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31
Mag 13

Dagospia: alla Lega la presidenza del Copasir

Quello che riporta in queste ore Dagospia ha del paradossale. Secondo il sito diretto da Roberto D’Agostino, infatti, alla Lega andrebbe la presidenza del Copasir.

Un estratto da Dagospia: In questa situazione di lotta senza esclusione di colpi e all’ultimo sangue tra il fondatore Bossi Umberto e il segretario votato alla Votino (Elisabetta), la Lega ha deciso di accettare le pressioni della Letta family: mercoledì incasserà la presidenza del Copasir, l’organo parlamentare di controllo sui servizi segreti, posizione delicata e importante che non poteva essere data ai grillini.

Sofferimiamoci, ora, con zelante riflessione, per un istante ,sul significato dell’acronimo Copasir: Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (ripetiamolo svariate volte ad alta voce, come un mantra, così ne assumiamo pienamete il significato).

Bene. Questo organo, evidentemente importante per le sorti della Repubblica,  viene affidato, anzi pare che Letta abbia fatto addirittura pressioni perchè la Lega non ne voleva sapere, ad un partito dichiaratamente secessionista e dichiaratamente attento esclusivamente alle sorti e agli interessi di una parte del paese.

Si vede che il senso di cura, da parte del governo, per questa Repubblica è veramente alto…

Un pò come affidare la custodia della caserma dei Vigili del Fuoco, ad un piromane.

Complimenti, Italia.


31
Mag 13

Philippe Daverio e Save Italy a Caserta per la Reggia

Domenica 2 giugno 2013 ore 11,30 Piazza Carlo III, Caserta. Philippe Daverio e Pio Del Gaudio, Sindaco di Caserta convocano tutti coloro che hanno a cuore il destino di uno dei complessi monumentali più importanti d’Europa e lanciano un appello per la salvaguardia e il rilancio dello straordinario patrimonio artistico del Mezzogiorno d’Italia. www.saveitaly.info
Nel maggio dell’anno scorso 2012 abbiamo lanciato, sulle pagine della rivista Art e Dossier, un movimento d’opinione a partire dal caso della Villa di Adriano a Tivoli minacciata dalla nefanda idea venuta alla Regione Lazio di porvi la centrale di raccolta del pattume prodotto dalla città di Roma. Lanciammo l’appello per un raduno di dissenzienti il 1 maggio. Pensavamo all’adesione di pochi appassionati. La giornata fu invece di inatteso successo, l’opinione pubblica ne prese coscienza e Franca Valeri ebbe l’idea assai originale di sostenere che lì stava nascendo la Rivoluzione degli Educati. Il Ministero dei Beni Culturali ne prese atto e il ministro Ornaghi si fece parte premurosa per salvare quella porzione fondamentale del patrimonio storico e paesaggistico. In quell’occasione lanciammo la parola d’ordine Save Italy, la quale era volutamente in inglese in quanto l’inglese è la lingua internazionale come lo fu a lungo il latino.
Oggi lanciamo il medesimo appello per la Reggia di Caserta. La data è altrettanto simbolica poiché si tratta dell’imminente 2 giugno, Festa della Repubblica. Il Meridione d’Italia, che aderì spesso con entusiasmo all’epopea garibaldina che sognava la nascita d’una grande nazione, si trovò ad essere di quest’Unità raggiunta una delle prime vittime. Il regno di Napoli aveva allora riserve auree tredici volte superiori a quelle del Piemonte; era fiorente con un popolo poverissimo. Ora è privo di riserve e purtroppo non molto più agiato. E al contempo il suo vasto patrimonio storico è scivolato verso un decadimento del quale il caso Pompei è sicuramente il più clamoroso, ma non affatto l’unico. Il paesaggio inebriante nato da oltre due millenni di fatiche è stato ipotecato da pochi decenni di appetiti recenti. E’ ora di salvare il Meridione con il più colossale intervento di restauro che l’Europa si sia trovata ad affrontare dopo la redenzione della Germania Orientale, e l’Europa si dovrà trovare pronta a farlo per riconquistare la credibilità che la sola moneta unica non sembra più in grado di darle. Se crediamo all’Europa delle culture e non solo a quella della moneta, allora la battaglia di sensibilizzazione per la rinascita del Meridione diventa centrale. La bellezza del territorio, l’insostituibile sedimentazione storica, la qualità della natura, del tempo, del mare potevano essere motore di sviluppo ben più attraente e ben meno adatto ai controlli delle mafie. Le mafie di vario nome sono incolte, sono ineleganti. E per questo motivo sono inadatte a qualsivoglia operazione di riqualificazione. E’ solo con quella qualità estetica che fu del Meridione prima dell’epoca moderna che potranno essere combattute.
Ecco perché suona l’ora di chiedere a quell’Europa che nel Meridione d’Italia ha una delle sue culle centrali di assumere con coscienza il compito di salvarla, questa culla, con una sorta di piano che sia forte come lo fu il piano Marshall quando l’America si trovò a salvare la sua culla, ch’era l’Europa. Ed ecco perché la Rivoluzione degli Educati può continuare il suo percorso a Caserta il 2 giugno 2013. (comunicato stampa)

