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30
Nov 13

Nella classifica delle 50 città più pericolose al mondo,non ci sono Napoli,Palermo e Bari.Ma Dagospia….

Proprio non ha resistito il consueto Dagospia, a rimarcare, come i solerti alunni lasciati in classe con l’ordine tassativo della maestra  a stilare la lista dei buoni e dei cattivi, lo stupore perchè nella lista delle prima 50 città più pericolose al mondo, stilata dalle Nazioni Unite, non ci siano quelle “italiane” (leggasi meridionali).

Ed il titolista così scrive: ALLEGRIA! NELLA CLASSIFICA DELLE 50 CITTÀ PIÙ PERICOLOSE AL MONDO TANTA AMERICA LATINA MA MANCANO LE NOSTRE CITTÀ IN MANO ALLA CAMORRA, MAFIA E ‘NDRANGHETA.

Giustamente, non bastano i dossier finto-sensazionalisti, le notizie di monnnezza tossica ed alimenti contaminati ad allarmare cittadini e turisti. Quando non stiamo messi peggio degli altri, meglio sottolinearlo noi. Tafazzismo tricolore.

La consueta chiosa non necessaria (un’altra potete trovarla qui), in fondo, ai meridionali, a ragione va sempre ricordato che in un modo o in un altro vivono in condizioni di emergenza e criminalità. E, come sostiene qualcuno, in piena collusione ed omertà.

Tra l’altro le mafie, ontologicamente non hanno alcun interesse a far rumore. E’ nel silenzio che vanno scoperti i tentacoli.

Schermata


30
Nov 13

A San Pietro presepe napoletano

Sarà un presepe napoletano, a rappresentare la natività in Piazza San Pietro quest’anno.

Un complesso artistico e architettonico donato dalla bottega a sua eminenza Crescenzio Sepe, Cardinale di Napoli, che a sua volta ha deciso di omaggiare Papa Francesco con il patrocinio del Presidente Stefano Caldoro, governatore della Regione Campania.

Sedici pastori, vestiti con abiti tipici del settecento napoletano, saranno i protagonisti del momento che ricorda ogni anno la nascita del bambin Gesù. Una scena dalla profonda ed intensa sacralità, che quest’anno sarà avvolta da quelle peculiarità proprie della patria del presepe.

Difatti, le figure poste intorno alla natività indosseranno il classico vestiario della terra di lavoro, mentre la scenografia, dal carattere rupestre, immortalerà un luogo tradizionale della Campania Felix. (fonte: impattonews.eu)


30
Nov 13

Chiudete le università al Sud

di Pino Aprile

Hanno deciso la morte delle università del sud. E il silenzio è complicità. prima questo governo nemico del Mezzogiorno se ne va a casa, in Carrozza o a piedi, meglio è. Chi avrebbe detto che ci sarebbe stato il rischio di rimpiangere la Gelmini all’Istruzione!!! Almeno lei era dichiaratamente arcoriana, filoleghista, antimeridionale (sua l’idea dei corsi di riqualificazione per gli insegnanti del Sud). Sfondato il limite della vergogna, tutto è divenuto possibile, incluso la coincidenza che, con i criteri spudoratamente anti-sud della Gelmini e del suo successore ed emulo Profumo, l’università che acchiappa di più, da questo governo, a danno di quelle meridionali, per pura coincidenza, è quella di cui era rettore l’attuale minstro. Che, pur sommersa dalle critiche e dalle proteste, fa il pesce in barile; degna rappresentante di un Pd che usa il Sud solo per farvi eleggere in trasferta i suoi mammasantissima del Nord e randellarlo, svuotarlo, per far bella figura con gli elettori della Lega, a cui rubare qualche voto razzista. Questa della scuola e dell’università è la battaglia decisiva per il Mezzogiorno. Se perdiamo questa, abbiamo perso quasi tutto. Non deve, non può succedere: questa gentaglia se ne deve andare!!!


