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“Bella la vita, Napoli”? L’operaio risponde a tono e viene licenziato.

La discriminazione territoriale non è solo il coro becero allo stadio. E’, piuttosto la riproposizione di quel coro che viene da lontano (“non si affitta ai meridionali”) nella vita quotidiana. E’ la continua assimilazione della provenienza geografica al concetto di delinquenza (“arrestati due italiani e un napoletano”, ricordate?) o ai comuni stereotipi da sempre tollerati nei confronti dei napoletani e dei meridionali.

Fatto è che, da qualche anno, la misura si è andata riempiendo. L’orgoglio e la consapevolezza lasciano il posto alle repliche e alla rabbia.

Così è accaduto che a Genova, secondo quanto riporta un comunicato della Fiom, presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Levante ed ha per protagonista un operaio quarantenne, di origini campane, sposato e con due figli.

Secondo quanto si è appreso l’uomo, un guardia ai fuochi (cioè addetto alla sicurezza antincendio) , da molti anni al lavoro nello stabilimento di Sestri, alla fine del turno notturno, una decina di giorni fa, si è avvicinato alla macchina timbratrice all’uscita dello stabilimento dove ha incontrato un capo reparto  (di un settore diverso dal suo) che lo avrebbe apostrofato con la frase (che la Fiom definisce “chiara provocazione razzista), “Bella la vita, Napoli” incalzandolo poi con altre considerazioni. L’operaio avrebbe risposto a tono, con frasi pesanti, concluse con un “vaffa”, ma senza che tra i due ci sia stato contatto fisico. Una guardia giurata avrebbe fatto rapporto. (fonte La Repubblica).

 

Il problema è che l’uomo oggetto della frase, è stato licenziato in tronco per insubordinazione. Insomma, curnut e mazziat, come diciamo alle nostre latitudini.

L’azienda conferma il diverbio tra i due, ma segnala che il caporeparto avrebbe stigmatizzato il fatto che l’operaio sarebbe arrivato davanti alla timbratrice già alcuni minuti prima delle 2.30, ora di conclusione del turno, e già cambiato.

“Resta il fatto che una vicenda del genere al solito viene risolta con una lettera di richiamo o un altro provvedimento di lieve entità” segnala il segretario della Fiom Bruno Manganaro. Evidentemente per il “napoletano” è stata fatta una eccezione.

In altri paesi, come ripeto spesso, ogni forma di discriminazione razziale, territoriale o di genere prevede sanzioni salatissime per chi le esterna. In Italia, no e così anche i cori da stadio vengono depenalizzati.

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