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31
Mar 16

Pure Cantone ammette: mi sento più sicuro a Napoli che a Roma

  
Sconcerto tra i terroristi dell’informazione della domenica pomeriggio (e anche nel comitato elettorale di Lettieri).

 Il magistrato Raffaele Cantone, a capo dell’autorità anti corruzione, ammette : mi sento più sicuro a Napoli che a Roma.

L’intervista è stata rilasciata nel corso del programma Storie Vere, in onda su Rai Uno.

Cantone ha poi aggiunto: «Una professoressa di una scuola del Nord un giorno mi chiese come facessi a uscire a Napoli. Era un insegnante, una persona di cultura, che pensava fosse Beirut. Anche noi abbiamo fatto un eccesso di allarmismo. Non credo che Scampia sia più pericolosa del Bronx»


30
Mar 16

De Magistris a Renzi: niente prove di forza su Bagnoli (video)

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In un video di dieci minuti, il sindaco di Napoli, rivolgendosi al premier Renzi, chiarisce la propria posizione e quella della giunta, sul progetto Bagnoli, invitandolo ad evitare prove di forza:


29
Mar 16

Ma quale colomba, ma che uovo, a Pasqua trionfano le specialità regionali

C’è poco da fare, anche quest’anno, le pietanze d’origine territoriale, nell’Italia appassionata del Km 0, fatte in casa, hanno trionfato un po’ ovunque.

In particolare, secondo la nota diffusa da Coldiretti, se una maggioranza del 51% degli italiani non ha rinunciato al tradizionale uovo di cioccolato, hanno resistito i dolci della tradizione locale tipici della Pasqua: dalla scarcedda lucana alla pastiera napoletana, dal dolce salame dell’Emilia alla cassata siciliana, dalla torta pasqualina ligure alla ciaramicola dell’Umbria

In un sol colpo si sono sciolte come neve al sole, le dichiarazioni oracolari di pseudoanalisti del facebuccolo ,  che invitavano a dismettere la ricetta della nonna, e a brevettare marchi, nomi ed abitudini dell’ home made: facimm’o bisiness rá pastiera!
Risultato? La pastiera di mammà e del bar sotto casa ha vinto, contro le speculazioni nominalistiche di talune aziende di altre latitudini che hanno venduto a poco più di 1 euro il surrogato di pastiera.

Cosa ci insegna tutta questa storia? Che fondamentalmente agli analisti di cui sopra stanno sfuggendo alcune “mutazioni” delle abitudini degli italiani, per usare un eufemismo, e dei cittadini meridionali in particolare. Effetto della crisi o di una nuova presa di coscienza che finisce per contagiare l’intero paese? In un contesto dove le eccellenze enogastronomiche meridionali confermano un grande ed indiscusso appeal, forse proprio per il loro carattere “artigianale” e non codificato dal piattume della globalizzazione.

In particolare, secondo la nota di Coldiretti, se tra i più piccoli ad essere preferite sono le uova di cioccolato, per le persone adulte la Pasqua una ghiotta occasione per riscoprire sapori del passato conservati nelle specialità regionali preparate sulla base di ricette della tradizione e che nascondono spesso piccoli segreti familiari che le rendono inimitabili dai grandi marchi industriali. Si tratta – precisa la Coldiretti – di dolci caratterizzati spesso da sapori forti che hanno le uova tra gli ingredienti principali come la scarcedda lucana che è un dolce ripieno di uova sode o la torta pasqualina della Liguria che è un rustico ripieno di verdura, uova e parmigiano. In Friuli Venezia Giulia – continua la Coldiretti – è il tempo delle titole, piccole treccine dolci che avvolgono un uovo colorato di rosso mentre in Campania spopola la pastiera, un capolavoro napoletano con ricotta, germe di grano e buccia d’arancio. E ancora in Calabria – continua la Coldiretti – si prepara la cuzzupa, una pagnotta dolce la cui dimensione cresce con l’età del membro familiare, ma anche pitte con niepita che sono dolci a forma di mezzaluna da mangiare sia caldi che freddi. Ma sono centinaia le specialità diffuse in Italia e che, anche se apparentemente simili, presentano differenze negli ingredienti o nella ricetta.

