era stato preannunciato un aumento dell’attività vulcanica, ma ad oggi, a proposito di questa nuova bocca (che sembra un vero e proprio geyser), alla cittadinanza viene comunicato che si tratta di un fenomeno dovuto alle abbondanti piogge dei giorni scorsi. E quindi i due fenomeni non sarebbero collegati.

Da puteolano, di abbondanti piogge ne ricordo, ma di temporali a cui sono seguite aperture di nuove fumarole di tale portata, onestamente proprio no.

La parola d’ordine è : evitare allarmismi. Bene. Il problema è che ancora non è pronto, da anni, un reale piano di evacuazione della zona e le strade di Pozzuoli sono un budello di impervi sali/scendi.

Che dire..incrociamo le dita….Oppure “perchè Pozzuoli è la terra che amiamo, dell’eruzione ce ne freghiamo?”

Dal maggio del 2011 l’evoluzione delle attivita’ di emissione delle fumarole a Pisciarelli sono tenute sotto controllo dall’Osservatorio Vesuviano che li’ ha installato un sistema di monitoraggio continuo delle temperature.
Foto e Video pubblicate dal Mattino:


23
Feb 13

Quei soldati borbonici e garibaldini che si combatterono negli Usa

 

Quei soldati borbonici e garibaldini che si combatterono negli Usa

Fa parte di quella storia poco nota, a volte taciuta. Quella fatta di soldati che furono nemici anche oltre i confini di uno Stato appena nato da una guerra non dichiarata.

E’ la storia dei soldati borbonici che combatterono nella guerra civile americana.

La notizia venne riportata da Pierluigi Rossi, su L’alfiere di dicembre 2009

Come spiegato nel n. 50 de L’Alfiere, soldati delle Due Sicilie, non pochi dei quali fatti prigionieri in occasione della battaglia del Volturno, furono arruolati in diverse unità dell’esercito confederato americano. Una di queste era il 10° reggimento fanteria della Louisiana, organizzato a Camp Moore in Louisiana dal colonnello Mandeville De Marigny. Questa unità fu immediatamente inviata in Virginia al fronte, ed ebbe un ruolo primario nella vittoria confederata di Manassas (21 luglio 1861), ove i Nordisti furono messi in rotta.
68 fuoriusciti mazziniani si arruolarono, invece, oltre a ungheresi, russi ed altri stranieri, nella Garibaldi Guard nordista (39° reggimento), la cui compagnia A portava la camicia rossa.
Questo reggimento, per intero, fu compreso fra gli 11.000 prigionieri fatti il 15 settembre 1862 dal generale sudista “Stonewall” Jackson dopo l’assalto alla piazzaforte nordista di Harpers Ferry nella Virginia Occidentale. 
Fu stabilito uno scambio di prigionieri, e agli italiani dell’esercito confederato, inquadrati nella Compagnia A del 10° reggimento LouÌsiana, fu dato l’incarico di scortare la Garibaldi Guard al punto di scambio; impietositi, i soldati delle Due Sicilie, per cercare di giustificarli dinanzi al colonnello Waggaman, comandante del reggimento, dissero che essendo “Yankees di casa nostra” (“They are just home made yankees”), non sapevano quel che facevano.
Si noti che nei confronti della Garibaldi Guard la corte Marziale nordista emise la sentenza della “disgrazia per vigliaccheria”, per il suo comportamento vergognoso nella battaglia di Harpers Ferry. L’intero 39° reggimento unionista fu fatto marciare a capo scoperto e con la bandiera capovolta (le stelle erano nella parte inferiore e le strisce nella superiore) sino a Camp Douglas (un campo di concentramento per prigionieri sudisti a Chicago, ove fu trattenuto per tre mesi). Furono definiti “i vigliacchi di Harpers Ferry” (cowards of Harpers Ferry) (dal blog la Veja)La notizia è stata recentemente riportata anche da Gigi di Fiore, giornalista e scrittore, sul proprio blog:Centinaia di prigionieri meridionali in divisa, su impulso di funzionari del governo americano, vennero convinti ad arruolarsi per l’esercito unionista. Altri, la maggioranza, sempre ex militari delle Due Sicilie, sbarcarono a New Orleans e si arruolarono nel Sesto reggimento Louisiana confederato.
C’è chi calcola che quei volontari, nostri antenati del sud cui si unirono anche italiani del nord in cerca di gloria, avventura e fortuna, fossero addirittura 1800. Quasi tutti morirono in quella guerra da macelleria umana. Quando il generale Lee si arrese, su 976 effettivi del Decimo fanteria Louisiana, ne erano vivi solo 18. Che storie!


