Crea sito


30
Apr 13

Uno strumento per denunciare le discriminazioni

publi

Ho da poco scoperto il sito www.unar.it, ovvero il sito patrocinato dal Ministero per le Pari Opportunità, che permette di denunciare come vittima o testimone un episodio di discriminazione razziale.

Peccato manchi, come al solito, ogni riferimento, evidentemente perchè ha poco appeal, alla possibilità di denunciare anche episodi di razzismo e discriminazione territoriale.

In ogni caso, nel form per inviare le denuncia, ho spedito quella relativa all’ingiustificato caro assicurazioni che comporta un trattamento eterogeneo tra i cittadini meridionali e quelli delle altre regioni d’Italia.

Non contento ho segnalato anche la differenza di trattamento per quanto riguarda l’accesso al credito (8,32% di interessi su una somma se ci si trova in Calabria, 4,63% se si è fortunati abitanti del in Trentino Alto Adige).

Se siete stati vittime o testimoni di episodi di discriminazione territoriale, segnalate anche voi. perchè non c’è una gerarchia di razzismi, legati alla religione o al colore della pelle.


29
Apr 13

Il RadioPadania pensiero sul caso Preiti

Attendevamo con ansia il Radio Padania pensiero sul fatto di sangue e disperazione accaduto ieri all’esterno di Palazzo Chigi.

Senza aggiungere alcun commento

Ecco un estratto raccolto dal blogger de L’Espresso, Daniele Sensi:


28
Apr 13

L’arretratezza del Sud? Colpa della scarsa cultura civica e del familismo amorale

 

La frase nel titolo, non è stata pronunciata da Borghezio o da un leghista qualsiasi. No. Sono le parole del nuovo Ministro alla coesione territoriale. Siamo in una botte di ferro.

Così Trigilia scriveva nel suo libro  “Non c’è Nord senza Sud…”

“Non avremo mai uno sviluppo solido e un’Italia più civile se nel Mezzogiorno non ci sarà una svolta e non si avvierà una crescita capace di autosostenersi. Nella difficilissima congiuntura presente non è più possibile sottrarsi a un interrogativo che vale il nostro futuro: perché non abbiamo saputo sciogliere il nodo del mancato sviluppo meridionale? Uno dei più attenti conoscitori del nostro Sud risponde che il problema non è economico e non dipende dalla carenza di aiuti, bensì dall’incapacità della classe politica locale di creare beni e servizi collettivi. La scarsa cultura civica, quel familismo amorale che proprio al Sud è stato “scoperto”, non è soltanto il retaggio di una storia remota, ma anche il frutto di ieri e di oggi, lasciato marcire dalla politica locale tollerata dal centro. Come spezzare questo circolo vizioso? Contro una visione salvifica del federalismo e un malinteso autonomismo, bisogna porre vincoli severi all’uso clientelare della spesa e delle politiche locali attraverso un controllo più stringente da parte dello stato centrale e dell’Unione europea.”

 

Così Raffaele Vescera, giornalista pugliese: Che lo sviluppo economico del sud sia un bene per tutta l’Italia è verissimo ma come fa lei a sostenere che la questione meridionale non è una questione economica ma solo una faccenda “culturale” dei meridionali, causata dal loro cosiddetto “familismo amorale” , che sarebbe nato proprio al Sud? A parte la crassa ignoranza sull’avventata formulazione, da parte di Edward C. Banfield, del familismo amorale mediterraneo, ampiamente smentita da John Davis e da fior di studiosi, di questo ministro ci colpisce la rinnovata volontà di mantenere il Sud in uno stato di minorità economica.

E  prosegue:

I Meridionali devono farcela da soli, sostiene Trigilia, facile a dirsi quando uno Stato patrigno per i cittadini del Sud spende la metà che per quelli del nord. Facile a dirsi quando fare impresa a Sud è tre volte più difficile che al nord, per via dei tassi bancari e dei costi assicurativi doppi, delle infrastrutture carenti e della mafia. Tutti handicap che impediscono la crescita del Sud ma fanno estremamente comodo al nord dove l’accesso al credito è più facile, si fanno infrastrutture a bizzeffe e si investono i capitali mafiosi. 
In quanto all’utilizzo dei fondi europei per il Sud, al nuovo ministro vogliamo solo ricordare che con i fondi FAS destinati dall’Europa al Mezzogiorno, dopo aver pagato le multe delle quote latte agli allevatori “padani” per circa tre miliardi di euro, Torino si sta facendo la metropolitana spendendo centinaia di milioni di euro di fondi FAS. 
In quanto poi al ceto politico corrotto del Sud, è verissimo, ma certamente non più corrotto di quello del Nord, dove la Regione Lombardia, nella classifica nazionale, detiene il primo posto in assoluto.

