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29
Apr 17

Comune di Napoli: cittadini, devolvete il 5×1000 alla città

Un po’ come succede per gli spot delle varie chiese (cattolica, valdese ecc..) che n primavera chiedono di devolvere ai propri conti correnti il 5×1000 dell’Irpef, anche i Comune di Napoli ha deciso di intraprendere la stessa strada.

Uno spot su internet per chiedere ai cittadini, di versare una quota della propria dichiarazione dei redditi al comune di residenza.

“Invece di darli allo Stato che poi non ce li rimanda, dateli direttamente a noi”.

Basta poco che ce vò…

 


28
Apr 17

Made in Italy sulla pelle dei migranti: i video dell’inchiesta

Lo avevo scritto un paio di anni fa, confermato dalle associazioni di categoria campane: i grandi marchi della moda avevano deciso di abbandonare la delocalizzazione extra UE (nell’esempio che feci si parlava di calzature) e tornare in Italia. In modo specifico avevano deciso di investire in Campania, dove, per sopravvivere alla grande crisi, almeno all’inizio, le piccole fabbriche a gestione familiare impiegavano manodopera proveniente direttamente dal nucleo parentale, con turni di lavoro massacrante, pur di “continuare a sopravvivere”. Qualche volta si “chiamava” qualcuno di esterno.

Il mito della Campania a basso costo ha iniziato ad ingolosire, successivamente, anche marchi più piccoli. E così, chiacchierando con gli operatori del settore a nord del Garigliano, in tanti hanno spostato alcune fasi della produzione proprio nel distretto calzaturiero a cavallo delle province di Napoli e Caserta (ma anche in Puglia).

Il volume d’affari nel corso degli anni è cresciuto, le piccole fabbriche a conduzione familiare non avrebbero potuto farcela da sole.
E ieri, guardando l’inchiesta, ho capito perché:

Prima Parte:

Terza Parte:

Quarta Parte:


23
Apr 17

“Avveleneremo i supermercati napoletani”: un pazzo, un mitomane o un fratello Capone?

Se sia una persona pericolosa, o , molto semplicemente l’erede lombardo di uno dei fratelli Capone, lo scopriremo solo vivendo, o , meglio, sopravvivendo alla minaccia di avvelenare i supermercati napoletani (sic!).

La lettera di minaccia è stata recapitata al consigliere regionale Borrelli e prende di mira anche il sindaco De Magistris e il presidente della Regione, De Luca. Insomma l’anonimo , potenziale avvelenatore osservante della par condicio scrive:

“Di certo non mi lascio intimidire da minacce del genere, ma bisogna combattere la violenza verbale di certi politici che alimentano il razzismo perché c’è il rischio che qualcuno possa prendere quelle parole per passare poi a fatti concreti”.
Ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ha postato sulla sua pagina facebook una lettera di minacce, spedita da Milano, in cui un anonimo gli contesta il suo impegno in difesa di Napoli e dei napoletani, facendo riferimento soprattutto alle polemiche per il cartello contro i napoletani affisso in un supermercato dell’Esselunga del milanese.
“Nella lettera, l’anonimo estensore, che si definisce “lombardo doc” prima lancia le solite accuse razziste verso Napoli e i napoletani, confermando l’odio e il razzismo di certi settentrionali verso i meridionali, e poi offende e minaccia me, De Luca e de Magistris oltre a ipotizzare anche avvelenamenti di massa nei supermercati napoletani” ha sottolineato Borrelli che ha deciso di portare la lettera in Questura per presentare una denuncia contro ignoti precisando che “la lettera è stata spedita da Milano ed è arrivata a casa di mia madre, dove avevo la residenza alcuni anni fa”.

Morale: stateve accort quando andate a fare la spesa che il passo tra la grande moria delle vacche e la grande moria dei napoletani, potrebbe essere questione di una bevuta d’acqua..