29
Nov 13

Omertà ed inciviltà nella terra dei fuochi? Ecco i numeri che le smentiscono

de L’Extraterrone

E’ da quando è scoppiato il caso “Terra dei Fuochi” che esponenti politici e dei media nazionali non fanno altro che addossare le colpe di quanto successo ad i cittadini campani. Da Adinolfi a Liguori, da Ministri vari ed eventuali ad esponenti della Politica Locale e Nazionale il parere è unanime: “I Campani sono gente incivile. Non fanno la differenziata e non vogliono inceneritori. Si sono fatti riempire di rifiuti tossici in connivenza con le organizzazioni criminali e poi fanno manifestazioni. BLA BLA BLA”.
Soffermiamoci sui due temi: omertà ed inciviltà. Secondo voi è omertoso un popolo che ha denunciato ben 1.806 volte attività illecite di smaltimento dei rifiuti? (Le rotte della Terra dei Fuochi – Legambiente) Secondo me NO!
Passiamo all’inciviltà. Ho fatto un’analisi dei dati dei Comuni Ricicloni in Campania (Legambiente 2013) che rientrano nella lista dei 47 Comuni contaminati secondo il Ministero dell’Interno ed ho fatto il confronto con i dati di raccolta differenziata delle più grandi città del Centro-Nord (Dati ISTAT 2013). Le percentuali di RD sono relative all’anno 2012. Ebbene, i risultati sono evidenti. Bacoli domina la classifica con l’83% di RD. Più dei moralizzatori Trentini. Pomigliano e Villaricca fanno meglio di Torino e Verona. Tufino differenzia di più di Venezia, Bologna, Milano e Firenze. Caivano fa meglio di Roma e Trieste.
Sarebbe meglio che smettessero di additare i cittadini per l’inciviltà e l’omertà. I danni ambientali sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE da imputare all’assenza dello STATO e delle ISTITUZIONI nei territori interessati. I CITTADINI DELLA TERRA DEI FUOCHI FANNO IL PROPRIO DOVERE. LO STATO NO!


29
Nov 13

Europa: fondi per le ferrovie pugliesi

Oh meno male, almeno l’Europa …

Ok dalla Commissione Ue ad un investimento di 115 mln di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per due progetti in Puglia. Si tratta della linea ferroviaria elettrica Bari-Taranto, con l’elettrificazione di 121 km di rete parallela alla linea standard. Inoltre si prevede l’ammodernamento della linea Ferrovie Sud Est (Fse), con cui si conta di accelerare la modernizzazione del network nella zona del Salento, con migliore segnalazione ed equipaggiamento di sicurezza per 92 km, e l’acquisto di 4 treni.

I due progetti fanno parte di un piano strategico per migliorare le infrastrutture di trasporto ferroviario, al fine di garantire una migliore accessibilità, affidabilità e sicurezza del trasporto ferroviario nella Regione. Si prevede che più di 900mila persone potranno beneficiare di questi investimenti, oltre alla creazione di 2mila posti di lavoro, durante la loro attuazione.

“Questi progetti sono un esempio concreto di come i fondi strutturali possono contribuire a rafforzare la competitività in Puglia e migliorare la vita quotidiana delle persone. Col trasferimento di molte attività di trasporto dalla strada alla ferrovia, i cittadini italiani potranno anche beneficiare di miglioramenti per l’ambiente”, afferma il commissario alle Politiche regionali Johannes Hahn. (Gazzetta del Mezzogiorno)

L’articolo completo


29
Nov 13

Mancini: sversamenti illegali anche a Treviso, nelle Marche e nel Lazio

Roberto Mancini è commissario della Criminalpol. Ho già avuto modo di pubblicare un video su questo blog, in cui ritornava nella terra dei fuochi, dove ha svolto numerose indagini sul traffico di rifiuti, tenute poi inspiegabilmente in un cassetto per 15 anni.

Roberto Mancini lotta oggi contro una malattia molto comune, proprio nella Terra dei Fuochi, e riconosciuta dallo stato come contratta proprio durante il servizio.

Sia Il Mattino che La Repubblica, hanno intervistato Mancini.

In questo video credo che egli offra informazioni nuove che spiegano come funzionava ad esempio l’aquisizione dei terreni dai privati, con la complicità delle banche.

E come siano stati compiuti sversamenti illegali anche in alcune regioni come le Marche, la provincia di Treviso, il Lazio e nella città di Taranto. Mancini, soprattutto fa notare come ci sia stata una spartizione di sfere di influenza nei ricavi e nella gestione materiale dei rifiuti, tra Cipriano Chianese e tale Toninelli (uno dei 20 broker della monnezza più potenti d’Italia) proprio di Treviso.

Chissà se per Rondolino, anche gli abitanti di questo territorio siano camorristi.

Ecco il video:


29
Nov 13

Palermo: prima in Italia ed in Europa per il cibo di strada

Un tempo il cibo di strada, quello che si vendeva nei chioschetti o nelle bancarelle, era considerato il cibo per i poveri. Oggi però sono le pietanze preferite dai turisti e da chi passeggiando per strada li preferisce al ristorante. Lo street food oggi è diventato anche una moda, ed è anche per questo che la community di viaggi americana Virtualtourist ha svolto una indagine, pubblicata da Forbes, sulle migliori 10 città con un ottimo street food in cui a sorpresa è rientrata al quinto posto anche la città di Palermo.