La preparazione casalinga dei piatti tradizionali è – sostiene la Coldiretti – una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne e in molte mura domestiche si svolge in questi giorni il rito della preparazione e del consumo di specialità alimentari caratteristiche della Pasqua e destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell’anno. Se tra parenti e amici non c’è più che custodisce e prepara i sapori dell’antica tradizione, una alternativa coerente – conclude la Coldiretti – è rappresentata dai quasi ventimila agriturismi della campagna italiana dove a Pasqua sono previste 350mila presenze, con un aumento del 15%.


24
Mar 16

Campania Stories 2016: tour nelle eccellenze enogastronomiche campane

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Un tour della regione alla scoperta delle eccellenze gastronomiche: Campania Stories 2016 punta sul food ed arricchisce il nuovo capitolo del racconto della Campania del vino. Dal 29 Marzo al 4 Aprile 2016 i più autorevoli rappresentanti della stampa specializzata nazionale ed internazionale di settore saranno in Campania – presso UNA Hotel “Il Molino” di Benevento – per prendere parte alla rassegna promossa ed organizzata da Miriade & Partners S.r.l. con 77 aziende partecipanti per la presentazione delle ultime annate dei vini prodotti nelle principali denominazioni campane.

La rassegna offrirà quest’anno anche momenti dedicati alla gastronomia d’eccellenza, per favorire la comunicazione tra aziende e giornalisti partecipanti, presso ristoranti di spicco della regione. La necessità di affiancare alle degustazioni e seminari sul vino anche incontri gastronomici nasce dalla curiosità della stampa straniera di conoscere approfonditamente le radici culturali e culinarie della regione, grazie anche alla partnership con Luciano Pignataro Wine Blog, media partner di Campania Stories 2016 e curatore della parte gastronomica dell’evento.
L’incontro tra stampa e gastronomia d’eccellenza comincerà il 29 marzo, con la cena di ben-venuto, che vedrà coinvolti tutti i produttori delle cinque province campane partecipanti alla rassegna, insieme ai giornalisti accreditati, presso il ristorante “Le Macine” di UNA Hotel “Il Molino” di Benevento, sede della manifestazione. Ad accogliere gli ospiti sarà lo Chef Angelo D’Amico, alla guida del ristorante “Le Macine” dopo importanti esperienze nelle brigate di Carlo Cracco e Antonello Colonna. D’Amico per primo avrà il compito di rappresentare la cucina regionale agli ospiti: tecnica e tradizione mediterranea nel piatto, attraverso l’utilizzo di materie prime locali, la valorizzazione della pasta e dei legumi, come il fagiolo di Prata, coltivato a 700 metri sul Taburno.

Mercoledì 30 marzo si cambia provincia per immergersi nella tipicità partenopea presso il Ristorante Pizzeria “Le Parùle” di Ercolano (Napoli) del patròn e pizzaiolo Giuseppe Pi-gnalosa. “Le Parùle” da queste parti sono gli orti ed il parùlano èil contadino che li lavora. Giuseppe Pignalosa ci è nato su questa zona del Vesuvio in ripida pendenza ed in ascesa ver-so il cratere ed il Parco Nazionale del Vesuvio. Le sue pizze celebrano il territorio e le sue eccellenze, l’impasto lievitato oltre 24 ore si lega con ingredienti campani come il pomodorino del piennolo del Vesuvio, la mozzarella di bufala, gli ortaggi coltivati negli orti circostanti come la papaccella (peperone riccio e tondo).

Giovedì 31 marzo toccherà alla provincia di Avellino ospitare Campania Stories 2016, presso il Ristorante “Megaron” a Paternopoli (Avellino). Lo Chef Valentina Martone ha fatto del chilometro zero una filosofia culinaria imprescindibile: gran parte delle materie utilizzate provengono dall’orto di famiglia, il suo tocco è delicato e mirato ad esaltare l’ingrediente. In questo territorio va di scena il tartufo nero di Bagnoli, l’olio Ravece, la stracciata di Montella e il pane ottenuto dalla lavorazione e selezione di farine locali.

Venerdì 1 aprile si approda nella provincia di Casertana presso il Ristorante “Le Colonne Marziale” di Caserta dello Chef stellato Rosanna Marziale, ambasciatrice della mozzarel-la di bufala Campana in Italia e nel mondo. La sua cucina porta in tavola i migliori prodotti della zona sapientemente elaborati per celebrarne il gusto, grazie alla continua ricerca, alla tecnica e all’amore per il territorio casertano.