 

31
Mag 13

Bankitalia: il Sud decisivo per lo sviluppo del Paese

 


Anche il presidente di Bankitalia Visco, s’è svegliato dal torpore e così ha dichiarato:

Il progresso del Mezzogiorno è decisivo per lo sviluppo di tutto il Paese. E’ quanto afferma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante le “considerazioni finali dell’assemblea generale”. Per il numero uno di Palazzo Koch è necessario rimuovere “tutti gli ostacoli che bloccano la crescita del Paese”. “Progressi immediati, visibili, nella rimozione di questi gravi ostacoli – spiega Visco –potranno stimolare gli investimenti produttivi, attrarli anche dall’estero, in tutte le regioni del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, dove soprattutto è critico il contesto esterno all’attività produttiva e da cui dipende in modo decisivo lo sviluppo equilibrato della nostra economia”.

Fonte: Il Denaro


29
Mag 13

Nella missione “Volare” c’è tanto Sud

Nella missione spaziale “Volare” oltre al siciliano Luca Parmitano, c’è anche il bagaglio di conoscenze di una eccellenza tutta campana, il CNR di Napoli.

Ecco il comunicato stampa dell’Istituto:

Verrà ‘acceso un fuoco’ nello spazio. Lo farà l’astronauta Luca Parmitano, durante la missione ‘Volare’, per verificare il comportamento di combustibili e biocombustibili secondo un programma di ricerca messo a punto all’Istituto motori del Consiglio nazionale delle ricerche (Im-Cnr) di Napoli. Si tratta dell’esperimento Ice (Italian Combustion Experiment) che, nell’ambito del programma Green Air, prevede lo studio di carburanti innovativi a basso impatto ambientale, biocombustibili di seconda/terza generazione e di loro surrogati.

“In particolare, in questa prima fase, verrà analizzata la combustione di singole gocce di miscele binarie di ‘surrogati’ al variare della pressione e della percentuale di ossigeno in condizione di microgravità sulla Stazione spaziale internazionale (Iss)”, spiega Patrizio Massoli, dirigente di ricerca dell’Im-Cnr.
Una migliore comprensione del processo di riscaldamento, evaporazione e combustione di combustibili ad alta pressione è di fondamentale importanza per lo sviluppo di tecnologie di combustione nei motori e sistemi energetici di nuova generazione.

L’assenza di gravità crea condizioni sperimentali uniche che consentono di esplorare processi e reazioni non realizzabili sulla terra. “Permette, infatti, la semplificazione della geometria e della fluidodinamica del processo che da tridimensionale diventa monodimensionale (simmetria sferica o radiale)”, spiega Patrizio Massoli, “e di conseguenza i processi di trasferimento di massa e calore, consentendo quindi una maggiore focalizzazione sui processi fisico-chimici che avvengono durante il processo di combustione. La simmetria sferica consente, inoltre, la perfetta modellazione del processo con notevoli vantaggi per lo sviluppo della simulazione numerica di combustibili innovativi da utilizzare in codici fluidodinamici tridimensionali”.

