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Campi Flegrei: ma sarà sicuro “spertosare” la Solfatara?

Sul sito del Ministero dell’Ambiente è stata avviata la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per un progetto “sperimentale” di produzione elettrica, che prevede lo scavo fino a 800 metri di profondità di 5 pozzi (tre di produzione e due di reiniezione). Precisamente il titolo del progetto è “Realizzazione di un impianto geotermico pilota nell’area del Permesso di Ricerca “Scarfoglio” ed è proposto dalla società “Geoelectric srl” che fa riferimento, secondo lo Studio di Impatto Ambientale, ai gruppi Murena, Marconi e Fiore.

La denuncia è di Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei movimenti dell’acqua. E contemporaneamente di Franco Ortolani, geologo, che l’hanno lanciata quasi in contemporanea. Spiega De Sanctis: “Ma è normale pensare di localizzare un impianto geotermico per la produzione elettrica con iniezione di fluidi nel sottosuolo di una delle aree più rischiose, instabili e densamente abitate al mondo, la solfatara di Pozzuoli? Vi ricordate del bradisismo? E la zona di rischio vulcanico?”

POZZUOLI1

De Santis in particolare riporta un passaggio contenuto nella Sintesi Non Tecnica:

Anche le variazioni del campo di pressione sono significative (ovvero sopra la soglia teorica per generare sismicità indotta) soltanto in volumi molto ridotti, che difficilmente possono dar luogo a terremoti significativi. Considerata infatti sia la discontinuità strutturale che l’elevato livello di fratturazione dell’area, soprattutto nei primi 2 km di profondità, INGV e AMRA concludono che è “estremamente improbabile” che possano localizzarsi faglie sismogenetiche che coinvolgano l’interno volume interessato dalle maggiori variazioni di pressione. Tuttavia, nell’ipotesi che ciò possa comunque verificarsi, la probabilità del fenomeno sarà monitorata con l’installazione di una rete di sismografi a registrazione in continuo e controllo in remoto, posti in aree sensibili. In questo modo si andranno a registrare anche le minime interferenze sismiche, qualora presenti.

“Stiamo parlando  – osserva Augusto De Sanctis – di terremoti e si usano termini come “difficilmente” e “estremamente improbabile” che non escludono il verificarsi dell’evento… Però, se ciò dovesse accadere, è previsto un monitoraggio della probabilità del fenomeno! La produzione avverrebbe iniettando fluidi nel sottosuolo, praticamente accanto alla solfatara di Pozzuoli. La produzione energetica sarebbe limitata visto che l’impianto avrebbe una potenza di 15-18 MWe. Stiamo parlando della ZONA ROSSA individuata da tempo dalla Protezione Civile”. 

Dal canto suo Ortolani, in un incontro organizzato ieri ad Aula Flex, pure puntava l’attenzione su questi nuovi VIA richiesti, sottolineando l’incompatibilità tra una zona ad alto rischio vulcanico quale i Campi Flegrei e i permessi di ricerca geotermica finalizzati alla sperimentazione di impianti pilota.

“Gli impianti pilota – ha sottolineato Ortolani – prevedono l’estrazione di fluidi caldi profondi e la loro successiva reiniezione nel sottosuolo ad alta pressione. Le profondità di estrazione e reiniezione dei fluidi coincidono con quelle interessate dai fenomeni sismici naturali. E’ noto che la reiniezione ad alta pressione è elemento di ulteriore perturbazione del sottosuolo (può generare sismicità indotta) già interessato da sismicità naturale”.

Dunque in conclusione “è evidente che i permessi di ricerca di risorse geotermiche profonde sono incompatibili con i fenomeni naturali che già interessano l’area flegrea densamente abitata! Solo gli usi di risorse geotermiche superficiali senza prelievo e reiniezione di fluidi caldi sono compatibili in sicurezza. Stando così le cose, che aspettano i responsabili istituzionali a chiedere l’annullamento dei due permessi di ricerca geotermica Scarfoglio e Cuma? E’ evidente che le attività previste nell’ambito dei permessi sono incompatibili nei Campi Flegrei”.

Da qui la richiesta che siano cancellati i due permessi e anche quello di Ischia che ricade in un territorio con le stesse caratteristiche di rischio vulcanico e sismico.

Fonte: Lucilla Parlato su Identità Insorgenti

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