I viaggi gastronomici termineranno sabato 2 aprile con la cena per i giornalisti con le aziende della provincia di Benevento presso il Ristorante “Le Macine” di UNA Hotel “Il Molino” dello Chef Angelo D’Amico.

Tra le produzioni d’eccellenza che saranno presentate alla stampa ci sono le produzioni ca-searie di Fattoria Rosabella di Montella (Avellino) – bio-mondo di 80 ettari dove nascono prodotti realizzati con latte di esclusiva provenienza aziendale da bovini allevati all’interno dell’azienda, che adotta metodi di agricoltura biologica, alimentati con miscele di cereali e foraggi esclusivamente aziendali – e dell’Azienda Agricola “Savoia Mara” di Roccabas-cerana (Avellino), una realtà a conduzione familiare gestita con passione dai fratelli Frances-co e Mara. Qui si allevano pezzate rosse, una razza bovina che produce un latte ad alto con-tenuto proteico adatto alla caseificazione, per dare vita a ricotte, yogurt, fior di latti, caciotte, caciocavalli e, ultimamente, gelato e latte fresco pastorizzato imbottigliato.

Altro fiore all’occhiello della produzione agroalimentare campana che prenderà parte alla manifestazione è il progetto Grano Armando, del Pastificio De Matteis, situato in provincia di Avellino, nella Valle Ufita. Grano Armando è una pasta di semola prodotta esclusivamente con grano duro 100% italiano. L’origine e la qualità della materia prima sono garantite da un contratto di coltivazione stipulato tra il pastificio De Matteis e centinaia di aziende agricole italiane che hanno dato vita ad una delle più importanti filiere agricole italiane.

Infine, il tocco dolce sarà affidato a Raffaella Valentino e alla sua bottega Che Pasticcio, un piccolo laboratorio artigianale situato nel centro storico di Avellino, a pochi passi dalla Cat-tedrale. Una pasticceria d’altri tempi, piccole produzioni legate alla tradizione. Tutto rigoros-amente e sapientemente prodotto a mano. L’utilizzo dei macchinari, per scelta, è limitato al minimo. La sfoglia si tira a mano, la crema si raffina a mano e tutto nasce mettendo insieme ingredienti ricercati e di ottima qualità.

Main Sponsor dell’edizione 2016 di Campania Stories è BPER Banca, capogruppo del Gruppo Bper. Numerosi i partner tecnici sosterranno l’edizione 2016 di Campania Stories: Gra-no Armando – pasta prodotta con il 100% grano italiano, Ais Campania – Associazio-ne Italiana Sommelier, UNA Hotel “Il Molino” di Benevento, Azzurra Comunicazione, Lo Russo Viaggi, Che Pasticcio, Soleazzurro Service, agenzia di viaggi Authentic Journeys. Media partner della rassegna sarà Luciano Pignataro Wine Blog. Campania Stories 2016 gode inoltre del patrocinio della Regione Campania.

Campania Stories 2016, le aziende partecipanti

Avellino

1. Amarano
2. Antico Castello
3. Borgodangelo
4. Cantina dei Monaci
5. Cantina del Barone
6. Cantina Riccio
7. Cantine dell’Angelo
8. Cantine Militerni
9. Cennerazzo
10. Colli di Castelfranci
11. Colli di Lapio
12. Contrada
13. Contrade di Taurasi
14. D’Aione
15. Di Marzo
16. Di Meo
17. Donnachiara
18. Ferrara Benito
19. Feudi di San Gregorio
20. Fonzone
21. Guastaferro
22. I Capitani
23. I Favati
24. I Gaudi
25. Il Cancelliere
26. La Marca
27. Le Ormere
28. Monte Gloria
29. Perillo
30. Petilia
31. Picariello Ciro
32. Rocca del Principe
33. Sanpaolo
34. Sertura
35. Tecce
36. Tenuta Cavalier Pepe
37. Tenuta Russo Bruno
38. Tenuta Sarno 1860
39. Tenute di Altavilla
40. Torricino
41. Traerte
42. Vesevo
43. Vigne Guadagno
44. Villa Diamante
45. Villa Raiano

Benevento

46. Fattoria La Rivolta
47. Fontanavecchia
48. Iannella
49. La Guardiense
50. La Pampa
51. Mustilli
52. Ocone
53. Tenuta Fontana
54. Tora

