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29
Ott 15

Fondo Strategico Italiano: zero investimenti giù al Sud

A voi sembra verosimile che al Sud non vi sia alcuna realtà che possa in prospettiva meritevole di investimenti prospettici ad uno sviluppo profittevole? A quanto pare no. la denuncia è dell’associazione MO:

Togli di qua, riduci di là prima o poi doveva capitare: con il Fondo strategico italiano (Fsi) si è raggiunto il record di 100% di investimenti pubblici al Centronord e 0% al Sud. Lo si ricava dalle slide di presentazione del rapporto Svimez.

Il Fondo strategico italiano ha azionisti pubblici, quindi spende soldi anche nostri, e investe in aziende italiane “con potenziale di crescita”. Finora ha erogato oltre 2 miliardi di euro, con una peculiarità: tutte le aziende selezionate sono al Nord.

Un esempio? Metroweb ha ricevuto 200 milioni di euro: la società è proprietaria della più grande rete di fibra ottiche di Milano e della Lombardia. Nel sito del fondo si legge: “Fsi ha un’opzione d’investire ulteriori € 300 milioni per il finanziamento della seconda fase di investimenti”


27
Ott 15

La dieta mediterranea campa cent’anni 

Un interessante post sull’inventore della dieta mediterranea all’indomani dell’avvertimento dell’OMS sulla pericolosa delle carni rosse, di Pino Aprile:

«Io voglio campare cent’anni», mi disse Ancel Keys, lo scopritore della dieta mediterranea, quando andai a intervistarlo (non sapevo di essere il primo) nel suo rifugio in Cilento. Il professore, grande medico, a cui le forze armate statunitensi avevano chiesto di inventare, per i militari un cibo energetico, non deperibile, facilmente trasportabile (la “razione K”, da Keys), dopo aver analizzato la dieta di 15 milioni di persone, dai lapponi ai giapponesi, concluse che quella più adatta alla salute umana era quella dei contadini e pescatori del Cilento e della Puglia/Molise. A quel punto, Keys, simpaticissimo, vero gastronomo, decise di lasciare gli Stati Uniti e trasferirsi in Cilento, coltivare un orto, imparare a rendere la tavola e il palato ricchi delle meraviglie alimentari terroniche (mi dette anche l’indirizzo per acquistare le migliori mozzarelle di bufala).
Aveva un’ottantina di anni, portati bene. Ma cento sono cento… Quello che oggi gli oncologi ci hanno spiegato, era già nel suo menu della buona salute, copiato da quello dei contadini e pescatori del Sud Italia: carni rosse, poche, quasi niente; insaccati (soppressata e poco altro a parte), pure; carne comunque rara, una volta a settimana, e di animali piccoli (specie pollo, agnello, coniglio).
Naturalmente, la dieta meridionale non è nata per evitare i rischi del cancro, ma per una serie di circostanze economiche, storiche e climatiche che sconsigliano un’alimentazione ricca di carni rosse o elaborate. E, comunque, anche in questo campo, c’è da ritenere che l’evoluzione selezioni “il più adatto” (il cibo), che si rivela più conveniente e produttivo.
Questa nostra dieta è patrimonio immateriale dell’umanità, grazie ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica e fondatore del Centro Studi per la Dieta mediterranea di Pioppi (una frazione marina, nel territorio in cui Keys si stabilì). Fu Angelo che avviò la richiesta di tale riconoscimento all’Unesco; osteggiato dall’Italia, allora governato dalla banda leghista con Berlusconi, ne fece a meno: la domanda fu ufficialmente presentata dalla Spagna, “in cooperazione” (!) con l’Italia, la Grecia e il Marocco. Angelo non fece in tempo a vedere l’esito della sua opera, perché fu ucciso, ancora non si sa bene da chi, con 9 colpi di pistola (c’erano mire potenti sul porto che lui aveva fatto rimettere in senso e un tentativo di infiltrazione criminale per spaccio di droga, che lui avrebbe scoperto).
Due mesi dopo, l’Unesco dichiarava la Dieta mediterranea patrimonio immateriale dell’umanità, in onore di un grande uomo.

