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“Caro Ministro Alfano, per questo ci sentiamo in guerra con lo Stato” firmato Antonio Marfella

Antonio Marfella, il dottor Antonio Marfella, che da qualche anno si batte contro l’avvelenamento della Terra dei Fuochi, dal proprio profilo Facebook, risponde al Ministro Alfano che oggi ha dichiarato che il Sud deve smetterla di essere in guerra con lo Stato Italiano.

Affermazioni dl sapore assolutamente apodittico, ben rintuzzate dalla lettera di Marfella che scrive:

Ministro Alfano, mi consenta di spiegarle perché ci sentiamo in guerra con
lo Stato Italiano.

L’altra notte al Rione Traiano, la vita di un adolescente napoletano è stata
spezzata da un colpo di pistola e la vita di un giovane carabiniere si è
comunque distrutta.

In questi giorni abbiamo subito dibattiti ed interviste infinite con spiegazioni
sociologiche varie e l’intervento, come al solito a gamba tesa, di chi , come
Salvini, pontifica dal Nord Italia.

Il Ministro Alfano, a conclusione,
afferma “Napoli, come intere zone del Sud, ha bisogno di un lavoro in
profondità che parta dalle scuole e faccia avvicinare la gente allo Stato – che
non può essere visto come un nemico – e alle sue regole».

Gentile Ministro Alfano, uomo che era
nato nel Sud, perche’ non volete vedere come e quanto, a partire dalla Unità di
Italia, ma soprattutto negli ultimi venti- trenta anni, avete fatto e state
continuando a fare per farci sentire in guerra con lo Stato italiano?

Noi qui ci sentiamo in guerra e ci
sentiamo costantemente , continuamente e con diabolica costanza , vessati da uno
Stato che non sentiamo essere la nostra espressione di governo, pur se altri
nostri figli indossano la divisa da Carabiniere.

Napoli, insieme a molti altri comuni,
ha una quota non insignificante della propria popolazione residente nella
cosiddetta “zona rossa” del Vesuvio, dove si stimano in non meno di 1.5 milioni
di morti il danno conseguente al prossimo risveglio del vulcano.

Risulterebbe cosi essenziale, in
questa zona, che uno Stato “serio” si preoccupasse non solo di programmare
improbabili azioni di evacuazione sapendo che dopo 15 minuti dall’allarme tutte
le strade sarebbero bloccate dal traffico, ma dovrebbe, con razionalita’ ed
ingegno, agire con precise azioni di governo in due sensi: disincentivare con
energia e rigore l’edilizia in zona rossa (e invece favorisce solo l’abusivismo
edilizio!) , e incentivare con energia e vigore tutte le possibili vie di fuga
e mobilita’ ma disincentivando la mobilità su 4 ruote a favore della mobilità
su 2 ruote, in grado di assicurare in tempi rapidi la necessaria e possibile
velocità di evacuazione.

Napoli ha un eccesso significativo di
auto circolanti (61/100 abitanti), rispetto a capitali europee come Parigi e
Berlino ( media 45) , ma soprattutto , circa un terzo di queste auto circolanti
risultano circolare illegalmente in quanto prive di assicurazione RCA
obbligatoria.

Sui napoletani, infatti, in modo del
tutto truffaldino ed illegale, come dimostrato da anni da tutti gli studi di
settore, si paga una RCA assolutamente spropositata rispetto a qualunque
nazione europea e a qualunque altra regione italiana, perche’ lo Stato italiano
non ci considera italiani, ma una colonia di incivili da mungere e vessare.

In questo senso e per lo stesso
motivo, anziche’ utilizzare lo strumento della leva assicurativa e fiscale per
incentivare acquisto ed uso dei mezzi a 2 ruote in zona rossa del Vesuvio, lo
Stato Italiano si comporta egualmente da truffatore e usuraio con noi
napoletani.

Io pago per uno scooter 250 cc per
andare a lavorare, oltre 800 euro/anno di RCA pur essendo da decenni in prima
classe!

Un adolescente che entra nel mondo
delle due ruote paga non meno del doppio o anche il triplo in funzione del
mezzo che intende comprare.

Basterebbe uniformare la RCA per gli scooter e solo per i cittadini
napoletani in prima classe RC nella zona rossa del Vesuvio, Napoli compresa, per
ottenere incentivi consistenti all’acquisto ed all’uso di mezzi piu utili in
caso di evacuazione, effettuando rigorosi controlli stabili con sequestro senza
ricorso dei mezzi e delle auto prive di assicurazione, per ridurre, senza altri
interventi, sia la circolazione auto che di conseguenza il traffico di oltre un
terzo nei medesimi comuni,Napoli compresa e soprattutto evitare una così
massiccia evasione dall’obbligo assicurativo!

E invece, risulta a tutti noi che la
maggioranza degli scooter che circolano a Napoli, specie e soprattutto nella “movida”
notturna e nei rioni poveri di Napoli, come rione Traiano, sono in gran parte
privi di assicurazione RCA, e quindi non potrebbero circolare!

Devono quindi essere
obbligatoriamente sequestrati, ma anche in virtu’ di questo comportamento
truffaldino dello Stato italiano a favore delle lobbies delle assicurazioni!

Poco si è detto, ma lo scooter che ha
forzato il blocco, prima che essere montato da tre persone senza casco, era o
meno privo di assicurazione RCA ?

E questo fatto da solo basta o no per
spiegare le motivazioni di adolescenti poveri per tentare di forzare il blocco
dei carabinieri, con tutte le tragiche conseguenze del caso?

E adesso invece su tutti i media passa
la solita immagine dei napoletani incivili, rivoltosi, senza casco, in tre
sullo scooter, ecc ecc.

Ma che lo Stato italiano approfitta
da decenni della nostra povertà, inciviltà ed ignoranza, truffandoci a favore
dei lobbisti delle assicurazioni amici dei politici di turno, non ne parla
nessuno?

Esattamente come per i rifiuti
industriali e tossici, lo Stato italiano ha bisogno della nostra inciviltà,
povertà ed ignoranza per favorire i propri amici lobbisti di riferimento!

E lei, Ministro Alfano, nato al Sud
ma da tempo parte integrante di questo Stato che umilia, offende e massacra il
Sud di Italia, cosa ha fatto sino ad oggi per rimettere in linea con i
parametri reali e secondo Giustizia questa truffa colossale sulla RCA a danno dei
poveri cittadini “italiani” (?) di quartieri come rione Traiano? E per
incentivare, e non bloccare, un tipo di mobilità, come quello su 2 ruote, utile
per salvare milioni di vite in zona vulcanica ad altissimo rischio?

Noi non ci sentiamo in guerra con lo
Stato Italiano, noi siamo consapevoli di essere in guerra con lo Stato italiano:
dalla mobilità ai rifiuti industriali e tossici, dalla evasione fiscale degli
industriali alla corruzione dei funzionari pubblici “italiani”.

Quando volete decidervi a stabilire
almeno una tregua? Prima che Napoli, come dimostra la sua Storia, scoppi nella
ennesima rivolta contro uno Stato invasore?

Parole e contenuti che ho avuto modo di esprimere personalmente anche dalle pagine di questo blog.

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