Concetti che esprimiamo da tempo e che non possiamo non condividere.


27
Apr 13

A Scampia il Mediterraneo Antirazzista on the road

Scampia, terra di nessuno in mano alla camorra? Scampia, sparatorie e rapine? Ma anche no, questa è la Scampia che vogliamo leggere sui giornali e guardare alla tv, perchè Scampia non è il termine di paragone di minoranza della monnezza altrui, Scampia è vita e tolleranza:

Per il secondo anno, Scampia ospiterà il 2 ed il 3 maggio 2013 la manifestazione culturale e sportiva “Mediterraneo Antirazzista, Scampia-Napoli”, che  si inserisce nell’evento itinerante “Mediterraneo Antirazzista on the road”. La Manifestazione, promossa a Napoli dal Comitato Spazio Pubblico di Scampia insieme ad altre associazioni attive del territorio, nasce dall’incontro con il Comitato Organizzatore del Mediterraneo Antirazzista di Palermo, attraverso la partecipazione ai tornei antirazzisti dal 2010 della BandaBaleno, la banda del comitato di Scampia.

Da Palermo a Napoli, l’evento è riuscito a contaminare anche Roma e Genova, dando vita quest’anno al Mediterraneo Antirazzista on the road.Dopo il grande successo dello scorso anno, la due giorni napoletana ritornerà nuovamente ad essere un’occasione di aggregazione multiculturale attraverso lo sport e la riappropriazione degli spazi pubblici, con tornei, giochi ed attività in strada. L’evento inoltre vuole essere un’occasione di promozione delle relazioni interculturali tra le diverse componenti che abitano nella città metropolitana, provando a mettere in discussione le dicotomie centro/periferia ed inclusione/esclusione. Proprio per questo, l’evento quest’anno non si concentrerà soltanto a Scampia, ma farà tappa anche al centro antico di Napoli. L’evento si aprirà giovedì 2 maggio alle 14 e 30 con un festoso corteo da Piazza Giovanni Paolo II, ai campi dell’ArciScampia, passando per lo Stadio Comunale di via Hugo Pratt, fino al Parco Corto Maltese. In questi tre luoghi si terranno i tornei antirazzisti di calcio, pallavolo, basket e rugby.

Il giorno seguente invece si concentrerà nella piazza Giovanni Paolo II dove avranno luogo dalle ore 16:00 le premiazioni dei tornei, con giochi ed sport in piazza, tanta musica ed uno street show di break dance. In serata ci si sposterà verso il Centro Antico di Napoli, in piazza San Giovanni Maggiore Pignatelli (la piazzetta dell’Orientale) per il Mediterraneo Antirazzista in concerto che vedrà sul palco THE REVOCK ROOTS band e “MODA LODA BRODA”.

La scelta dei luoghi dove si svolgerà il Mediterraneo non è casuale, ma racconta di esperienze di base realizzate da cittadini ed associazioni volte al recupero degli spazi pubblici urbani, spazi molto spesso abbandonati dalle istituzioni e trasformati dai cittadini in luoghi di cultura e laboratori creativi permanenti animati dall’impegno quotidiano di chi sceglie di non stare ad aspettare ma di determinare attivamente il proprio futuro. Esperienze raccontate anche nella mostra ‘Orti in festa’ il verde va in città’ che si terrà il 2 maggio presso l’Arciscampia.

Tra le associazioni promotrici Comitato Spazio Pubblico di Scampia (ArciScampia, BandaBaleno, Centro Territoriale Mammut, Centro Hurtado – AQuaS,  Circolo Legambiente LA GRU, Chi rom e chi no… , Dream Team – Donne in Rete, CDR Gatta Blu, Coop. Alisei, GRIDAS, Pollici Verdi, Vodisca) insieme a A.S. Castel Volturno Rugby I Pirati, Coop. Obiettivo Uomo, Ass. Realtà Futura, Stella Rossa, Ass. Dafne, Coop. Uomo e il legno, Radio Sca, Comitato Movida l’Orientale, Comitato Uisp Basket Napoli partecipano anche Centro Sociale Sportivo Maddaloni e ASD Universal Center. Con la collaborazione dell’VIII Municipalità del Comune di Napoli (Comunicato di Napoli Città Sociale).


26
Apr 13

A Casal di Principe, cotti e mangiati dalla Nuova Cucina Organizzata


Ci sono storie nella terra dei casalesi, che non ispirano sceneggiatori per pay tv. E non suscitano il clamore necessario per suggerire le trame di un best seller. Sono quelle trame scritte da persone perbene, nella terra del casalesi. Storie di Casalesi, dove le uniche macchie rosse sul pavimento sono quelle del pomodoro e del ragù. E per questo non godono dell’apertura dei tg nazionali, o dei quotidiani pronti a sbattere quei mostri terroni di terra di lavoro, in prima pagina.

Storie di cucina..solidarietà e prodotti a km 0. E, proprio per esorcizzare i demoni del luogo, il nome di questa storia è NCO, Nuova Cucina Organizzata, che tra il serio ed il faceto, fa il verso a quella che fu la NCO (nuova camorra organizzata) di Raffaele Cutolo.

Ecco come i ragazzi della NCO, ristorante di San Cipriano d’Aversa, descrivono la propria attività:

“Nuova Cucina Organizzata è il ,ristorante pizzeria pioniere di un innovativo approccio che trova la ragione di esistere nella solidarietà umana.

NCO nasce come risposta necessaria per far fronte ai disagi di un contesto territoriale, dove un esasperato individualismo mira a stroncare ogni tentativo di riscatto.

Puntando sulla ricchezza dell’aggregazione, sulla condivisione degli obiettivi e sulla consapevolezza che un futuro migliore è possibile, con NCO hai la certezza di mangiar bene e di vivere ancora meglio.

Chi sceglie NCO è per una cultura aperta e libera, chi crede al cambiamento delle cose, alla trasformazione della nostra società in una comunità civile e democratica, che sappia costruire e non distruggere.

NCO è il prodotto di un gruppo di ragazzi e ragazze, con lo scopo di ridare dignità ai diversamente abili spesso trattati come derelitti e incentivare l’integrazione.

E’ un’avventura che ha bisogno di crescere e per farlo ha scelto di prendere tutto quel che la terra ha di buono. Ogni singolo ingrediente di ogni singolo piatto è il frutto di un amore che ripaga. Tutto è scelto con cura, con la responsabilità di chi sa accompagnare i buoni propositi con buon cibo.

E’ a tavola che la mente si riposa, i pensieri si chiariscono e alla tavola di NCO, c’è tutto quel che serve.”
E allora visto che nessuno darà un’apertura in terza pagina su un magazine nazionale, ai ragazzi di NCO, ci pensiamo noi…per una cucina solidale, a km0, fatta di tipicità ed onestà locali. Oltre le minacce fatte di piombo ed indifferenza.

 


26
Apr 13

La Bufala ringrazia tutti per il sostegno

Ecco come il Consorzio per la Mozzarella di Bufala Dop ringrazia tutti quanti, noi, voi che l’abbiamo sostenuto contro il Decreto Zaia:

La Mozzarella di Bufala Campana Dop è salva. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi il decreto del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, con cui il Governo ha sostanzialmente recepito le richieste del Consorzio di Tutela, emanando nuove norme di attuazione della legge 205/2008.
Il provvedimento contiene novità fondamentali: per tutti coloro che fanno parte del sistema Dop sarà infatti possibile continuare sempre a produrre nello stesso stabilimento mozzarella Dop e altre tipologie (ricotte e mozzarelle non Dop), ma, come richiesto dal Consorzio di Tutela già 18 mesi fa, si obbligano i produttori ad acquistare esclusivamente latte di bufala proveniente dall’area Dop, per qualunque prodotto intendano realizzare.
“Così il Governo dice sì alla nostra proposta sulla provenienza esclusiva del latte dal territorio della Dop, contenuta nella bozza di modifiche al disciplinare che da un anno e mezzo attende l’approvazione delle istituzioni interessate”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo e aggiunge: “Siamo molto soddisfatti del provvedimento. In questo modo si rafforza il marchio Dop, s’innalza la qualità del prodotto, si assicura la tracciabilità totale e non si costringono i nostri allevatori a morire. Ringraziamo il Governo e il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, per aver compreso appieno il nostro appello”.
Per il direttore del Consorzio di Tutela, Antonio Lucisano, “ora si apre una nuova fase per la Mozzarella di Bufala Campana Dop” e spiega: “Con le nuove regole siamo di fronte a innovativi scenari di produzione e di mercato. Con l’obbligo di utilizzare solo latte di area Dop, il nostro auspicio è ora che tutto il latte Dop possa essere trasformato in mozzarella Dop, con prospettive di crescita, dunque, ancora tutte da esplorare.
Sul mercato i consumatori avranno un quadro più semplice e chiaro, potranno scegliere solo tra tre tipi di prodotto: la Mozzarella di Bufala Campana Dop; la mozzarella di bufala non Dop ma realizzata comunque con latte di area Dop dai produttori aderenti al Consorzio; e infine il prodotto non certificato, realizzato da tutti gli altri con latte e semilavorati bufalini qualsiasi, proveniente da ogni dove”.
Le nuove norme sono anche il frutto della mobilitazione lanciata dal Consorzio, dal titolo “Salviamo la Mozzarella di Bufala Campana DOP”, “che ha coinvolto chef, giornalisti, foodies e cittadini, uniti dalla passione per questo prodotto unico”, fa sapere Lucisano: “A ciascuno di loro – conclude – va il nostro grazie di cuore, ci hanno sostenuto e aiutato a produrre ogni sforzo per non far scomparire il più importante marchio Dop del centro-sud Italia. Insieme ce l’abbiamo fatta”.