Che facesse bene, lo abbiamo sempre saputo. Ora ne abbiamo un’altra conferma. Buon appetito.
P. S.: brindate in onore di Angelo. Col rosso, mi raccomando (aiuta la prevenzione di alcune forme tumorali, è anticostipazione, favorisce la digestione, è ringiovanente per la sua azione contro i radicali liberi e molto altro).

Ah, dimenticavo: Ancel Keys morì a 101 anni.


27
Ott 15

De Magistris : non abbiamo bisogno di trivelle, la nostra ricchezza nel turismo

Interessante commento di Luigi De Magistris a margine della presentazione dei dati sui transito dei turisti all’aeroporto di Capodichino:

Ancora notizie ottime dal Turismo. L’Aeroporto di Napoli, che fino a qualche anno fa era in perdita economica e in calo di presenze, ora è una fonte di reddito ed è in clamoroso aumento di passeggeri. Solo di dividendi sono stati incassati circa due milioni in un anno dal Comune e dalla Città metropolitana. Tutto questo attrae investimenti e crea lavoro. Per quanto riguarda i viaggiatori in transito a Capodichino, nel 2014 sono stati circa 6 milioni (tra arrivi e partenze); il che equivale a un incremento rispetto al 2013 – anno anche ottimo per il turismo – pari al 10 %. Nel 2015 – dati parziali in attesa della fine dell’anno – ancora una crescita maggiore. Dal 2011 aumento progressivo e sempre più sensibile. Non vogliamo fermarci più.

Inoltre, a conferma del forte sviluppo del traffico, Napoli si posiziona, nella classifica del 2014, nella top 10, per tasso di crescita, degli scali europei di categoria tra 5 e 15 milioni di passeggeri; e nella top 5 degli aeroporti di categoria 5-10 milioni di passeggeri.

Il nostro petrolio non sono le trivellazioni e le speculazioni della mala politica, ma le bellezze artistiche, storiche e naturali. Dobbiamo migliorare ancora di più l’accoglienza ed i servizi per i turisti e per i napoletani, ma ormai non si torna indietro. Di Napoli si parla nel mondo non più per la spazzatura ma per le sue bellezze. Tutto questo senza soldi, solo con il capitale umano e la passione. Ringrazio tutti i napoletani che ci credono e non mollano, mettendoci cuore e amore. Insieme, consolideremo il riscatto della nostra Napoli !


27
Ott 15

Anche al Sud hanno imparato a fare la differenziata!

Ascoltate bene la conduttrice che lo dice con naturalezzza, insomma pure quegli zoticoni giù al Sud, hanno imparato a fare la differenziata.

Pensate che nei Campi Flegrei siamo ben oltre l’80% e la Campania lo scorso anno ha superato la Toscana nella raccolta differenziata. Il problema cari ‘taliani, non è di coscienza o di buona educazione, semplicemente bisogna essere messi in condizioni di poterla fare la differenziata.

Le emergenze rifiuti, infatti, hanno generato la Terra dei Fuochi ed ha arricchito le mafie, i poltici loro lustrascarpe e tutti coloro che puntualmente con le emergenze ci campano.

Stamattina mi sono goduto questo servizio, con soddisfazione, ricordando, lo raccontavo proprio su questo blog, di quando di fronte casa, in quel di Pozzuoli,lo scorso anno si + scatenata una sommossa, con gente scesa in strada, perchè un furbetto del sacchetto avrebbe voluto gettare la plastica fuori orario. Ma tant’è, noi figli del vulcano sappiamo essere persuasivi, oltre che educati, forse la cosa stupirà la giornalista di cui sopra. E questi sono i risultati:


26
Ott 15

Il Laboratorio Occupato Insurgencia sanziona il busto commemorativo del generale Enrico Cialdini

Questo il comunicato che si legge sulla pagina degli attivisti:

Blitz degli attivisti del Laboratorio Occupato Insurgencia alla Camera di Commercio di Napoli, sanzionato il busto commemorativo del generale Enrico Cialdini.
Oggi pomeriggio è previsto a Napoli un incontro a sorpresa della compagine “Noi con Salvini”, cui dovrebbe presenziare anche il leader della Lega Nord. Già quest’estate, insieme ad un centinaio di persone del nostro territorio, abbiamo duramente contestato l’iniziativa di questo neonato partitino in cui provano a riciclarsi i peggiori volti della destra eversiva della nostra città. Oggi abbiamo scelto di colpire un luogo simbolico per ribadire che Napoli sarà sempre un teatro scomodo per chi prova a speculare sulla nostra terra: il generale Cialdini è il simbolo della guerra di conquista che l’esercito sabaudo ha condotto contro il sud Italia. Sotto il suo comando interi paesi sono stati rasi al suolo, decine di migliaia di donne e uomini della nostra terra sono stati sterminati, altrettanti arrestati come briganti, colpevoli di resistere alle armi del colonizzatore sabaudo. Ieri come oggi, contro ogni tentativo di saccheggiare la nostra terra, sceglieremo sempre la parte di chi resiste. Oggi pomeriggio saremo al presidio ad Agnano insieme a tutti quelli che si oppongono alle speculazioni razziste della Lega Nord. Pretendiamo inoltre che il busto che oggi abbiamo sanzionato venga rimosso dalla nostra città perché è un oltraggio alla nostra storia, un oltraggio alla memoria delle migliaia di vittime cadute a causa di una guerra di conquista che vedeva il sud come terra da depredare, in cui rubare risorse e uomini da schiavizzare nelle industrie del nord Italia.

Le foto di Insurgencia:

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25
Ott 15

Volevo solo “campare di turismo al Sud”

Ossessionato dal mantra dell’ “a Sud potrebbero campare di turismo”, poco più di un lustro fa, approfittando di un lasciato ereditario a mio padre, (una vecchia casa tra Campania e Basilicata di cui ometto l’indicazione geografica esatta per non “sfruculiare” i revanscismi dei parenti), rincoglionito dalle insistenze dell'(allora) mia fidanzata del Nord “potreste campare di turismo”, decisi che era giunto il momento di trasformare quell’ altrimenti poco profittevole lascito ereditario in una opportunità di lavoro. Per campare.

L’inizio: la richiesta di finanziamento.

Per prima cosa serviva qualcuno disposto a prestarmi i soldi. La mia fidanzata del Nord allora mi suggerì: “ma come non lo sai? Qui al Sud c’è tutto un bouquet (ma come parli?!) di opportunità di finanziamento”. Mi ricordai di quella Agenzia chiamata “Sviluppo Italia” che avrebbe potuto fare al caso mio: finanziamento per la microimprenditorialità. Primo passo: avrei dovuto preparare un business plan online. Voi lo sapete che cosa è un business plan? Devo ringraziare una borsa di studio post universitaria, altrimenti il primo investimento sarebbe stato in un professionista che avrebbe potuto aiutarmi nel compito. Tre giorni di impegno matto e disparatissimo, ricerche di mercato, preventivi, calcoli, tutto allegato. “Inviamolo a Sviluppo Italia, và”.

Nell’attesa mi nutrii di ulteriori preventivi di architetti, geometri ed esperti del settore per poter assolvere agli adempimenti burocratici, insomma tutto il necessario per poter iniziare non appena fosse arrivata la risposta dell’Agenzia. Trascorse un mese. Cercai di informarmi via email: “notizie della mia richiesta? – “Deve aspettare”. Aspetto.

Dopo un mese e mezzo dall’invio, la risposta: “non possiamo accogliere la sua domanda perchè troppo generica”. “Allanemechivammuort!” esclamai con una vecchia imprecazione in sanscrito, “ma se vi ho scritto pure quanti cessi ho intenzione di mettere e pure il fornitore?!”.

In virtù dell’antico adagio “l’invio di energie ed influssi negativi feriscono più di una fucilata”, trascorsi quella giornata nell’invio di negatività orali ed energetiche a Sviluppo Italia (che pettegolezzi non solo giornalistici volevano aver finanziato in passato un campo da golf alla moglie di un governatore di regione, ormai in disgrazia).  Dopo qualche anno SI chiuderà i battenti. Tiè.