A colpire i turisti di tutto il mondo è la varietà del cibo di strada siciliano: si va dal pani ca’ meusa, una focaccia farcita con le interiora di vitello (la milza) e con sopra del limone spremuto o con del caciocavallo grattugiato, poi le arancine di riso, i cannoli, lo sfincione, piatto tipico della tradizione natalizia, pane e panelle (frittelle con farina di ceci) e crocchè (palline di patate di forma allungata), le stigghiola e tante altre prelibatezze.(balarm.it)

L’articolo completo:

Palermo quinta nella top ten mondiale dei cibi di strada – Balarm.it.


28
Nov 13

A Terzigno portateci i rifiuti più puzzolenti tanto è gente da quarto mondo

Chi l’ha pronunciata questa frase? Tale Gianfranco Mascazzini, ex storico direttore del Ministero dell’Ambiente.

Il sior Rondolino, questo però non lo sa e i colpevoli degli sversamenti, siamo noi abitanti della Terra dei Fuochi, in quanto, tutti camorristi.

Ecco come Antonio Musella raccontava la vicenda il 29 aprile scorso su GlobalProject.info

Il “metodo Mascazzini”

Gianfranco Mascazzini è stato lo storico direttore del Ministero dell’Ambiente. Per decenni cambiavano i ministri di diverso colore politico, ma lui, nel suo ufficio al Ministero di Viale Cristoforo Colombo restava sempre al suo posto fino alla pensione nel 2010. Il suo nome è al centro di numerose inchieste. Inchieste sporche che parlano di inquinamento infame. Come quella della Procura della Repubblica di Napoli sullo smaltimento del percolato prodotto nelle pessime discariche campane che veniva sversato nei depuratori che sfociavano direttamente in mare. Inchiesta nella quale Mascazzini risulta essere un cinico deus ex machina. << A Terzigno portateci i rifiuti più puzzolenti tanto è gente da quarto mondo>> così nelle intercettazioni telefoniche l’ex direttore del Ministero. Ma il manager è coinvolto anche in inchieste sugli sprechi di denaro pubblico come quella della Procura della Repubblica di Udine sugli sperperi per la bonifica dell’area lagunare di Marano e Grado. Lo avevano anche nominato commissario straordinario per la rimozione delle macerie del terremoto de L’Aquila. Per un giorno. Infatti poche ore dopo aver ricevuto l’incarico fu arrestato su mandato della Procura di Napoli.

Tra il 2007 ed il 2010, periodo in cui Gianfranco Mascazzini è ancora direttore generale del Ministero dell’Ambiente, vengono pianificate le bonifiche più importanti della storia recente del paese. I siti più devastati dall’inquinamento, quelli in cui il danno per la salute del territorio e dei cittadini è molto compromessa. Opere decisamente dispendiose. E’ il caso del litorale domitio tra Napoli e Caserta, con l’area del giuglianese e le famose discariche Resit 1 e Resit 2 in cui sono stati sversati per anni rifiuti tossici tanto che per i tecnici della Procura della Repubblica di Napoli dal 2064 l’acqua di quel territorio non sarà più potabile a causa dell’inquinamento irreversibile delle falde. Sempre in Campania viene programmata la bonifica della discarica di Pianura e quella di Napoli Est dove la presenza delle raffinerie di petrolio hanno inquinato profondamente i suoli. Ed ancora la collina di Pitelli a La Spezia con le sue quattro vasche dove sono stati interrati veleni derivanti dalla produzione di armi, la darsena del porto di Taranto, l’area lagunare di Marano e Grado in Friuli, l’area ex Sisas nei comuni di Pioltello e Rodano in provincia di Milano, la Valle del Basento in Basilicata ed altri ancora. Siti che vengono definiti S.I.N. – siti di interesse nazionale – rispetto ai quali viene considerata di somma urgenza la bonifica, sono 57 e sono stati costituiti dal decreto Ronchi n.22 del 1997. In quei due anni vengono realizzati accordi di programma e protocolli di intesa tra il Ministero e le Regioni ed i Comuni interessati, sotto l’attenta regia tecnica di Gianfranco Mascazzini. Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente l’ammontare complessivo di questi lavori è pari a diverse centinaia di milioni di euro. Lavori vengono affidati tutti ad una unica società, la Sogesid. Una società pubblica, infatti le quote della spa sono controllate dal Ministero dell’Ambiente. Le più grandi opere di bonifica del paese passano per l’affido diretto da parte del Ministero ad una sua stessa società. Mascazzini ha prima pianificato la spesa da direttore del Ministero per sedersi poi comodamente nel ruolo di consulente della Sogesid, come lui stesso ha ammesso in una delle tante audizioni a cui è stato sottoposto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Sebbene la Sogesid sia una azienda pubblica è quanto mai singolare che colui il quale aveva apposto la sua firma ai principali incarichi forniti all’azienda ne diventi poi consulente.