20
Apr 17

Foglio di via per Cialdini

Una buona notizia, che riporta un minimo di giustizia alle migliaia di anime di meridionali trucidate durante gli anni successivi al 1861: è stata approvata in Giunta, su proposta del Sindaco de Magistris, la delibera con la quale viene revocata la Cittadinanza Onoraria di Napoli ad Enrico Cialdini, Generale dell’esercito piemontese e, successivamente dal luglio 1861, Luogotenente Regio delle province meridionali.

Le revoca è stata decisa come atto di riconoscimento della memoria storica delle vittime delle stragi che il Generale Cialdini ha perpetrato nel nostro territorio e nel Mezzogiorno d’Italia.

Una notizia importantissima che va nella direzione di una nuova memoria storica condivisa che, va riconosciuto, finalmente compie i primi passi grazie all’amministrazione de Magistris.

Lucilla Parlato per Identità Insorgenti


17
Apr 17

Gianni Brera, le casseruole lombarde e quella “colonia” chiamata Sud

Uno dei miti del giornalismo sportivo che ho sempre apprezzato è stato Gianni Brera.

Soprattutto per la dotta polemica e per quel sottile anti meridionalismo, meno volgare di quello di Giorgio Bocca, che partendo dal pallone arrivava al fegato e ti faceva incazzare. Soprattutto negli anni in cui il Napoli di Maradona dava del filo da torcere proprio al Milan di Brera.

Oggi, quasi per caso, un post apparso sulla timeline di Facebook, ad esempio, mi ha ricordato di quando Brera, giocava a fare il leghista ante litteram, mostrando quell che poi era un sentimento piuttosto comune all’epoca che mai si è sopito:

[…] nel giugno del 1970, accompagnato da Guido Gerosa, Gianni Brera,
candidato per il Psi in un collegio senatoriale della Lombardia, tenne
un comizio in una sezione di Rozzano. “Se mi eleggerete” promise ai
molti presenti che affollavano la sala “la prima cosa che farò sarà
quella di dotare l’Italia d’impianti sportivi”. L’adunanza applaudì con
fervore. “La seconda” suggiunse non appena scemarono i battimani “sarà
quella di fare aprire le case chiuse”. Qualche solitario entusiasmo fu
smorzato dall’imbarazzato silenzio dell’establishment socialista
locale. “La terza” elencò subito dopo “sarà quella di rimandare i meridionali al Sud”.

Dal mare di teste che nereggiava nella sala emerse un ometto.
“Compagno Brera” protestò “io sono di Potenza. Faccio il maestro ed
insegno qui da anni. Sono stimato da tutti. Perché mi vuoi cacciare?”

Quel terrone impudente, ancorché insegnante, pretendeva
probabilmente di mettere in imbarazzo Gioannbrerafucarlo, come amava
connotarsi il giornalista. Era mai possibile? Aveva quel “napoli”
qualunque, una qualche chance di riuscire a mettere in difficoltà il
famoso Brera, colui che in cinquant’anni di agone giornalistico, s’era
scontrato con eminenti colleghi (anche a cazzotti); aveva sostenuto e
imposto a insigni allenatori pratiche di gioco; aveva affibbiato
soprannomi teneri e appellativi graffianti a giocatori e a giornalisti;
si era azzuffato con scrittori e letterati che misconoscevano
l’originalità del suo stile e il valore dei suoi lemmi; aveva zittito e
aspreggiato cuochi valenti ed esperti sommelier?

Questa sfilata di pregnanti interrogativi si disegnò a mezz’aria tra
la calca e il soffitto. Tutti si chiedevano che cosa avrebbe risposto
Brera senza perdere la faccia e i voti. Come avrebbe replicato il
grande giornalista a quella domanda che pure sembrava legittimamente
motivata oltre che sul piano umano anche su quello politico?