26
Apr 13

Vrenzole contro Zombie: i nuovi fumetti made in Naples

Come un vulcano in eruzione, ribolle nel ventre di Napoli la creatività e la fantasia. Pronte a partorire storie e getti di inchiostro che si animano con un intenso sapore tipicamente made in Naples.

Dopo il fumetto su Maradona (http://ilazzaro.altervista.org/comicon-2013-presentato-il-fumetto-su-maradona/), eccone un altro, che verrà presentato a Comicon 2013: «47 Deadman Talking», ovvero “47 morto che parla”. In una città dove via e morte si confondono in un magma di superstizione, folclore ed intima religiosità, non avrebbe potuto essere altrimenti

«Vrenzole contro Zombie», il sottotitolo.Protagoniste proprio le vrenzole, ovvero le ragazzine dei  quartieri popolari, che si trovano a dover affrontare i morti viventi, armate di tutto punto, e a dover raggiungere Castel Sant’Elmo, unico luogo sicuro della città.

Le ragazze, tuttavia non sono sole. Nel loro peregrinare, due figure note all’immaginario napoletano: Mr Spicc ed il Pampa Sosa. Due persone realmente esistenti.

Il primo un vero clochard, così chiamato per la sua abitudine (ed attitudine) a chiedere spiccioli a chiunque, l’altro un giocatore argentino che ha militato nel Napoli che risorgeva dalle ceneri della Serie C e che oggi è un commentatore della pay tv Sky.

Così gli autori:

«L’idea – spiega Andrea Errico – ci è venuta guardando The Walking Dead. Ci siamo chiesti, ma qui a Napoli cosa succederebbe? In effetti è facile immaginare quello che accade in situazioni d’emergenza negli Stati Uniti. Si trovano le armi, ci sono i tipi fighi che salvano la popolazione…a Napoli invece, siccome siamo sempre in allerta, i morti viventi sono dei semplici mamozzi, brutti a vedersi, solo un altro fastidio in più nella continua guerra metropolitana che da sempre combattono i napoletani: le buche, il traffico, la camorra, la disoccupazione. A Napoli, poi, non ci sono armi sofisticate e allora ti ritrovi a sbaragliare i mostri con padelle mazze e coltelli…». (il mattino,la repubblica,corriere del mezzogiorno)

 


25
Apr 13

Comicon 2013: presentato il fumetto su Maradona

 

Decine di autori di fumetti da tutto il mondo, mostre sul tema scelto per il 2013, l’architettura, ma anche su Diego Armando Maradona. Il Pibe de oro sara’ uno dei protagonisti di Comicon 2013, il Salone internazionale del fumetto di Napoli che torna alla Mostra d’Oltremare dal 25 al 28 aprile per 4 giornate intensissime e con proposte innovative anche nel campo della cultura pop.

In particolare, il fumetto su Maradona è stato creato da un ragazzo milanese, figlio di una famiglia napoletana trasferitasi nella capitale lombarda, Paolo Castaldi, tifosissimo del Napoli.

Undici i capitoli in cui è diviso il fumetto. Un numero non casuale, poichè ricordano i tocchi, undici per l’appunto, con cui Maradona andò a rete contro l’Inghilterra, segnando il gol celebrato poi come quello più bello del secolo.

Le tavole, intendono ricordare l’uomo ed il calciatore, figlio di contraddizioni irrisolte, genio e sregolatezza, Maradona carico di forza simbolica rivoluzionaria in grado, col suo estro ed il suo talento di riscattare per un decennio le sorti di una intera città. (fonti: Agenzia Asca, Il Mattino)


25
Apr 13

25 Aprile: il sacrificio delle donne ciociare

Fu Liberazione, al Sud, mentre le truppe alleate risalivano lo stivale. Fu Liberazione e sacrificio, cruento, e poi taciuto e nascosto.