Affidi diretti. Ma a spigarci il perché è proprio Gianfranco Mascazzini. Durante la sua audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti il 12 aprile del 2011, all’onorevole del Partito Democratico Alessandro Bratti che gli chiedeva se non ci fosse stata qualche forzatura nei continui affidi alla Sogesid, Mascazzini spiega la sua filosofia. <<Reputo fondamentale l’intervento in house. Come si fa ad immaginare che qualcuno faccia un operazione così complessa? Come si fa ad immaginare che non sia lo Stato? Vi immaginate le mani della camorra nello smaltimento delle macerie de L’Aquila?>>. Il deputato Bratti controbatte << Ma non mi venga a dire che la Sogesid è l’unica al mondo in grado di fare questo lavoro>>, Mascazzini risponde accorato <<No, ma Sogesid è lo Stato!>>. Il punto non è che l’intervento di bonifica dei territori venga effettuato dallo Stato. Tutt’altro, potrebbe, come suggerisce Mascazzini, essere di garanzia per i cittadini. Ma mentre dei 57 S.I.N. solo uno è stato bonificato, la Sogesid ha speso solo nel 2012 anno la bellezza di 4,3 milioni di euro in consulenze esterne, ovvero in incarichi come quello elargito allo stesso Mascazzini dopo il pensionamento dal Ministero. La stessa Sogesid compie incarichi di progettazione e studi di fattibilità per conto del Ministero che dovrebbero invece essere svolti da altri organismi statali come l’ISPRA – Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale – o le Agenzie regionali per l’ambiente.

Dal 2009 al 2011 la Sogesid ha beneficiato complessivamente di 426 milioni di euro per studi, progetti e tutto quello che rientrava nella filosofia di Gianfranco Mascazzini, il quale individuava i siti da bonificare ed i metodi di bonifica, ma prima della loro realizzazione le casse della Sogesid dovevano essere ben foraggiate. In cinque anni – 2008/2012 – un solo sito bonificato e quasi 500 milioni di euro di fondi messi a disposizione con una spesa molto rilevante per consulenze ed affini.
Le bonifica dei territori è nelle mani di Sogesid e dello Stato, ma chi ci salverà dai manager pubblici? I magistrati infatti indagano su una serie di frodi che vedono sotto accusa proprio il “metodo Mascazzini”. E’ il caso della bonifica di Marano e Grado in Friuli, l’ex area della industria Caffaro che ha inquinato il territorio con le sue attività. Secondo i magistrati i lavori di bonifica sarebbero eccessivamente costosi quanto scadenti ed inefficaci. Uno degli esempi è il “sarcofago” subacqueo che i sommozzatori dei Carabinieri hanno constatato essere forato e danneggiato pochi anni dopo la sua installazione. Altro esempio è il recente scandalo della bonifica dichiarata ma mai effettuato dell’ex area Italsider di Bagnoli. Anche in questo caso la regia per la bonifica di quell’area, definita dal Ministero come S.i.n. Bagnoli-Coroglio, era sotto la supervisione di Mascazzani che risulta tra gli indagati da parte del pool di giudici della Procura di Napoli che indaga su Bagnoli. Mentre i tecnici sostenevano di aver effettuato la bonifica dell’area delle ex acciaierie, la realtà dei fatti ci racconta di una semplice movimentazione del terreno. Azione che non solo non ha per nulla significato la bonifica del sito – per la quale diversi metri di terreno in profondità devono essere esportati e smaltiti come fanghi inquinanti – ma ha peggiorato la situazione liberando gli agenti inquinanti nell’aria e nel terreno circostante.

Ma tutto questo, chi alla politica è legato mani e piedi, tende a dimenticarlo, per tacitare coscienze tossiche quanto i rifiuti.

Sporchi, monnezza, colera. Ecco l’applicazione concreta di certi cori.

Da una parte ipocriti pomodori non inquinati, dall’altra sozzure…

Volete vederle questa persone da quarto mondo?

Eccole:


28
Nov 13

Calabria: scoperta straordinaria sulle staminali

In un articolo scientifico della prestigiosa rivista internazionale “International Journal of Biological Sciences”, dal titolo: “Cells Isolated Express Mesenchymal Stem Cell-like Properties”, sono stati pubblicati i risultati di una ricerca scientifica condotta dalla Casa di Cura Calabrodental e dalla Tecnologica Research Institute (Gruppo Marrelli), due centri di eccellenza calabrese. Gli autori dello studio sono il prof. Massimo Marrelli, Direttore Sanitario di Calabrodental, il tarantino dr. Marco Tatullo, Direttore Scientifico di Tecnological Research Institute di Crotone e il dr. Francesco Paduano. L’equipe di ricercatori ha operato presso il Centro di Ricerca di Crotone, isolando da cisti periapicali umane, cellule staminali mesenchimali. E’ la prima volta che questo dato viene documentato scientificamente a livello mondiale.

L’articolo completo