La composizione dei biocombustibili varia in funzione della biomassa iniziale, delle condizioni stagionali e del processo di trasformazione: in base al processo produttivo impiegato è possibile ottenere combustibili completamente diversi pur utilizzando la stessa biomassa. “Per questo è difficile poter definire un comportamento univoco dal quale estrarre leggi generali. Si ricorre, pertanto, ai ‘surrogati’: composti che pur possedendo alcune proprietà fisico-chimiche simili ai biocombustibili sono composti puri”, spiega ancora Massoli. “Definiti i composti base che caratterizzano la struttura del biocombustibile risulterebbe allora possibile sintetizzare il suo ‘modello’ modulandone la composizione in termini di surrogati. Idealmente, le proprietà di combustione di un qualsiasi biocombustibile potranno essere determinate dalla conoscenza di quelle dei surrogati che compongono il suo ‘modello’”.

L’obiettivo dello studio è il raggiungimento di una riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale dei sistemi per la generazione di energia in impianti stazionari e per la propulsione spaziale aerea, marittima, terrestre.
In parallelo alla sperimentazione sulla stazione spaziale, parte degli studi saranno condotti nei laboratori dell’Im-Cnr a terra. Questi consentiranno di effettuare uno screening preliminare degli studi da condurre sulla Iss, ma anche di portare avanti esperimenti in condizioni complementari a quelle realizzate in microgravità, che consentiranno di evidenziare le trasferibilità dei risultati ottenuti a gravità zero.

“La sperimentazione verrà condotta utilizzando sia una cella di combustione per lo studio di gocce di uguali dimensioni a quelle studiate sulla Stazione spaziale internazionale, sia un sistema particolarmente complesso di fasci laser, ‘optical tweezers’ (pinzette ottiche). “Tale sistema consente di catturare e sospendere in aria gocce di combustibile di alcune decine di micron senza alcun sistema meccanico, ma utilizzando unicamente luce laser”, spiega ancora il ricercatore Cnr. In altri termini, le particelle sono catturate e sospese da fasci luminosi. “Il sistema sviluppato utilizza una combinazione originale di fasci laser che oltre a catturare e sospendere le goccioline servono alla loro caratterizzazione mediante diagnostica laser avanzata”, conclude Massoli.


29
Mag 13

1968: “Piemonte libero dai meridionali” un video eloquente

Correva il 1968. Poche immagini in bianco e nero, della Rai. Di quelle che non mandano mai in onda su Rai Storia in prima serata.

Immagini che spiegano il razzismo sulla pelle degli emigrati dal sud. Razzismo mai sopito. Quando il “terrone” era l'”extracomunitario” a cui non veniva affittata una casa.

A cui non si rivolgeva la parola.

Ecco il video tratto da un documentario. Senza ulteriore commento. Per chi ancora nega e,soprattutto,per chi ancora giustifica.


28
Mag 13

“La salute non è un valore assoluto” parola dei legali del patron dell’Ilva

E’ sconcertante quanto viene riportato dal Corriere della Sera, a proposito dei legali del patron dell’Ilva.

Questi, in una sorta di difesa che sa più d’arrampicata sugli specchi che di ragionevole (e ragionata) difesa del proprio cliente dichiarano, in un articolo di Giusi Fasano:

“La salute non è un valore assoluto e non giustifica tutto. Solo un talebano in malafede può sostenere che ci siano valori assoluti sopra ogni cosa e in ogni circostanza”. “Con la sentenza della Corte Costituzionale, sul decreto “salva Ilva” – prosegue – si dice che la tutela della salute è demandata a poteri diversi dalla magistratura e che ci sono poteri attribuiti al giudice amministrativo sui quali i magistrati della procura di Taranto non possono minimamente interferire. E’ invece loro si sono arrogati quei poteri”. Secondo De Luca verso Riva ci sarebbe un vero e proprio accanimento giudiziario: “Emilio è in condizione di salute precaria – ha affermato-  Si arrabbia perchè è convinto di subire ingiustizie. Sono preoccupato per lui. E’ l’unico caso in Italia dove un uomo di 87 anni è ai domiciliari da luglio dell’anno scorso”.