La mia fidanza del tempo, che è del Nord, mi suggerii, quindi, di chiedere un finanziamento in banca: “qui al Sud ci sono tante opportunità per i giovani imprenditori, che vogliono campare di turismo”.

Mi recai alla filiale dove “mio padre conosce il direttore”. “Che garanzie mi dai?” – “Beh la casa e il progetto, insomma pare sia così facile e redditizio campare di turismo al Sud, chi è che non erogherebbe un credito, direttò, eh!”. La mia fidanzata, che è del Nord, aggiunse con l’accento tipicamente padano “qui potete campare mille anni col turismo”.

L’accento la tradì. Il direttore si voltò verso di lei ma parlava a me “la signorina ovviamente ha la residenza in Padania, giusto?”. Annuii. Proseguì il direttore giocherellando con la penna “Forza Milan”: “ovviamente se il prestito lo contraesse lei (come confermerà poi nel 2014 una indagine della  Confartigianato Emilia Romagna,ndr) il costo del denaro sarebbe alcuni punti percentuali più basso rispetto a quanto pagheresti se lo contraessi tu! In pratica il prestito ti costerebbe meno!”.

Poichè credo che l’amore non sia affatto eterno e se avessi fatto presentare il progetto a lei come cazzo avrei campato di turismo io, non lo so: “Non fa niente direttò, le farò sapere”.

Decisi allora di coinvolgere un vecchio cugino di mia madre, celibe e facoltoso. Nel mentre, tutta la stagione estiva era ormai trascorsa: “ci rifaremo per Natale!” mi rassicurò la mia  fidanzata del Nord.

La cura per il cliente forestiero.

A Natale camperemo di turismo. Riuscimmo a sistemare quanto c’era da completare per l’ultima settimana di novembre, e per rendere il servizio più esclusivo e vicino al cliente decidemmo un servizio navetta da e per la località sperduta nel profondo Sud, non lontano da dove Cristo si era fermato.

Mio zio aveva deciso di liberarsi di un monovolume tenuto benissimo. “ecco le chiavi, ma passaggio di proprietà e assicurazione sono a carico tuo”. ” ‘o zì non ti preoccupare col turismo possiamo campare”.

Cento e dispari euro il passaggio di proprietà e passo al preventivo Rc Auto. In vita mia non ho mai fatto un incidente (e mi gratto mentre lo scrivo), lo premetto, ma il preventivo più economico prevedeva un importo non inferiore ai MILLE (1000,00) euro. “Impossibile io ne pago la metà!”, incalzò la fidanzata del Nord. Provammo ad inserire i suoi dati nella richiesta del preventivo, residenza in quel di Padania e…come per magia la proposta di premio si dimezzò, nonostante il tamponamento con colpa di sei mesi prima. ” e che cazz, qua mi pare che la casa ce la metto io ma di turismo ci camperai tu..”.

Lasciai perdere l’idea del monovolume: “quando serve ne noleggeremo uno”. Detto fatto, ai primi di dicembre mi toccò “prelevare” due russi a Capodichino. Allora, la mia fidanzata del Nord chiese un preventivo per un monovolume con 120mila chilometri per una quindicina di giorni.

Tutto a posto, il deposito cauzionale, prima online e poi telefonicamente, ammontava a 800 euro. Ma la sorpresa arrivò quando mi presentai al banco con la patente e i documenti “A no, aspettate a noi ci ha telefonato una signorina del Nord..” fece l’impiegato alzando le spalle “embè quale è il problema? E’ la mia fidanzata padana..” – “E no il problema è che se il noleggio è a carico suo, nato e residente a Napoli, la caparra sale a 2000 euro..” – “Duemila euro?! Ma guardate che la mia fidanzata non è che fa la pilota che è più brava di me…” – “Ordini dell’azienda..nun ce poss fa nient, tenete sta scritto nelle condizioni di noleggio, fatela noleggiare a lei…”. E così facciamo, accompagnati dalla strizzatina d’occhio dell’addetto. Mah.

