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Antonio Troise: “così “r-esisto” alla ‘ndrangheta”

Un post molto interessante di Antonio Troise, sulla pedagogia della r-esistenza,tratto dal blog de L’Unità

Ecco un estratto:

C’è una cattedra contro la ‘ndrangheta nel cuore della Calabria. Le lezioni sono sul campo, nella piana di Gioia Tauro, a ridosso della villa del boss o in un campetto polvere e cemento fra le vele di Scampia. Corre da un punto all’altro del Mezzogiorno Giancarlo Costabile, 38 anni, calabro-salentino con la passione per il calcio e una fede per il Lecce. Tre anni fa, quando creò il primo corso in Italia di Pedagogia della R-esistenza (si scrive proprio così, con il trattino), ad ascoltarlo c’erano sette studenti. Quest’anno gli iscritti al suo laboratorio sono 500. E crescono a vista d’occhio. Ha un tono di voce mite, controllato, perfino troppo per un uomo che ha deciso di rompere tutti gli schemi accademici e combattere la criminalità con la forza della parola. E nient’altro: anche per questo ha rinunciato a ogni tipo di finanziamento pubblico, anche i pochi spiccioli previsti dalla vecchia riforma Gelmini (ed è quanto dire). E non è raro vederlo mentre attacca da sé i manifesti delle sue iniziative. “All’inizio gli studenti me li strappavano dalla bacheca per fare posto ai propri inviti. Poi, una notte, sono stato io a staccare i loro manifesti. E, così, hanno capito. Ora c’è spazio per tutti”.

E ancora:

“In questa regione, dove quotidianamente abbiamo a che fare con la mafia, non possiamo pensare di insegnare pedagogia raccontando ai ragazzi le teorie sul sesso degli angeli. Per questo i miei due modelli sono da una parte Paolo Freire e dall’altra Don Lorenzo Milani. E non ci limitiamo a fare i seminari. Alle mie lezioni partecipano pentiti, imprenditori minacciati che vivono sotto scorta, magistrari, insomma persone impegnate tutti i giorni contro la ‘ndrangheta, da Pino Masciari a Gaetano Saffiotti, l’imprenditore di Palmi che si è rifiutato di pagare il pizzo alle cosche. Spesso, in Calabria, denunciare equivale alla morte civile prima ancora che fisica ”.  Senza contare, poi, le lezioni “fuori sede”, nei luoghi ad alta concentrazione di criminalità, da Gioia Tauro a Scampia.

L’articolo completo

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