Premesso che la tutela della salute è uno dei diritti costituzionalmente garantiti, siamo preoccupati anche noi per le sorti dell’87enne Riva.

Chissà se il signor Riva (ed il suo avvocato) hanno mai pensato a tutti quei tarantini che alla  veneranda età  di 80 anni non ci sono mai arrivati, non per colpa loro, ma per le malattie contratte a causa dell’inquinamento che insisteva sulla città di Taranto…

 


28
Mag 13

Amministrative: flop della Lega

 

Mentre a Margherita di Savoia, la lista meridionalista “io voglio restare”, si attesta ad un benaugurante (per il Sud) 18% non possiamo non riportare il flop leghista in quel di padania…Insomma, “prima il nord” ha avuto decisamente scarso appeal…Le bugie hanno le gambe corte..

 

Elezioni, Nord bastona la Lega: Gentilini arranca, Dal Lago flop. Treviso e Vicenza, tradizionali feudi leghisti hanno dato due sonori “schiaffoni” al Carroccio. Il dato assume un valore politico rilevante, la presa sul territorio e la buon amministrazione erano le carte vincenti della Lega prima delle divisioni interne e gli scandali, prima che la tenaglia della crisi si chiudesse anche sulla parte più produttiva del paese.

A Treviso, Giancarlo Gentilini è staccato al primo turno di quasi 10 punti dal moderato piddino Giovanni Manildo (42,5%):  lo “sceriffo” padano è stato per vent’anni il dominus assoluto della città, prima con due elezioni vinte personalmente a man bassa, poi con l’ultima l’elezione per ” interposta persona” (Di Vico, Corriere della Sera) con Gian Paolo Gobbo. A Vicenza, a Manuela Dal Lago è andata ancora peggio con l’esclusione dal ballottaggio e  la poltrona di primo cittadino già assegnata al sindaco uscente Achille Variati del centro sinistra. (fonte Blitz)


25
Mag 13

La iena e La leggenda metropolitana delle magliette con la cintura disegnata (made in Naples)

 

La settimana scorsa, la iena Luigi Pelazza, ha mandato in onda un servizio realizzato a Napoli che ha suscitato il disappunto di molti utenti della rete.

Nel servizio, si vedevano alcuni complici andare in giro, mettendo in evidenza il proprio portafogli, nei mezzi pubblici del capoluogo campano. L’intento era ,verosimilmente, quello di dimostrare il luogo comune secondo cui a Napoli il borseggio è un’arte diffusa.

Ed invece, con sommo sgomento, dopo alcune ore, gli unici borseggiatori ad abboccare all’amo della Iena sono stati degli stranieri. Borseggiatori non napoletani, diciamo.

Dopo le proteste di molti internauti, la iena in questione, sul suo profilo Facebook, propone una giustificazione che, tra le altre cose, finisce per avvalorare ancora di più il pregiudizio che ha animato il servizio mandato in onda.

Ecco un estratto: Quando sono entrate in vigore le cinture di sicurezza i napoletani, e non intendo ovviamente riferirmi a tutta la Campania, hanno inventato le magliette con raffigurate le cinture di sicurezza, ve le ricordate o no?
Questo ho voluto dire, che l’immaginazione e l’arte del sapersi arrangiare a certe persone non manca.
Ho trattato questo servizio in maniera assolutamente pulita, in buona fede.
Ho raccontato uno spaccato della società italiana, come ho fatto altre volte parlando di camorra, mafia e ‘ndrangheta, anche se ovviamente il reato commesso dalle persone che avete visto, non è neanche da paragonare.

Ecco, appunto. Quello delle magliette con la cintura di sicurezza, infatti, altro non è che un esperimento il cui scopo era quello di studiare la diffusione di una voce messa in circuito e la sua velocità di trasmissione (o più prosaicamente, una leggenda metropolitana); nonostante il suo “creatore” abbia più volte sottolineato che si trattava di un esperimento, sono tutt’oggi molti che considerano il fatto reale. L’esperimento della maglietta di sicurezza convalida l’idea che ad alimentare le leggende metropolitane sia una certa tendenza (e abitudine) a dare importanza e valore a ciò che è in linea con le nostre aspettative sociali e con il nostro sistema di valori, credenze e pregiudizi (come sostiene Ciravoli, l’ideatore della leggenda metropolitana).

