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Anche per il 2014 meglio polacchi che napoletani e calabresi

Lo avevo scritto già lo scorso anno riportando dei dati dell’Eurispes relativi al 2011: meglio polacchi che napoletani in quanto a stipendi.

Del resto, come già scrivevo, basta recarsi, di domenica o giovedì pomeriggio, in una delle ville comunali di una città della provincia partenopea per accorgersi che diminuisce il numero di badanti polacche in libera uscita. Un andamento lento che è iniziato con le prime migrazioni al contrario degli uomini che ritornavano in patria, ed investivano il denaro guadagnato per mettere su piccole aziende edili, con maggior profitto che in Campania. Seguiti successivamente dalle mogli consce del fatto che tenere a bada gli anziani locali, conto terzi, non era, ormai,  più tanto redditizio.

Il trend non si è modificato anzi ai napoletani si sono aggiunti i calabresi.

Secondo Eurostat, l’agenzia europea di statistica, nel 2014 il reddito di diverse regioni del sud Italia ha toccato un nuovo picco negativo. Campania e – soprattutto – Calabria risultano le aree più povere d’Italia, con un tenore di vita appena superiore alla Romania e inferiore rispetto alla Polonia. Nella prima regione il Pil pro capite arriva, in media, a 16.700 euro l’anno, mentre nella seconda è anche un po’ inferiore e si ferma a 16.100. (fonti: Eurostat, La Stampa).

A sorpresa è la Basilicata, il reddito più elevato, il valore è leggermente minore rispetto alla media greca. Va specificato che o dati tengono già in conto che il costo della vita può essere diverso, a seconda delle diverse aree d’Europa, e includono anche una stima dell’economia sommersa.

Vola la Lombardia con medie tedesche.

Insomma, le regioni

Ecco il quadro della situazione:

Schermata del 2016-03-09 13:45:58

Solo per inciso, nel bienni 2012-2013 la Polonia è cresciuta più dell’Italia, frutto anche di un migliore investimento dei fondi europei ricevuti. Il paese infatti, dopo l’adesione all’Ue avvenuta nel 2004, è stato quello che ha ricevuto più di tutti in termini assoluti. Nel periodo 2007-2013, ha ricevuto finanziamenti per 80 miliardi di euro, di cui 67,3 miliardi provenienti da fondi strutturali e di coesione, e 14 miliardi da finanziamenti per l’agricoltura

Solo a titolo di esempio a fronte dei 74 miliardi investiti, ben il 97,5% dei fondi della programmazione 2007-2013, c’è stato un ritorno, in contratti stipulati di circa 98 miliardi di euro, con 24 miliardi di utili.

Ed ora dopo aver incassato, costruiscono muri, dimenticando, di quando i migranti verso l’Occidente, erano loro.

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