Verità scomode, volutamente rimosse, che costarono la vita non solo agli uomini in divisa, ma anche delle migliaia di civili che subirono la furia degli eserciti. Quello dell’oppressore e quello del liberatore.

Fu Alberto Moravia, nella sua “La Ciociara”, interpretata poi sul grande schermo da Sofia Loren, a raccontare per la prima volta degli stupri compiuti dalle truppe francesi, sulle donne di quella parte di Sud liberato: 60 mila. E poi il segreto di Stato imposto dalla Francia, su quelle vicende, ed uno stato italiano in ginocchio ed accondiscendente, pronto a ridimensionare l’accaduto per convenienza, per rendersi nuovamente credibile ed autorevole innanzi alla comunità internazionale.

Di queste vicende ne parla Gigi di Fiore, nelle sue Controstorie, nel blog che cura su Il Mattino:

“Lu diavulu passò su noi” raccontarono quelle donne. E per prima fu proprio una donna come loro, comunista coraggiosa eletta nell’Assemblea Costituente, a difenderle: Maria Maddalena Rossi. Fu lei a portare nell’aula parlamentare il dramma di donne offese, umiliate, a volte uccise. Fu lei a dar voce ufficiale alle loro sofferenze, che significarono anni dopo malattie, emarginazioni, suicidi. Denunciò, rivendicò, urlò.

E disse perchè tutti ricordassero, tutti chiedessero conto: “So che vi è chi si finge scandalizzato perché noi prendiamo nel Parlamento e nel Paese la difesa di queste donne. Credo che piuttosto ci si debba scandalizzare perché fra noi vi è chi vorrebbe coprire questa piaga, questo delitto orrendo che fu commesso contro donne inermi, contro giovinette”.

Era l’altra faccia della Liberazione, che solo un presidente della Repubblica come Carlo Azeglio Ciampi volle ufficialmente riconoscere nel 2004, assegnando le medaglie d’oro al valor civile a quei comuni devastati dalla furia delle truppe coloniali francesi. Come Esperia, dove in una sola notte le donne stuprate furono 900, come si ricorda nell’atto del capo dello Stato. (Gigi di Fiore)

Soltanto nel 2008, quegli stupri furono dichiarati dall’Onu “crimini di guerra”.

Che sia un giorno di Liberazione di verità e di storia condivisa, di omaggio alle vittime di una inumana follia.


24
Apr 13

La mozzarella di bufala salva dal decreto Zaia

 

La mozzarella di bufala DOP è salva , dal decreto Zaia, da un decreto del Ministro delle Politiche Agricole.

Il provvedimento, sottolinea il Consorzio per la tutela del marchio Dop, «contiene novità fondamentali»: per tutti coloro che fanno parte del sistema Dop sarà infatti possibile continuare sempre a produrre nello stesso stabilimento mozzarella Dop e altre tipologie (ricotte e mozzarelle non Dop), ma, come richiesto dal Consorzio di Tutela già 18 mesi fa, si obbligano i produttori ad acquistare esclusivamente latte di bufala proveniente dall’area Dop, per qualunque prodotto intendano realizzare.

«Così il Governo dice sì alla nostra proposta sulla provenienza esclusiva del latte dal territorio della Dop, contenuta nella bozza di modifiche al disciplinare che da un anno e mezzo attende l’approvazione delle istituzioni interessate» commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo e aggiunge: «Siamo molto soddisfatti del provvedimento. In questo modo si rafforza il marchio Dop, s’innalza la qualità del prodotto, si assicura la tracciabilità totale e non si costringono i nostri allevatori a morire».

«Ringraziamo il Governo e il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, per aver compreso appieno il nostro appello» aggiunge Raimondo. Per il direttore del Consorzio di Tutela, Antonio Lucisano, «ora si apre una nuova fase per la Mozzarella di Bufala Campana Dop» e spiega: «Con le nuove regole siamo di fronte a innovativi scenari di produzione e di mercato. Con l’obbligo di utilizzare solo latte di area Dop, il nostro auspicio è ora che tutto il latte Dop possa essere trasformato in mozzarella Dop, con prospettive di crescita, dunque, ancora tutte da esplorare. Sul mercato i consumatori avranno un quadro più semplice e chiaro, potranno scegliere solo tra tre tipi di prodotto: la Mozzarella di Bufala Campana Dop; la mozzarella di bufala non Dop ma realizzata comunque con latte di area Dop dai produttori aderenti al Consorzio; e infine il prodotto non certificato, realizzato da tutti gli altri con latte e semilavorati bufalini qualsiasi, proveniente da ogni dove».(Fonte comunicato consorzio,il Mattino,)