Così l’autore dell’esperimento, Claudio Ciravoli, descrive il fenomeno:

La storia delle magliette con una cintura disegnata sopra, che i napoletani avrebbero inventato per ingannare il vigile, è la prima leggenda metropolitana nata in laboratorio; un esperimento del primo legendmaker della storia della comunicazione che non solo ha permesso di studiare i meccanismi di diffusione e la velocità di propagazione a breve e lungo termine, ma anche di convalidare l’ipotesi di leggende realizzate da abili comunicatori (al sevizio di aziende) a scopi vantaggiosi o per arrecare danno ai concorrenti. E’ stato inoltre molto utile nella comprensione delle dinamiche della smentita. Benchè la notizia che si trattasse di una storia falsa abbia occupato grandi spazi su tutti i media del mondo, è ancora oggi, una delle leggende più raccontate.Perfino sulle pagine de L’Espresso in un articolo di un grande giornalista e scrittore come Giorgio Bocca viene (gennaio 2008)considerata un storia vera.(l’articolo completo http://www.ciaravolo.it/maglietta.html)

E’ più facile rompere un atomo che un pregiudizio…


25
Mag 13

Gli interventi video di Marco Esposito a Linea Notte

Ecco, raccolto in tre video, l’intervento di Marco Esposito, portavoce di Unione Mediterranea, alla trasmissione di Rai 3 Linea Notte, per la presentazione del suo libro “Separiamoci”

Con garbo e competenza, Esposito riesce a sollevare questioni importanti senza suscitare beceri cori da stadio o luoghi comuni,ma la curiosità dei giornalisti presenti.

Degna di menzione, la chiosa finale del giornalista della rassegna stampa, il quale fa notare come , mentre i Riva incassavano soldi al nord, a Taranto restavano malattie e tumori.

Evidentemente le coscienze, finalmente, iniziano a svegliarsi consapevolmente.

 


24
Mag 13

La storia del soldato Calabrese Misdea ed il razzismo post unitario

 

Il 13 aprile del 1884, nella caserma di Pizzofalcone in Napoli, si consumò un fatto di sangue che fece parlare l’opinone pubblica. Il soldato Salvatore Misdea di Girifalco, provincia di Calabria, esplose 52 colpi di fucile, uccidendo 4 commilitoni e ferendo altri 8. La scintilla venne innescata da un soldato lombardo che asseriva come in Calabria non vi fossero altro che terre bruciate e arse dal sole, e null’altro. Questa affermazione si aggiungeva ad altre varie angherie a cui era sottoposto il Misdea, così come gli altri calabresi. Ne nacque un diverbio a cui si arrivò alle mani, e la peggio la ebbe proprio Salvatore Misdea, ma paradossalmente uno dei caporali proveniente dal Nord, attribuì al Misdea la causa di quanto accaduto. Così egli, non sopportando più un simile trattamento, reagì sparando sui commilitoni, sia pur risparmiando i calabresi. Durante il processo si diede la massima importanza a quanto ebbe modo di illustrare Lombroso. Egli, in quella sede, ebbe a dire che: lo stato del mentale del Misdea è quello del delinquente nato e dell’imbecilla morale e molte delle sue deformazioni sono frequenti nei calabresi. Se aggiungiamo alle sue teorie, che durante il processo ebbe modo di descrivere ampiamente, anche la sottolineatura che chiunque provenisse da Girifalco fosse comunque pazzo, in quanto il paese veniva definito come: nido di pazzi, il condannarlo a morte divenne inevitabile. Le domande di grazia furono inviate più volte dall’avvocato Villani, ma vennero tutte respinte. Il 20 giugno 1884 venne fucilato alla schiena. (Annamaria Pisapia)

Per saperne di più: http://calabriainarmi.altervista.org/studiericerche/enzo/misdea.htmlhttp://w3.uniroma1.it/dsmc/old/ricerca/materiali/Patarini.pdf

Una rappresentazione teatrale sul tema: