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Caro Toscani, anche Portici sarebbe stata fortunata se la storia…

Se mio nonno, buon anima avesse avuto tre palle sarebbe stato un flipper. Se avesse avuto quattro ruote probabilmente un’ utilitaria. Se Toscani Oliviero, pubblicitario, fosse nato a Portici o Scampia, come da lui stesso proferito, sarebbe stato un disastro.

Per fortuna è nato a Milano. Toscani, detto col massimo rispetto e stima, fa parte della schiera di intellettuali radical chic che fanno gli antirazzisti di tendenza, cioè si abbandono al flusso delle battaglie civili quando sono trendy, fashionable, cool. Ma poi si voltano con l’aria schifata e la puzza sotto al naso guardando il sud del proprio Paese. Anche con un certo fastidio.

A proposito, questo il commento del Sindaco di Portici Oliviero Toscani: “Sono fortunato a non essere nato a Portici o a Scampia”
“Parole che si commentano da sole. Da un uomo di cultura non ci si aspetta di ascoltare affermazioni dal sapore classista che appartengono alla sottocultura di un ceto privilegiato. Vorrei invitare Toscani a visitare il nostro territorio ma credo che non sarebbe in grado di apprezzare il senso di profonda bellezza che pur si sprigiona nella contraddizione perenne tra le vestigia del passato e le incoerenze del presente e soprattutto la fervida intelligenza che la gente del Sud è in grado di esprimere “

 E’ una tendenza ormai nota e conosciuta. Come, in questa settimana, ha fatto anche quella giornalista dell’Espresso col paragone tra bambini extracomunitari e bambini terroni per stilare la classifica dei più bravi, sulla base dei Test Invalsi. E l’impietosa sentenza: gli “extracomunitari” (per me restano bambini senza etichetta) a scuola sono più bravi di napoletani e siciliani. Proprio così, senza alcuna edulcorazione. perchè l’antirazzismo interno, non è coolfashion. Non è neanche un blando impegno manierista.

E allora voglio assecondare Toscani in questo gioco.

Anche Massimo Troisi, che è nato a San Giorgio a Cremano, comune attaccato a Portici, non sarebbe stato lui se fosse nato a Milano. E pure Pino Maddaloni, che a Scampia ha una palestra di judo, non sarebbe stato un campione olimpionico se fosse nato a Milano. Tatanka, Clemente Russo, se fosse nato a Milano, e non nella Terra dei Fuochi, avrebbe fatto il tronista e non il campione di pugilato. Forse il barbiere, chissà.

Anche Portici (detto senza retorica), se a qualcuno non fosse venuto in mente di fare l’Italia, avrebbe continuato ad essere il faro  del cosiddetto Miglio d’oro del settecento napoletano, custodendo una serie di ville tutte edificate da ricchi nobili partenopei che scelsero la zona per la bellezza dei paesaggi e per la salubrità dell’aria.

Poi la storia ha preso un altro corso. E ce ne siamo fatti una ragione. O forse no, perchè la storia non è un monolito. E neanche l’intelligenza.

PS: se Scampia non fosse stata la Scampia che intendete voi, nessuno c’avrebbe mangiato sopra con fiction e luoghi comuni. Forse manco i creativi e i pubblicitari. Che peccato eh?

 Ecco il video dal minuto 2:00 la parte interessata:

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