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31
Mar 13

Pranzo di Pasqua a Fenestrelle

Dopo la cena a lume di candela dello scorso san Valentino con annesso spettacolo di burlesque, non poteva mancare, nella fortezza che fu prigionia e tomba per i soldati duosiciliani, anche il pranzo di Pasqua. In realta’ gli organizzatori, persi nella ricerca e nella controrevisione storica, pare siano ancora rimasti fermi al 2012. Chissa’ che tornando ancora indietro nel tempo non riescano a sentire le voci di chi e’ morto lontano da mogli e figli…Al di la’ di ricerche archivistiche lacunose e superficiali. Per la cronaca Pasqua 2012 cadeva l’ 8 di Aprile.

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30
Mar 13

Salviamo la Mozzarella di Bufala dop !

 

Una legge del leghista Zaia, che entrerà in vigore dal primo di luglio, pone in seria difficoltà i piccoli produttori di mozzarella di bufala campana.

Ovviamente da un ministro leghista non ci saremmo aspettati scelte politiche differenti.

Anche noi aderiamo all’iniziativa di petizione popolare proposta dal consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Ecco il comunicato del consorzio:

“Vi anticipiamo che dal prossimo 1 luglio saremo costretti ad abbandonare definitivamente la produzione di mozzarella di bufala campana Dop”. Lo scrivono i soci del Consorzio di Tutela nella lettera che ciascuno di loro invierà nelle prossime ore al ministero della Politiche agricole, alle Regioni interessate e alle Commissioni Agricoltura del Parlamento.
Al termine della riunione straordinaria del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela, tenutasi ieri e allargata ai membri del Comitato Paritetico e agli associati che hanno chiesto di parteciparvi, arriva la prima decisione di protesta corale contro il decreto di attuazione della legge 205/2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo scorso, che obbliga gli operatori inseriti nel sistema di controllo della Dop a produrre Mozzarella di Bufala Campana in stabilimenti esclusivamente dedicati a tale produzione.
“Ci auguriamo – scrivono inoltre i soci – che il Parlamento, il ministero delle Politiche Agricole e le Regioni dell’area Dop si rendano conto dell’estrema gravità delle conseguenze provocate da questa norma, soprattutto sul comparto allevatoriale, e vogliano pertanto procedere con la massima urgenza ad approvare, per quanto di propria competenza, le modifiche al disciplinare già proposte dal Consorzio oltre un anno fa, che a parere degli scriventi renderebbero del tutto superflua l’entrata in vigore della legge 205/2008”.
“La norma appena approvata – commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo – impone, a partire dall’1 luglio prossimo, di produrre mozzarella Dop solo negli stabilimenti dedicati, vietando la contemporanea realizzazione di qualsiasi altro prodotto, compresa la ricotta, notoriamente ricavata proprio dalla lavorazione della mozzarella. La conseguenza sarà che molte aziende si vedranno costrette alla scelta di abbandonare la Dop per dedicarsi alla produzione di formaggi non certificati, prodotti con latte bufalino anche di altra provenienza, di costo e di qualità inferiori. Quale azienda infatti – incalza Raimondo – potrebbe decidere di realizzare, in un momento di generale difficoltà economica, un secondo caseificio, per poter continuare a produrre ricotta e altri formaggi? Chi non preferirebbe, al contrario, proseguire a produrre l’attuale gamma di prodotti, rinunciando solo alla Dop? Ora speriamo che le istituzioni ci evitino di dover celebrare il funerale del più importante prodotto a marchio Dop del centro-sud Italia”.
Qui è possibile firmare la petizione: http://www.mozzarelladop.it/index.php?section=sos&index=13

30
Mar 13

La Tav? Ma perchè non la facciamo sulla dorsale adriatica?

 

La cartina qui sopra mostra le linee di alta velocità attualmente presenti in Italia.

Solo un orbo, o qualcuno in malafede, non si accorgerebbe del fatto che una parte consistente del Paese, quella appartenente alla dorsale adriatica, dalle Marche allaPuglia, non ha alcuna infrastruttura in grado di percorrere le linee ferroviarie ad alta velocità.

E’ un aspetto, questo, che risulterebbe paradossale in qualsiasi paese occidentale che aspiri ad un ruolo centrale in Europa. Ovviamente non Italia.

La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi riporta una intervista al presidente della Regione Abruzzo, Chiodi, che rileva proprio questa sorta di apartheid dei trasporti:

«Io sono convinto a questo punto che le regioni del Sud interessate a questa infrastruttura, tutte insieme, debbano avviare una iniziativa politica comune per spingere il prossimo governo a risolvere la diseguaglianza che esiste attualmente nel sistema del trasporto ferroviario tra il Nord e il resto del Paese. Credo che la nostra azione possa, a partire da subito, svilupparsi in due momenti. Il primo, per cominciare, nel chiedere un intervento per la velocizzazione della linea esistente, dotando cioè l’attuale infrastruttura di sistemi di ammodernamento che consentano di aumentare la velocità dei treni fino a 250 km/h. Un progetto che non costerebbe moltissimo e che sarebbe possibile realizzare in tempi relativamente brevi. Subito dopo dovremmo chiedere al governo nazionale di avviare una programmazione di investimenti che porti alla vera e propria realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria, una opera fondamentale per un Paese che presenta questa particolare conformazione geografica».

E suona anche come risposta a chi ha criticato il sindaco di Bari, Emiliano che,contrario alla Tav in Val di Susa è favorevole invece alla linea Tav che colleghi Napoli e Bari.

Non si tratta infatti di una battaglia ideologica o una questione di principio da fondamentalisti della tutela dell’ambiente, ma una scelta di buon senso che contribuirebbe a tenere meno distanti le città del Sud e collegarle tra loro oltre che al resto dell’Europa. Sempre, ovviamente, che lo si voglia e non si preferisca invece un muro alto alto fino al soffitto per tenere lontano i terroni…


29
Mar 13

A Mondragone il primo museo del cane

 

A Mondragone, patria della mozzarella di bufala, c’è una tipicità unica in Europa.

Lo scorso dicembre, infatti, proprio nella cittadina casertana è stato inaugurato il primo museo dedicato interamente al cane.

 Un fossile del cane orso, specie vissuta 35 milioni di anni fa, il cranio del dire wolf, un antenato del migliore amico dell’uomo di 50 mila anni fa. Sono solo alcune delle reliquie che sarà possibile vedere negli spazi di Fooff, il primo Museo del cane d’Europa, inaugurato oggi a Mondragone, in provincia di Caserta. Sezione scientifica sull’evoluzione del cane e una parte sul legame con l’uomo nella storia, anche in chiave cinematografica, completano l’ampia zona dedicata ai reperti archeologici. L’idea è venuta ai due soci dell’associazione che opera per la tutela dei diritti degli animali Vivimondo, gli imprenditori Michele Falco e Vito Luigi Pellegrino.

Del tutto autonomo dal punto di vista energetico, grazie al fotovoltaico, il Museo è anche una struttura polifunzionale che offre, oltre ai recinti e le cucce per ospitare cani d’allevamento o abbandonati, un ambulatorio con la possibilità di assistere anche al parto ed all’allattamento dei cuccioli. Il progetto è patrocinato dal Consiglio Regionale della Campania, dalla Provincia di Caserta e del Comune di Mondragone.(fonte pupiatv)

 


29
Mar 13

Napoli nella top ten per le vacanze di Pasqua

di Cristina Zagaria

Per Pasqua tutti in Campania, anzi a Napoli. Nella top ten stilata da Trivago per la Pasqua 2013 c’è la costa campana. Trend positivo anche per Napoli, una tra le città più convenienti d’Italia. E il capoluogo partenopeo conquista anche l’estero, scalzando Sorrento nella classifica delle mete preferite dagli stranieri. In calo (perchè troppo care) Ischia e Capri rispetto al 2012.
Questa sarà una Pasqua a corto raggio. Ma soprattutto in Italia per i milioni di Italiani che non rinunceranno alle proprie vacanze: Roma, Firenze, Venezia, Milano e Napoli sono le destinazioni nostrane più ricercate. Questi i dati dell’Osservatorio di Trivago.it che sta monitorando attentamente il flusso delle ricerche alberghiere e il relativo indice di prezzo per le mete preferite per le festività di Pasqua dai viaggiatori di tutta Europa.
Nella classifica delle città Italiane più ricercate dagli italiani Napoli è al quinto posto (dopo Roma, Firenze, Venezia e Milano). “Napoli conquista due posizioni nella classifica nazionale – spiega Giulia Eremita, Country Manager Trivago Italia –  con il 35 per cento in più delle ricerche e si classifica nella Top ten delle mete italiane preferite dagli italiani, in quinta posizione e dall’estero, in nona posizione”, sottolinea Eremita, “lo scorso anno Sorrento si era posizionata prima di Napoli, quest’anno Napoli è in cima alle preferenze”
Infatti il dato significativo è proprio la  conquista da parte del capoluogo partenopeo del nono posto nella classifica delle città più ricercate dagli stranieri.

28
Mar 13

Napoli: nuove scritte contro Garibaldi e la retorica dei 150 anni

 

155008_10200907633039116_1523668333_n(clicca sull’immagine per ingrandirla)

Non storcete il naso o voltatevi dall’altra parte. E neppure pontificate contro una tendenza che a Napoli, come in altre città del Sud, sta prendendo inesorabilmente piede.

Sono sempre di più le scritte che compaiono ad imbrattare le statue di Garibaldi o Vittorio Emanuele.

Sono l’effetto e la reazione agli insulti ed al razzismo impunito, alle politiche leghiste attuate col beneplacito e la connivenza dei politici meridionali. Sono la reazione alla terra dei fuochi, alle terre inquinate di scorie tossiche provenienti dal Nord, grazie all’infame iniziativa delle mafie locali.

Sono la reazione a “forza Etna e forza Vesuvio”, a “valigia di cartone fa rima con terrone”.

Sono la reazione alla intollerabile e razzista sperequazione della tariffe assicurative, agli degli interessi differenziati geograficamente per l’accesso al credito.

Sono la reazione a trattative poco chiare che da Liborio Romano in poi, non si sono mai interrotte.

Sono reazioni di disagio ed intolleranza a politiche sovente di stampo coloniale, sono reazione all’idea (lombrosiana) di una parte del paese inferiore e artatamente lasciata arretrata. La Germania in dieci anni ha unito veramente un paese con le medesime problematiche. L’Italia no. Perchè?

Ecco dunque una delle tante foto che da Palermo a Napoli iniziano a moltiplicarsi. E continueranno a farlo fino a quando, non si sarà costruita un storia condivisa. Su pari basi e presupposti.

Questa si trova a Corso Vittorio Emanuele, nel capoluogo campano.

 


28
Mar 13

Hockey : nuovo episodio di razzismo contro i meridionali

 

E’ un virus che ormai ha contagiato anche gli sport che parevano esclusi da queste idiozie.

Il motivo è semplice e lo ripeto da tempo, v’è un razzismo antimeridionale antico che alligna tra tutti gli strati della popolazione. Prima silente, latente. Ora spudorato, proprio perchè sottovalutato, taciuto, tollerato. Derubricato a fenomeno da barzelletta.

E’ accaduto nell’hockey, contro dei giocatori ebolitani, a Cremona.

A finire nel mirino di sostenitori poco civili è stata la Cresh Eboli, squadra che milita nel campionato di serie A2 di hockey. In trasferta a San Daniele Po, in provincia di Cremona, per affrontare i padroni di casa della Pieve 010, nel riscaldamento e prima della partita sono stati perennemente accompagnati da coretti del tipo: «Terroni tornate a casa». E questo sembra sia stato quello più gentile. «Siamo stati bersagliati da cori razzisti – ha detto la presidente del club ebolitano, Angela Califano – la cosa mi ha irritato ancora di più perchè quei cori sono arrivati prima del minuto di silenzio in ricordo del grande Pietro Mennea, un uomo di sport e soprattutto un meridionale, e di Manganelli, altro personaggio del Sud di grande spessore. Molti dei giocatori erano intenzionati a non scendere in campo, poi la società è intervenuta e li ha spinti a giocare. Con una motivazione ben chiara: lo sport deve sempre vincere sul razzismo.(Corriere del Mezzogiorno).

Il problema è che fino a quando le istutizioni non avranno compreso la gravità del fenomeno, gli idioti si moltiplicheranno. E con essi l’intolleranza e la reazione di chi è stanco di subire.


27
Mar 13

Gli Italiani del Nord sono più intelligenti: Borghezio? No Richard Lynn

Gli Italiani del Nord sono più intelligenti: Borghezio? No Richard Lynn

Sul sito eurolabconsulting.it, mi sono imbattuto in una simpatica newsletter che cita una notizia dal gusto lombrosianborghezista, a cui viene data addirittura matrice e rilevanza scientifica. Come se cento anni fossero trascorsi invano, contro ogni principio di ricchezza delle diversità (e quindi di razzismo), Richard Lynn afferma che gli Italiani del Nord hanno un quoziente intellettivo più elevato degli Italiani del Sud ed è per questo motivo che esistono notevoli differenze in termini di reddito, successo e istruzione tra le due aree territoriali.

