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25 Aprile: il sacrificio delle donne ciociare

Fu Liberazione, al Sud, mentre le truppe alleate risalivano lo stivale. Fu Liberazione e sacrificio, cruento, e poi taciuto e nascosto.

Verità scomode, volutamente rimosse, che costarono la vita non solo agli uomini in divisa, ma anche delle migliaia di civili che subirono la furia degli eserciti. Quello dell’oppressore e quello del liberatore.

Fu Alberto Moravia, nella sua “La Ciociara”, interpretata poi sul grande schermo da Sofia Loren, a raccontare per la prima volta degli stupri compiuti dalle truppe francesi, sulle donne di quella parte di Sud liberato: 60 mila. E poi il segreto di Stato imposto dalla Francia, su quelle vicende, ed uno stato italiano in ginocchio ed accondiscendente, pronto a ridimensionare l’accaduto per convenienza, per rendersi nuovamente credibile ed autorevole innanzi alla comunità internazionale.

Di queste vicende ne parla Gigi di Fiore, nelle sue Controstorie, nel blog che cura su Il Mattino:

“Lu diavulu passò su noi” raccontarono quelle donne. E per prima fu proprio una donna come loro, comunista coraggiosa eletta nell’Assemblea Costituente, a difenderle: Maria Maddalena Rossi. Fu lei a portare nell’aula parlamentare il dramma di donne offese, umiliate, a volte uccise. Fu lei a dar voce ufficiale alle loro sofferenze, che significarono anni dopo malattie, emarginazioni, suicidi. Denunciò, rivendicò, urlò.

E disse perchè tutti ricordassero, tutti chiedessero conto: “So che vi è chi si finge scandalizzato perché noi prendiamo nel Parlamento e nel Paese la difesa di queste donne. Credo che piuttosto ci si debba scandalizzare perché fra noi vi è chi vorrebbe coprire questa piaga, questo delitto orrendo che fu commesso contro donne inermi, contro giovinette”.

Era l’altra faccia della Liberazione, che solo un presidente della Repubblica come Carlo Azeglio Ciampi volle ufficialmente riconoscere nel 2004, assegnando le medaglie d’oro al valor civile a quei comuni devastati dalla furia delle truppe coloniali francesi. Come Esperia, dove in una sola notte le donne stuprate furono 900, come si ricorda nell’atto del capo dello Stato. (Gigi di Fiore)

Soltanto nel 2008, quegli stupri furono dichiarati dall’Onu “crimini di guerra”.

Che sia un giorno di Liberazione di verità e di storia condivisa, di omaggio alle vittime di una inumana follia.

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