Gioannbrerafucarlo, ribatté senza imbarazzi. Da par suo.”Tu rimani”
disse rivolto all’ometto. “Tu sei l’eccezione che conferma la regola”.[..] (fonte: odg della Lombardia)

In una lettera al comandante Lauro, presidente dell’allora Calcio Napoli, pubblicata nella rubrica ” l’Arcimatto” del Guerin Sportivo, il 27 novembre 1961, Brera dimostrava grande conoscenza di talune dinamiche economiche che sottendevano l’ (presunta) epopea risorgimentale:

Vedendo Napoli, comandante, mi sono un poco adirato di notare che era “scontata”, e che dovevo la delusione alle troppe cartoline illustrate, perfino alle scatole di un cacao piemontese. Fuor dall’atmosfera per tricromie, a due passi dal mare, il grigiore ossessivo della miseria: e la rassegnazione atavica dei napoletani che indignava in me il populista che sono sempre stato (non per degnazione, comandante, bensì per nascita).

Nonché infastidirmi per i trucchi di cui sovente ero vittima, i napoletani producevano in me profondissima tristezza e solidarietà umana. I loro occhi, più antichi e desolati dei miei, sapevano di privazioni e di stenti, di furberie disperate, di umiliazioni continue di fronte alla vita.
Ben presto ebbi il sospetto, tuttora vivo in me, che ai poveri napoletani si rivolgessero mille e un elogio gratuito per gabbarli. Noti, comandante, che io non sono di quegli italiani che auspicano seriosamente lo scavo di un canale divisorio a sud di Siena. Ho studiato abbastanza per capire che l’unione nazionale, perfezionata con la conquista del Sud, ha assicurato alle Regioni del Nord un buon mercato per le loro industrie. Che poi l’Italia unita presenti il quasi comico paradosso di un Paese governato politicamente dalle proprie colonie economiche, questo non mi riguarda. io so che vendere una casseruola lombarda a Canicattì è soltanto possibile perché i nostri governanti – meridionali per il 90 per cento – ci proteggono con alti dazi dalle casseruole tedesche o inglesi, che costerebbero forse la metà delle nostre. So pure che quelle casseruole sono di difficile logorio nelle cucine meridionali. E non disgiungo affatto, nei napoletani, la facile resa al sentimento dal difficile logorio delle casseruole.

Dimostrando di conoscere quel fenomeno di ascarismo meridionale che tanto ha aiutato l’industria padana della nuova Italia e soprattutto che i napoletani non sono quei gran furbi che si vuole far credere , con il solo intento di continuare a prenderli per il culo.


15
Apr 17

A Napoli si premiano i sarti più bravi

 

 

Si svolgerà giovedì 13 e venerdì 14 aprile 2017, presso la Sala delle Contrattazioni della Camera di Commercio di Napoli, la IX edizione del premio sartoriale Manichino d’Oro. Promossa da Confartigianato Napoli, in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Sartori di Roma, l’iniziativa gode del Patrocinio Morale del Comune di Napoli, della Camera di Commercio di Napoli e del Consiglio Regionale della Campania. Previsto l’intervento del Sindaco Luigi De Magistris alla premiazione finale del venerdì.

Il concorso, a cadenza biennale è il principale riconoscimento che l’Accademia Nazionale dei Sartori, fondata a Roma nel 1575 da Papa Gregorio XIII come Università degli Studi e ancora oggi rappresenta la principale istituzione del settore, attribuisce al sarto artigiano che sappia mettere meglio in risalto lo stile, la capacità tecnica, l’estro creativo e il rigore formale della sartoria femminile su misura e si alterna alle Forbici d’Oro, l’omologa competizione in ambito maschile. Si tratta di una rassegna senza scopo di lucro che vede impegnati i giovani diplomati e laureati nel campo della Moda, fino a un massimo di trentacinque anni d’eta, che lavorano presso botteghe artigiane della Regione Campania i quali si sfideranno nella realizzazione, seguendo indicazioni su modello e misure fornite la momento, di un tracciato e di un capo finito e indossato da una mannequin. Una giuria di qualità, composta da Maestri valuterà il lavoro e decreterà il vincitore, il quale rappresenterà la Campania nel concorso nazionale che si terrà a Roma, in data da definire, durante una sessione di quattro giorni. Il Premio ha l’obiettivo di mantenere alto il prestigio del Sarto Italiano e del Made in Italy nel mondo e di richiamare l’attenzione del pubblico sulla qualità della creazione artigiana e l’interesse dei giovani in cerca di lavoro. Sei i trofei in palio: il Manichino d’Oro, opera dell’artista Sara Lubrano, associata di Confartigianato Napoli e iscritta al gruppo Donne Impresa, le targhe Miglior Disegnoe Miglior Lavoro, le menzioni speciali Ago d’Oro e Ditale d’Oro e il Premio Napoli assegnato da una giuria eterogenea. Le ultime edizioni nazionali, femminile e maschile hanno visto per la prima volta nella storia, l’affermazione di sarti campani che verranno premiati durante l’ultima delle due giornate napoletane. Si tratta di Angela Barone, Premio Nazionale Manichino d’Oro 2015 e dei Premi Nazionali Forbici d’Oro 2016 Milena La Montagna e Giancarlo Del Prete rispettivamente nelle categorie, junior e senior.