Perdindirindina!! E su che basi il Mengele del nuovo millennio basa il risultato delle sue mirabolanti ricerche? “La  causa  di  tale  fenomeno  è  da  attribuire,  secondo  Lynn,  alla “mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del nord Africa” (Lynn, 2010) che si è verificata nell’Italia meridionale. “

Evidentemente l’ariano Lynn (?!?!) ha studiato poco la storia del mezzogiorno. Forse neanche saprà che oltre alle contaminazioni mediorientali, i terroni hanno avuto ascendenze che ben hanno accolto anche mescolanze genetiche normanne, greche, longobarde, oltre ad aver ospitato numerose comunità provenienti proprio dal nord Italia (Piemonte e Liguria)..ecc…venendo a costituire un unicum di ricchezza genetica.

Inoltre, lo scienziato in questione lo sa che migliaia e migliaia di terroni si sono trasferiti al Nord (così come in tanti altri paesi stranieri)  diventando uomini di successo, inquinando probabilmente la bontà delle sue stesse ricerche?

E dei premi Nobel d’origine terrona? Dulbecco e Maiorana solo per citarne alcuni, mai sentito parlare? O forse erano poco contaminati?

Lo studio ha provocato non poche reazioni da parte della comunità scientifica,  che  ha  replicato  alle  affermazioni  del  professore attraverso la diffusione di ricerche e pubblicazioni che mettono in evidenza i limiti dello studio in oggetto.Nella stessa newsletter si legge:L’articolo  di  Saggino  presenta  ulteriori  dati,  riferiti  allo  studio
INVALSI del 2005 (Caputo, 2005), che contraddicono le conclusioni di Lynn, poiché dimostrano che le prestazioni degli studenti delle regioni meridionali nei  test di  successo  scolastico  sono migliori rispetto a quelle degli studenti settentrionali, riferiti a una specifica fascia d’età.

Professò, il problema genetico è suo…si chiama “capa fresca”…e la prossima volta, prima di fare una ricerca, cerchi tra le vicende storiche la risposta ai problemi economici e sociali del Sud. E soprattutto smettetela di trattare i bambini come cavie da laboratorio.


27
Mar 13

Un video per Città della Scienza e per Napoli

Ecco un meraviglioso spot di sensibilizzazione sulla ricostruzione di città della scienza e la tutela della città di Napoli, promosso da Run Comunicazione e da Energia del Sorriso onlus. regia di Francesco Prisco, ideato e prodotto da Alessandro Cannavale

 

 

 


27
Mar 13

Ad Airola in provincia di Benevento i telai in carbonio dell’Alfa

 

Una bella notizia, di quel Sud produttivo che ha poca eco.

Ad Airola, in provincia di Benevento, in una realtà industriale ricoperta dalla polvere e dalla cenere, sta per nascere una delle realtà industriali più innovative d’Italia.

Nel nuovo sito industriale della Tecno Tessile Adler srl del gruppo Adler di Paolo Scudieri, verranno infatti realizzati i telai in fibra di carbonio della nuova 4C Alfa Romeo e le scocche.

Oggi nasce — ha detto il Cavaliere del lavoro Scudieri, titolare del gruppo Adler— il più grande polo italiano per la produzione di fibra di carbonio per l’industria dell’automotive»

Quanto ha poi rilevato sempre Scudieri viene spesso taciuto dai media:

«La Campania, secondo un recente studio di Srm — ha aggiunto il patron della Adler — detiene la leadership nel Sud Italia nel campo della produzione automobilistica, il 9,3% della performance nazionale, per un totale di 13.750 addetti distribuiti su 159 siti produttivi. A livello nazionale, la Campania è terza in Italia dopo Piemonte e Lombardia. Il settore genera un valore aggiunto in questa regione di 766,5 milioni di euro, pari al 10% del valore aggiunto manifatturiero. E qui ad Airola ribadiamo il ruolo centrale della Regione scrivendo una pagina nuova, una pagina positiva, nell’ambito della storia di una crisi economica che sembra non voler passare». (Corriere del Mezzogiorno)

Insomma, non è camorra, non è monnezza non è delinquenza, dunque non fa notizia.