L’incubo della Salerno – Reggio Calabria

Intanto a ridosso delle festività natalizie arrivò una bella prenotazione di un mese. Il problema è che il 23 dicembre i due ospiti, figli di emigrati italiani negli Usa, che avrebbero dovuto effettuare il check in alle 12.30, proprio non si vedevano. Come inghiottiti da un flusso canalizzatore. Alle 18 decido di telefonare: “uat the faching hell, mister, nuje stamm bloccat ngopp a stà sfaccimm r’autostrada da ten auars!! Mang nu cazz ‘e train to ghet iour aus!!” Era decisamente inalberato. Un incidente sulla eterna Salerno Reggio Calabria teneva in ostaggio i miei clienti e il primo treno utile si sarebbe fermato nella stazione a 10 chilometri da casa, soltanto il giorno successivo.

I due non sarebbero arrivati mai, in compenso, al posto loro una bella disdetta che si accompagnerà ad altrettante prenotazioni mancate perchè “collegamenti scarsi”, si leggeva nei feedback di chi ci aveva raggiunti. “Arriva il Frecciarossa da voi?” , no ci sono le montagne, a stento arriva un intercity che impiega 10 ore per fare 390 chilometri. #Staisereno.

In fondo è facile campare di turismo al Sud, senza piagnistei.


24
Ott 15

Pozzuoli, Rione Terra proposto come patrimonio Unesco

“Il sito archeologico del Rione Terra ha pieno diritto ad essere incluso tra i beni patrimonio dell’Umanita’. Sosterremo la candidatura della rocca flegrea presso l’Unesco”. Cosi’ Patrizia Boldoni, consigliere della presidenza della Regione Campania per i Beni Culturali e Turismo, intervenendo oggi alla riapertura del percorso archeologico sotterraneo del Rione Terra. Gia’ in passato i Campi Flegrei sono stati candidati per accedere alla lista Unesco, ma senza successo.

“Per sostenere la candidatura – ha detto ancora Boldoni – serve un progetto serio: la struttura deve essere fruibile per l’intero anno, possedere un piano finanziario concreto ed eliminare situazioni di criticita’. In passato le bocciature sono giunte per la piaga dell’abusivismo”. L’iter per la candidatura della rocca flegrea ad accedere nella lista dei beni dell’Unesco e’ stato gia’ avviato. Il Comune di Pozzuoli ha inviato la richiesta al ministero dei Beni Culturali, che si esprimera’ entro fine anno. In caso di responso favorevole bisognera’ affrontare il passo successivo con il dettagliato sopralluogo degli ispettori Unesco.


24
Ott 15

Rentalcars: se sei nato e residente in Campania il tuo noleggio costa di più

Un anno fa circa diedi notizia di una compagnia di noleggio auto, la Sixt, che prevedeva condizioni più gravose ed onerose,  per i clienti che risiedevano in talune aree i del Sud (Campania e Calabria ad esempi).

Oggi un lettore mi segnala la Rentalcars che si supera e prevede anche in questo caso condizioni diverse da chi risiede (o addirittura è nato)  in Campania piuttosto che nel resto d’Italia.

Già, perchè la condizione di residenza potrebbe essere quanto meno giustificabile dalle condizioni ambientali (come ci suggeriscono i lombrosiani di estrazione geografica) ma quella di nascita no, perchè  vuol dire che la compagnia in questione ha assunto una presunzione di potenziale di delinquenza nei miei confronti soltanto in base al luogo di nascita. Leggete le condizioni: (“i clienti italiani nati e residenti in Campania”) in pratica se siete nati altrove dalla Campania ma residenti nella medesima, ad esempio a Napoli, napoletani non di nascita ma soltanto di residenza, non dovrete soggiacere a condizioni diverse rispetto a tutti gli altri clienti italiani. Due Italie, eccole qua.