 

Giuria Tecnica: Raffaele Antonelli, Luigi Di Domenico, Susy Esposito, Vincenzo Pepe, Angela Esposito, Angela Barone, Giancarlo del Prete. Presidente: Raffaele Antonelli

Giuria Premio Napoli: Enrico Inferrera, Stefania Moretti, Antonio Popolla, Roberto De Laureantiis, Danilo Iervolino, Francesco Fimmanò, Maria Mazza, Lucio Pierri. Presidente: Girolamo Pettrone

 

Programma di giovedì 13 aprile, 2017

Ore 9.00-13.00 Concorso sartoriale

 

Programma di venerdì 14 aprile, 2017

Ore 9.00 Premiazione con interventi di:

               Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Napoli

               Luigi Bosco, Consigliere Regionale

               Enrico Panini, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli

               Enrico Inferrera, Presidente di Confartigianato Napoli

               Raffaele Antonelli, Delegato Regionale dell’Accademia dei Sartori

               Ilario Piscionieri, Presidente dell’Accademia Nazionale dei Sartori

 

Ore 11.30 Intervento di Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli

 

Modera

Stefania Moretti, Gruppo Sole 24 Ore Regione Campania


05
Apr 17

Mantrika: a Napoli vanno in scena angeli e demoni

AvaNposto Numero Zero

presenta

MANTRIKA

di Cosimo Alberti e Danilo Ròvani

Sabato 8 aprile 2017, ore 21.00

Domenica 9 aprile 2017, ore 18.30 e ore 21.00 se con sovrannumero di prenotazioni per il primo spettacolo

Via Sedile di Porto, 55 (Via Mezzocannone) – 80134 Napoli

Sabato 8 e domenica 9 aprile, sarà di scena sul palcoscenico dell’AvaNposto Numero Zero MANTRIKA un percorso tra sacro e profano di e con Cosimo Alberti e Danilo Ròvani con la partecipazione di Luigi Montesanto e Tony Saggese.

Composizione per voce e tammorra sulle pene d’amore con canti devozionali e brani recitati al ritmo dei tamburi, Mantrika è un cammino spirituale che ha per protagonisti due pellegrini; un angelo nero un po’ indemoniato e un diavolo bianco un po’ angelico, che incarneranno a vicenda svariati personaggi: pescatori innamorati, cavalieri ammaliati, capitani suicidi, suonatori comici e comici suonatori. Un viaggio nell’anima umana sempre più convalescente che inizia con un mare in tempesta e il naufragio di alcuni marinai su un’isola sconosciuta che si domandano, quale delle molte divinità che esistono, li abbia salvati. Indossano monili e amuleti di diverse religioni del mondo e hanno tatuati sulla pelle simboli esoterici. Uno degli uomini è convinto che sia la stessa energia dell’uomo a creare Dio, ma loro sono napoletani e pensano che se c’è qualcuno da ringraziare, è senz’altro la mamma di tutte le mamme, la Madonna delle Grazie. Per ringraziare, d’ora in poi passeranno, come in un mantra da un corpo all’altro, in un turbinio di volti e caratteri, tra canti, ballate e favole magiche, perdendo la memoria terrena per acquistare quella atavica al suono della tammorra e della melodia di canti ancestrali. In un vortice senza fine i cuori innamorati di questi uomini si perderanno, accarezzati da illusioni lontane, per non ritrovarsi più se non nel cuore più grande dei loro, quello di chi sempre li ha amati incondizionatamente e senza riserve come solo una madre può fare, colei che non tradirà mai il loro amore tenendoli sempre con sé, colei che è la mamma di tutta le mamme.

