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Caro Mentana, anche De Filippo era Pulcinella

 
Io non lo so se voi credete al destino, alla fortuna, al Padreterno o forse se chiamate tutte queste cose col nome di San Gennaro, per carità lungi da me ogni anelito di blasfemia, fatto sta che ieri verso le 23 circa, o’ Patatern ha chiamato a San Gennaro e gli ha rivolto una di quelle espressioni che a Napoli si annusa ogni domenica pomeriggio o ogni lunedì mattina insieme all’aroma del caffè: Gennà cà fatt ‘o Napule?

In quel preciso istante San Gennaro ha spostato San Paolo, che non si perde neanche una partita del Napoli, e il pallone , calciato in porta dalle maglie nerazzurre,ha preso due volte il palo.

“Patatè ha vinto il Napoli 2 a 1”. Così è andata più o meno, solo che il Napoli stia lassù davanti alle squadre dei proprietari con i conti in banca nei paradisi fiscali, e degli editori dei quotidiani color confetto da battesimo, da un po’ fastidio e fa rosicare i tifosi italiani.

E fa imbestialire pure fior fiore di giornalisti radical chic progressisti liberal labourist.

Avete presente Mentana? Eh, ieri sera volendo zittire il collega Auriemma (ma tu vedi se mi tocca pure difenderlo, mannnagg!) che si agitava come al solito nell’orgasmo del suo essere tifoso un po’ da contingenze, non ha trovato di meglio che apostrofarlo con “uè Pulcinella, stai a posto tuo”.

Caro Mentana, paladino dell’antirazzismo a corrente alternata, dovresti sapere , che hai offeso ,in quel modo, non so quanto inconsapevolmente,  l’identità di un popolo, quello napoletano. Perchè Pulcinella quello è, lo Spirito hegeliano che si manifesta a Partenope, è la pancia e il cuore di una Nazione senza confini e di un popolo trattato come tale solo quando fa comodo a vendere copie e fare ascolti in TV.

Hai offeso noi e quella maschera che non a caso e senza retorica era lievemente poggiata sul feretro di Lucariello de Filippo.

Perchè la nostra maschera non copre, svela. Non nasconde ma mostra le ipocrisie e le velleità dei superbi e dei potenti (un tanto al chilo) che si sono manifestati a Napoli col piglio del conquistatore o del Prometeo di cartone foriero di presunta civiltà.

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