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«I clienti Italiani nati e residenti in Campania che desiderano noleggiare nella Regione, dovranno lasciare un deposito di 2000,00 € per tutte le categorie d’auto. I clienti Italiani nati e residenti in Campania che desiderano noleggiare nella Regione e che non intendono acquistare la “Car Protection Plus”, dovranno lasciare un deposito di 2000,00 € che verrà bloccato sulla carta di credito per coprire eventuali danni e furto. I clienti che hanno già una limitazione della responsabilità per danni e furto inclusa nel prezzo o che acquistano la “Car Protection Plus”, dovranno lasciare un deposito di 1500,00 €. La franchigia per furto è di 200,00 € escluse tasse se il furto totale o parziale avviene in Campania, Puglia, Calabria o Sicilia.


24
Ott 15

#SaveRummo #SaveSannio: Ceres c’è, Renzi no.

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Sul Sannio Ceres c’è, Renzi no. Una birra si fa promotrice di una iniziativa di volontariato e soccorso per le popolazioni del Sannio colpite dal recente nubifragio che ha colpito la Campania. Il Governo Renzi, non pervenuto.

Complimenti all’iniziativa della Ceres (che a mio parere ha la migliore struttura comunicazione e marketing del web). Ci vediamo a Benevento.

 


23
Ott 15

Vuoi chiudere il Museo Lombroso? Fatti curare da uno bravo

Sull’inserto cultura del Sole 24 Ore si legge: “A voler essere perfidi si potrebbe dire che chi chiede la chiusura del Museo Cesare Lombroso di Torino, e firma la petizione online che continua una demenziale campagna avviata nel 2010, andrebbe studiato da un punto di vista psichiatrico. Cesare Lombroso non era un ciarlatano né la caricatura che immagina chi lo chiama in causa nelle chiacchiere da salotto. Ha sostenuto teorie sbagliate, come molti negli anni in cui è vissuto, e anche per questo è oggetto di studi storici. Sarebbe criminale chiudere il Museo Cesare Lombroso, che conserva un patrimonio culturale di inestimabile valore per la storia dell’antropologia, della psichiatria e della scienza forense in Italia. Chi vuole difendere da questi nuovi barbari il Museo Lomborso può sottoscrivere una petizione in rete perché non sia chiuso”.

Interessante la risposta di Pino Aprile:

Questo delicato esempio di polemica culturale è apparso (senza vergogna per il giornale, né per l’autore reso coraggioso dall’anonimato) nell’inserto culturale del Sole24ore. A voler essere perfidi, si potrebbe dire che se questi sono gli estimatori, i danni di Cesare Lombroso sono più grandi di quel che si pensava. Da noi si dice che chi si somiglia si piglia.
Il cotale anonimo non vuole che vada disperso l’“inestimabile valore”. E se le teste lì esposte fossero di sua madre e suo fratello (temo che, della sua, manco Lombroso…)? Quale perdita sarebbe per la storia dell’antropologia, della psichiatrica e della scienza forense (ha dimenticato la glottologia, la vulcanologia e nonsopiùcosologia), se al posto di resti umani ci fossero i calchi?

Resti umani, del resto, sulla cui regolare acquisizione, da parte del Lombroso, non sembra tutto lineare, anzi. Con una antipatica distinzione fra il valore umano di certi resti umani e di altri: perché quelli di Giovanni Passannante, sempre di memoria lombrosiana, sono stati restituiti al suo paese natale per debita sepoltura, e gli effetti personali di Davide Lazzaretti anche, al Comune di Arcidosso (GR): i primi dal museo Criminologico di Roma ed i secondi proprio dal museo Cesare Lombroso; mentre i resti del terrone Giuseppe Villella devono restare esposti per salvare la cultura occidentale.
Che a volte, ti dici, non dev’essere granché, se produce un testo come quello appena segnalato, ritenuto degno della pagine culturali di un giornale come il sole24ore. E che “andrebbe studiato da un punto di vista psichiatrico”. Ma forse l’ho fatta lunga. A Roma, a certi inviti, essendo pratici e sbrigativi, rispondono: “Mannace tu’ sorella”. Ma la poverina non c’entra nulla. Ognuno risponde di sé. Anche allo psichiatra…