Contributo associativo AvaNposto Numero Zero 10€. Ingresso riservato ai soci.

MANTRIKA

Composizione per voce e tammorra sulle pene d’amore, un percorso tra sacro e profano di e con Cosimo Alberti e Danilo Ròvani con la partecipazione di Luigi Montesanto e Tony Saggese

Sabato 8 aprile 2017, ore 21.00

Domenica 9 aprile 2017, ore 18.30 e ore 21.00 se con sovrannumero di prenotazioni per il primo spettacolo

AvaNposto Numero Zero: web. www.facebook.com/APNumeroZero;

Botteghino: cell. 3661149276; e-mail. [email protected];

Direttore Artistico: Egidio Carbone, cell. 3475829507, e-mail. [email protected];

Ufficio stampa: Simona Pasquale, cell. 3395098790, e-mail. [email protected];


04
Apr 17

La Napoli taciuta che R-Esiste alla camorra

Taciuta, silente, non raccontata, la Napoli che resiste e lotta contro alla camorra.

Ce la racconta Ciro Corona  che gestisce il fondo Amato Lamberti, sottratto qualche anno fa alla disponibilità dei camorristi e che è il primo bene agricolo partenopeo confiscato alla camorra e gestito dai cittadini della zona. Si parla dei 14 ettari confiscati al clan Simeoli in via Tirone e affidati in maniera provvisoria con procedura diretta dal Comune e dalla municipalità alla cooperativa Resitenza. Il fondo ospita ragazzi a rischio e detenuti ed è ormai un punto di riferimento per i giovani volontari giunti da tutta Italia per condividere esperienze di legalità.

Ciro Corona e il suo fondo danno fastidio. Da sempre oggetto di intimidazioni. L’ultima l’altro giorno con un finale inatteso, la racconta proprio Ciro dalla propria pagina Facebook:

la domenica solitamente mi concedo un momento di riflessione dall’amico Maurizio Patriciello per prepararmi ad affrontare la settimana. Oggi la mia riflessione è stata interrotta da una telefonata: HANNO INCENDIATO IL VIGNETO SUL Fondo Rustico “A. Lamberti”
La corsa contro il tempo, 15 km di distanza che non finivano più… arrivo a via Tirone, la puzza di bruciato il fumo, la voglia di gridare e scoppiare in lacrime sostengono la mia folle corsa… il peggio è stato scongiurato. Amici, persone di Chiaiano erano li a spegnere quel fuoco e a custodire il Fondo, la pioggia è stata sacrosanta e provvidenziale. Il silenzio dell’angoscia è interrotto solo da un urlo in dialetto proveniente da un motorino ad alta velocità “ve ne dovete andare”.
È buio per le foto e per la conta dei danni, le fiamme sembra non abbiano danneggiato il vigneto. Di sicuro della casetta di legno non rimane che un felice ricordo.
L’incubo del “braccio di ferro” ritorna, forse non più con i Simeoli, forse le nuove famiglie, forse l’invidia, forse la voglia di fermare il cambiamento…
Ora ci sarà qualcuno che mi dirà che son stati i soliti ragazzini, magari gli stessi dei proiettili all’Officina delle Culture, che non devo preoccuparmi ed essere allarmista… fatevi da parte per cortesia!
…Noi di sicuro, con o senza la rete, con o senza le forze dell’ordine, con o senza le Istituzioni, così come ci hanno insegnato i nostri maestri briganti e partigiani, SAREMO SEMPRE QUI A DIFENDERE LA NOSTRA TERRA.

Ora e sempre R-Esistenza.