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A Napoli il biglietto “offerto all’umanità”

A Napoli di cose “sospese” ce ne sono tante, oltre ai conti con la storia e al sindaco che nelle ultime ore è stato raccolto dalla sospensione e rimesso sulla sedia.

C’è il caffè ad esempio, sospeso, una tradizione esportata in tutto il mondo che è una prova di generosità nei confronti dell’umanità, quella sconosciuta, che si arrangia in una esistenza precaria. Al caffè si sono poi aggiunti pizza e libri.

Con i social network e la rete è diventata virale anche una pratica che esiste da tempo. Il biglietto per i mezzi pubblici “sospeso”. Una foto ritrare infatti un biglietto integrato per i mezzi pubblici, non ancora scaduto, lasciato lì tra due mattoni della parete di una stazione della metropolitana.

Sembra una sorta di “muro del pianto” in salsa partenopea, ed in effetti lo è se si pensa che il costo del biglietto per andare da Pozzuoli a Napoli, ad esempio, supera l’euro e mezzo e che un viaggio di andata e ritorno, per la Napoli col Pil in caduta libera, diventa un piccolo salasso quotidiano.

Ed allora, chi ha usato il biglietto ed avanza ancora qualche minuto prima della scadenza lo lascia lì perchè qualcun altro lo possa utilizzare fino al termine della propria utilità. Lo si lasciava sui telefoni pubblici. O sui corrimani delle scale. In qualche caso sulle obliteratrici.

La pratica che sembra nuova è in realtà vecchia, di una decina di anni, forse qualcosa in più, da quando cioè è stato creato il biglietto integrato che in un tempo che si aggira intorno alle 2 ore da la possibilità di prendere più di un mezzo pubblico. Così, ai tempi del liceo, si condivideva la spesa tra chi doveva affrontare tratte diverse del percorso, prima di arrivare a casa.

Inutile dire che la pratica è illegale poichè il biglietto è incedibile. Ma anche fissare a 3000  lire il prezzo di un biglietto probabilmente lo è insieme a benefit per i super manager delle municipalizzate. Ed in ogni caso, forse è sempre meglio una spesa condivisa per un biglietto che viaggiare sprovvisti di titolo di viaggio.

Anche perchè a volte, in qualche stazione metropolitana di Napoli, fare il biglietto diventa una prova omerica. Come da cartello qui sopra.

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