Caserta

55. Alepa
56. Alois
57. Cantina di Lisandro
58. Cantine Rao
59. Il Verro
60. Masseria Felicia
61. Nanni Copé
62. Sclavia
63. Terre del Principe
64. Trabucco
65. Villa Matilde
66. Viticoltori del Casavecchia

Napoli

67. Agnanum
68. Astroni
69. Contrada Salandra
70. La Sibilla
71. Martusciello Salvatore
72. Sorrentino

Salerno

73. Albamarina
74. Cuomo Marisa
75. Montevetrano
76. Sammarco Ettore
77. San Salvatore 1988


23
Mar 16

Forum Confindustria: al Sud senza infrastrutture non si cantano messe

  Fino a quando lo scrivevamo sui blog, l’accusa di piagnone che si dedicava alla deplorevole arte del vittimismo, era sempr dietro l’angolo. Dopo qualche anno però, grazie anche ad illustri professionisti che hanno accesso al consesso di Confindustria, gente come Viesti che non è un professore terrone tout court, ma è stato allievo del professore Onida alla Bocconi, gente che ha credito ai canali mainstream dell’operoso Nord, certe tematiche e certe denunce hanno conquistato pure l’uditorio di Cernobbio dove ha luogo il consueto forum di Confindustria.

Dopo aver snocciolato i dati sule percorrenze dei vagoni di Trenitalia, giù al Sud, dati e percorrenze che ben conosciamo e che ho avuto spesso modo di pubblicare su queste pagine, Viesti ha chiaramente detto che senza investimenti infrastrutturali, il sogno del turismo al Sud resta pura utopia.

«L’economia del Mezzogiorno è incompleta. La naturale propensione a integrarsi con le altre economie ha, nel caso del Sud rispetto al Nord, una profondità rilevante. Un punto di Pil del Sud attiva 0,4 punti di Pil del Nord» ed ancora: «Se vogliamo dare al Mezzogiorno un futuro – riflette Viesti – dobbiamo provare a orientare lo sviluppo economico sui servizi e soprattutto dobbiamo ragionare in termini di sistema». Ed infine «Fabbricare automobili a Pomigliano d’Arco e a Melfi  ha un grado di complessità limitato alla gestione delle fabbriche, alla logistica e all’approntamento di un minimo di rete di subfornitura. La costruzione di una cultura dei servizi, per esempio nel turismo, è assai più articolata. Devi elaborare un sistema dei valori. Devi sostenere un sistema dell’accoglienza. Devi creare un sistema dei collegamenti, appunto con la rete di trasporto composta dai treni che si integri con gli aeroporti collegati a loro volta con gli hub internazionali. Devi rendere fertile il sistema dell’impresa» (fonte: Il Sole 24 Ore).

Qui sotto una infografica de Il Mattino dell’ottobre 2014 che fotografa bene la situazione delle ferrovie:


Quindi l’adagio: “potrebbero campare di turismo” è il rifugio di una classe politica inconcludente ed impotente se continuerà a bloccare progetti di infrastrutture ed opere pubbliche davanti ad una catena montuosa.


23
Mar 16

Nella storia il nostro futuro: Calabria prima e dopo l’unificazione

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Il 3 Aprile, alle ore 16:00, a Dasà (Vibo Valentia), presso la Biblioteca comunale in via Aldo Moro, si terrà un importante convegno dal titolo: “NELLA STORIA IL NOSTRO FUTURO: LA CALABRIA PRIMA E DOPO L’UNIFICAZIONE”. L’evento è stato organizzato e voluto dall’Associazione Culturale Dasaese, il cui Presidente è il prof. Francesco Romanò. L’incontro, tratterà un tema forte e sempre più importante, la storia della nostra Terra, la Calabria, la sua storia, le sue verità, il suo presente e le speranze di un futuro migliore. L’evento vede al tavolo relatori, oltre al Presidente dell’Associazione Culturale Dasaese, prof. Francesco Romanò, lo scrittore e ricercatore storico Antonio Ciano, che ricordiamo come autore del best seller “I Savoia e il massacro del Sud”. Ciano, da sempre impegnato nella ricerca storica, è un grande meridionalista e studioso di quelle verità nascoste che purtroppo ancora sono oscurate da uno stato al quale di certo non conviene mostrare ciò che ha fatto per una unità che fino ad oggi, di unito non mostra nulla; la scrittrice Francesca Gallello, presidente dell’Associazione Politico Culturale Meridionalista RADICI; Pasquale Demasi, Presidente dell’Associazione Culturale MoMo Mongiana, associazione attiva e molto importante sul territorio; Francesco Angiletta, membro del direttivo di MoMo Mongiana; Valerio Rizzo, Presidente di BRIGANTI, associazione che è divenuta un vero e proprio punto di riferimento del mondo meridionalista; Domenico Ceravolo, responsabile territoriale dell’associazione Briganti.