23
Feb 13

Pd:per la campagna elettorale sceglie un falso storico sul Regno delle due Sicilie

Creato il 01 febbraio 2013 da Ilazzaro

 

Pd:per la campagna elettorale sceglie un falso storico sul Regno delle due Sicilie

Sceglie un clamoroso falso storico sulla Marina del Regno delle Due Sicilie, il Partito Democratico, per ironizzare sul contratto con gli italiani che Berlusconi si prepara ad approntare e firmare (come fece illo tempore sulla scrivania di Bruno Vespa).

In realtà non fa altro che alimentare la mistificazione storica sul Mezzogiorno che, la coscienza meridionale, da tempo ormai, chiede di rispettare e riscoprire con verità ed onestà intellettuale.

Questa immagine è l’ennesima offesa alla storia del popolo meridionale. La Marina Borbonica era la più importante della penisola ed il fantomatico articolo 27 “Facite ammuina” non sarebbe mai esisito.

Il motivo dell’assenza di copie ufficiali consiste semplicemente nel fatto che il regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie non ha mai annoverato un tale articolo;[1] e né del Di Brocchitto né del Bigiarelli risultano menzioni tra gli ufficiali della marina delle Due Sicilie. Tali cognomi sembrerebbero del tutto inventati poiché il primo non risulta esistere in nessun archivio dell’intera Italia, mentre il secondo è del tutto estraneo all’onomastica delle Due Sicilie. Peraltro, il regolamento della Real Marina, come tutti gli atti ufficiali, era redatto in italiano, e perfino l’esame del testo in napoletano lascia dubbi di genuinità, soprattutto perché usa l’indicativo per degli ordini: per esempio, invece che «chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ abbascio», ci si aspetterebbe «… jessero ncoppa…». In particolare il presente congiuntivo nell’ultima frase, s’aremeni era certamente scomparso nell’uso popolare ottocentesco della lingua napoletana e sostituito dalla forma ottativa s’ar(r)emenasse.

Si tratta quindi di uno dei tanti aneddoti denigratori sulle forze armate borboniche. Altre invenzioni simili, riguardanti questa volta l’esercito, sono il facite ‘a faccia feroce e il facite ‘a faccia fessa che sarebbero stati gli ordini impartiti alle reclute durante l’addestramento.

Tra l’altro, la Real Marina del Regno delle Due Sicilie era particolarmente efficiente, tanto che nell’Italia appena unificata, in cui spesso furono estese istituzioni e legislazione del regno di Sardegna, per volontà di Cavour, la Marina adottò invece le uniformi, i gradi e i regolamenti di quella borbonica.[2][3] (da Wikipedia)

Caro Bersani, inventati qualcosa di sinistra e rileggiti quanto Gramsci diceva a proposito della questione meridionale.

E non si tratta di essere neoborbonici o nostalgici, quella bandiera, con il suo stemma, è  inclusiva dell’intera storia del mezzogiorno, e rappresenta, inequivocabilmente (ed indipendentemente dai Borbone), la storia del Sud.


23
Feb 13

Spintarelle e raccomandazioni? Il Nord batte il Sud

Creato il 01 febbraio 2013 da Ilazzaro

 

Spintarelle e raccomandazioni? Il Nord batte il Sud

Tra i primati che la lega dovrebbe annoverare all’interno dei suoi spot, sicurametne andrebbe menzionato, insieme al fatto che si svegliano molto presto la mattina, a differenza degli indolenti meridionali, quello di essere primi in spintarelle e raccomandazioni per ottenere un posto di lavoro.

A dirlo è l’Eurispes nel suo 25° Rapporto Italia presentato oggi a Roma che, come ogni anno, restituisce una fotografia della situazione socio-economica del nostro Paese. Su un campione di 1.500 persone intervistate, il 21,2 per cento ha ammesso di essere ricorso alla propria rete di relazioni e conoscenze per riuscire a trovare un’occupazione. Cattivo costume che riguarda tutto lo stivale in lungo e in largo, ma che si concentra più al Nord che al Sud. Mentre il 17,2% dei cittadini meridionali e il 12,1% degli isolani intervistati ha dichiarato di avere trovato lavoro aiutato dalla spintarella, il dato arriva fino a un quarto dei cittadini – il 25,5% – quando si parla del Nord-Ovest e a un quinto – il 20,8% – nel Nord-Est. (fonte Corriere del Mezzogiorno).

Insomma, “tengono famiglia”…e sfatano l’ennesimo luogo comune