UN INCONTRO CULTURALE DA NON PERDERE, AMARE LA CALABRIA E IL SUD TUTTO, SIGNIFICA IMPEGNARSI FATTIVAMENTE PER RICOSTRUIRE UN TERRITORIO CHE DA DAL 1861 VIENE OFFESO E DERUBATO… ANCHE NELLA STORIA. L’Associazione Dasaese nasce nel 1983 e, sin dalla fondazione, si è impegnata fattivamente nel promuovere iniziative di ricerca su temi che maggiormente possono interessare la comunità locale, come indagini sulla condizione sociale degli anziani, delle donne, dei giovani. Promuovere dibattiti su temi di attualità culturale e scientifica nonché di carattere sociale ed economico. Allestire mostre fotografiche, di pittura e di altro genere. Organizzare spettacoli teatrali, musicali, sportivi e di intrattenimenti vari. Istituire (nei limiti del possibile) brevi corsi su temi scientifici e culturali in particolar modo per i giovanissimi. Promuovere ogni altra iniziativa che, in qualche modo, possa favorire lo sviluppo e la divulgazione di tutto ciò che fa cultura. Nell’arco di trent’anni di attività l’ACD si è distinta per la promozione sociale e culturale della comunità dasaese con tantissime iniziative: convegni su argomenti di interesse sociale, culturale, sulla sicurezza e sulla lotta alla criminalità organizzata; mostre di pittura, estemporanee, manifestazioni culinarie, di aggregazione per gli emigrati, spettacoli teatrali con compagnie di artisti locali e quant’altro necessario per sviluppare la promozione culturale principalmente nelle nuove generazioni.


21
Mar 16

De Magistris: Napoli sta vincendo la sfida del turismo

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Così ‘o sinnaco dal proprio profilo Facebook:

I dati ufficiali del turismo a Napoli al 31 dicembre 2015 raccontano di presenze di turisti sempre più numerose e mai registrate con questa continuità nella storia passata della nostra città. Turisti che scelgono Napoli con cura, che pernottano, che stanziano per giorni. Che trovano Napoli bella e differente dalla narrazione paludata di certi canali di comunicazione di massa. I napoletani hanno vinto la sfida di cancellare la vergogna delle immagini dell’emergenza rifiuti prodotto della spazzatura politica. Abbiamo spazzato via rifiuti materiali e politici. Siamo solo all’inizio di un viaggio entusiasmante che porterà Napoli in testa, ovunque. A Pasqua abbiamo il tutto esaurito! Da aprile a giugno un successo strepitoso di iniziative culturali e di prenotazioni turistiche. Tutto questo senza avere un euro da poter investire. Non ci accontentiamo, anzi! Lavoriamo per migliorare tutto, dalla cose grandi ai dettagli. Siamo una squadra sempre più numerosa che opera con autonomia, coraggio, dedizione, sacrificio, onestà, passione e amore. Con il popolo e per il popolo


21
Mar 16

Ma il sud è così brutto e cattivo come lo disegnano?

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di Marco Rossano Sociologo Visuale per Unione Mediterranea.info:

Il 10 febbraio 2016 la puntata de “Lo Stato dell’Arte”, programma di Rai Cultura dedicato ai grandi e piccoli temi d’attualità, è intitolata “il Sud è così cattivo come lo disegnano?”. Conduttore della serata il giornalista Maurizio Ferraris con ospiti Alessandro Laterza editore e vice presidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno e Stefano Cristante docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento.

Il comunicato stampa della Rai recita: Nei media nazionali, il Sud Italia – il Meridione – è spesso rappresentato come terra della criminalità e del degrado. Questa rappresentazione si limita a cogliere dati di fatto, oppure aggiunge ai fatti un’interpretazione che fa di alcuni problemi locali la chiave di lettura di un’intera area geografica? Il Sud ha nella cultura e nell’opinione pubblica italiana l’immagine che davvero si merita, oppure è oggetto di processi di semplificazione e di caricatura?

Incuriosito ho seguito i 25 minuti di trasmissione e sono rimasto piacevolmente colpito dai contenuti, dai toni e dalle informazioni che sono state divulgate.

Laterza si è soffermato sull’aspetto politico ed economico della nuova questione meridionale cercando di sfatare diversi luoghi comuni tra cui quelli negativi sul lavoro pubblico, criminalità e spreco di risorse. L’editore pugliese ricorda come le risorse destinate al Sud, contrariamente a quanto ritenuto dall’opinione pubblica, sono minori rispetto a quelle destinate al Nord del paese. Afferma che i meridionali non sanno che negli ultimi 10 anni ogni cittadino del Sud ha ricevuto circa 3000/4000 euro in meno rispetto a uno del Centro Nord. Un dato che non riflette la retorica che racconta di grandi sforzi da parte del paese di colmare il divario tra le due aree. Uno sforzo che in realtà non c’è e, rimarca Laterza, di fatto è un problema politico e culturale.

Durante il programma si mette in risalto che il numero dei dipendenti pubblici nel Sud rientra nella media nazionale. Così come non è vero che il meridione sia l’epicentro della corruzione e della criminalità organizzata che ha da tempo spostato il suo baricentro verso il Nord del paese e all’estero. Oppure si affronta il problema della formazione universitaria che vede le università del sud depauperate a vantaggio di uno spostamento delle risorse verso quelle del nord.

C’è un atteggiamento generalizzato da parte della politica e dei media a non evidenziare gli aspetti positivi esistenti nel Mezzogiorno come per esempio nel campo della produzione culturale – dalla narrativa alla musica, dal cinema al teatro – i cui maggiori esponenti provengono tutti dalle regioni meridionali. Insomma contrariamente al pensiero dominante il Sud è vivo, in fermento e produttivo.

L’intervento che ho trovato più interessante, dal momento che sono un sociologo visuale e mi occupo di questi argomenti, è quello di Stefano Cristante sociologo della comunicazione. Il professore che dopo aver insegnato a Padova e Roma attualmente è docente a Lecce presso l’Università del Salento è autore del libro “La parte cattiva dell’Italia. Sud, media e immaginario collettivo” (2015) un lavoro che descrive e analizza il modo in cui viene narrato il Sud nella comunicazione di massa e lo fa indagando telegiornali e testate nazionali, siti internet e opinioni di protagonisti dell’industria culturale.

Cristante sollecitato dal conduttore afferma che gli organi di informazione giocano un ruolo di primo piano nel costruire l’immagine negativa del meridione, mettendo in risalto sistematicamente e quasi esclusivamente notizie legate alla criminalità, alla violenza e alla malasanità in modo da rappresentare il Sud come una zavorra per il resto d’Italia. Particolarmente interessanti e spunto di riflessione sono i dati raccolti e analizzati da Cristante che alla domanda di Ferraris su quali siano i motivi per cui il Sud viene dipinto in modo così negativo risponde con i risultati raccolti investigando sul Tg1, il telegiornale più seguito dagli italiani. Da 35 anni solo il 9% delle notizie apparse sul Tg1 sono dedicate al Sud Italia, parte del paese che conta 1/3 della popolazione nazionale. Come se non bastasse la mancanza di attenzione e la sottorappresentazione del meridione, di questo 9% ben il 75% è rappresentato da cronaca e criminalità seguito dal meteo e dal welfare che la maggior parte della volte si traduce in casi di malasanità. Tutto il resto, anche campi in cui il Sud eccelle a livello nazionale e internazionale come per esempio la cultura, non viene raccontato.

Dalle parole e dal libro di Cristante si evince chiaramente che le proteste che in questi ultimi anni si stanno levando da Sud contro gli organi di informazione e contro una politica nazionale nordcentrica, non sono sintomo di un vittimismo che storicamente si utilizza per descrivere le popolazioni meridionali, ma risultato di un malessere profondo e di una presa di coscienza da parte di molti settori nel Mezzogiorno che hanno voglia di cambiare e di non essere più trattati né considerati la “palla al piede” causa dei problemi dell’intero paese.

Purtroppo la classe dirigente e politica meridionale non è ancora in grado di intercettare il malcontento e di proporsi come una vera alternativa di cambiamento anche se in alcuni casi qualcosa si comincia a muovere.

Concludo con un estratto del libro Numero Zero (2015, 58-59) del compianto Umberto Eco:

“Lo so che si è sdottorato sul fatto che i giornali scrivono sempre operaio calabrese assale il compagno di lavoro e mai operaio cuneese assale il compagno di lavoro, va bene, si tratta di razzismo, ma immaginate una pagina in cui si dicesse operaio cuneese eccetera eccetera, pensionato di Mestre uccide la moglie, edicolante di Bologna commette suicidio, muratore genovese firma un assegno a vuoto, che cosa gliene importa al lettore dove sono nati questi tizi? Mentre se stiamo parlando di un operaio calabrese, di un pensionato di Matera, di un edicolante di Foggia e di un muratore palermitano, allora si crea la preoccupazione intorno alla malavita meridionale e questo fa notizia… Siamo un giornale che si pubblica a Milano, non a Catania e dobbiamo tener conto della sensibilità di un lettore milanese. Badate che fare notizia è una bella espressione, la notizia la facciamo noi, e bisogna saperla far venire fuori dalle righe. Dottor Colonna, si metta nelle ore libere con i nostri redattori, sfogliate i dispacci di agenzia, e costruite alcune pagine a tema, addestratevi a far sorgere la notizia la dove non c’era o dove non si sapeva vederla, coraggio”.


18
Mar 16

DemA: ecco i numeri della amministrazione De Magistris. Basta fango su Napoli.

L’associazione Democrazia Autonomia ha pubblicato una serie di info grafiche sui numeri della amministrazione De Magistris, lanciando l’hashtag #bastafango. Eccole:

   
    
    
   


17
Mar 16

Angela Luce: caro Lettieri, basta stereotipi su Napoli

  
Così l’artista napoletana dal proprio profilo Facebook:

Ringrazio la Repubblica, il Roma, il Corriere del Mezzogiorno per aver pubblicato questa mia lettera aperta al candidato Lettieri.
Egregio Signor Lettieri,

io non so chi sia il curatore della campagna pubblicitaria che dovrebbe servire a sostenere la sua elezione a Sindaco di Napoli, ma so per certo che non gli affiderei la promozione di una mia produzione artistica nemmeno gratuitamente: i manifesti che in questi giorni stanno rendendo Napoli più brutta, come se fossero un pessimo arredo urbano, sono un pugno nello stomaco, sembrano titoli di giornali scandalistici asserviti ad un’informazione di parte e bugiarda.
Lei, Signor Lettieri, lo sa che il primo compito di un Sindaco dovrebbe essere quello di amare la città che amministra? Lei, Signor Lettieri, è sicuro di amare Napoli? Lei, Signor Lettieri, lo sa che il compito più importante del Sindaco di Napoli dovrebbe essere quello di confutare gli stereotipi che da secoli affliggono la nostra città? E invece lei, che si candida a rappresentarci, usa frasi fatte, si serve di luoghi comuni, imbratta le nostre strade con frasi ad effetto che sembrano dare ragione ai nostri sciocchi e disinformati detrattori.
Da secoli siamo vittime di ignoranza storica e di sciocchi pregiudizi e lei, con i suoi manifesti, cosa fa? Semplicemente avalla “piccoli” pensieri, partoriti da “piccoli” cervelli che associano la nostra città esclusivamente alla delinquenza, al malcostume, alla sporcizia, al pressapochismo.
Da napoletana che non ha mai lasciato Napoli, da artista che ha sempre onorato Napoli, da donna che ha vissuto Napoli sotto tutti i punti di vista, le dico che quei manifesti feriscono più di una frase dispregiativa detta da chi non conosce Napoli.

Dica, da candidato a Sindaco, come intende migliorare Napoli partendo da tutto ciò che di buono già c’è; lasci perdere, la prego, questi colpi di frusta che fanno soffrire chi è già bersaglio quotidiano di un qualunquismo esasperante.
Signor Lettieri, io non so se lei riuscirà a diventare Sindaco della mia amata Napoli, ma qualora riuscisse nel suo intento, la prego di tener presente che il primato più significativo che possiamo vantare è questo: Napoli è prima in Italia (anzi, nel mondo) per bellezza, storia e cultura! E questo primato non si cancellerà mai, nessuno riuscirà a farlo! Ed è da questo che dovrà partire se riuscirà a diventare Sindaco. E in quel caso, da napoletana, le augurerò buon lavoro.