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“Che vergogna quei napoletani”, firmato la stampa italiana

SchermataL’informazione italiana è l’unica al mondo che vive di attribuzione geografica diminutiva dedicata ai protagonisti negativi delle vicende di cronaca. Se è meridionale ovviamente. Ho avuto più volte modo di scriverlo, come in questo caso.

A tal proposito,due parole, dopo aver rivisto il video più diffuso della settimana commentato Urbi et Orbi  in tutte le reti televisive. Strumentalizzando un povero Cristo, i napoletani ed una città. Pare che anche Rihanna in lingerie si sia stupita: ma che è sto scippatore è chiu bell e me?

Partiamo da una premessa, per me Benjamin, il ragazzo napoletano che ha sventato lo scippo al centro storico di Napoli non è nè “l’extracomunitario” nè “il povero mendicante africano” nè “l’immigrato”. E’ un individuo ed un cittadino di Napoli. Perchè egli stesso si definisce cittadino di Napoli, al di là di tutte le masturbazioni mentali sullo ius soli. Lo spirito di una comunità lo si vive a prescindere dalla schizofrenia del diritto e delle scelte della politica (Benjamin lo ha chiaramente dimostrato). E buona parte della stampa e di coloro che si sono serviti dell’episodio per fini prettamente politici ed ulteriormente discriminatori, sono gli stessi che “i negri ci rubano il lavoro” e che danno ampio spazio a campagne mediatiche di demonizzazione “dello straniero”. Ma Benjamin gli ha fatto comodo. Qualcuno ha addirittura scritto “tagliamo i fondi per la sicurezza a Napoli tanto vogliono vivere con la criminalità”. Giornalisti. E “l’extracomunitario” “immigrato” “povero mendicante africano” è di certo migliore anche di loro.

Se poi quello che dovrebbe essere il quotidiano di Napoli, specula sulla vicenda con titoli del tipo “L’extracomunitario sventa lo scippo, gli altri aiutano lo scippatore a scappare”, non sai più se si tratta di malafede o mediocre sciatteria nell’analizzare un fatto di cronaca.

Il video l’abbiamo visto tutti. Assunto che ai napoletani si richiedono doti da agenti di pubblica sicurezza (e, nel caso, evidentemente, fermare, anche a colpi d’arma da fuoco, vulgata vuole che tutti a Napoli girino armati, uno che fugge in scooter, per poi titolare “Napoli da Far west, linciato e ucciso rapinatore a colpi di pistola”, qualcosa del genere è stato scritto quando un giovane automobilista fermò due rapinatori investendoli ed uccidendoli con l’auto), c’è da dire che Benjamin è stato un esempio di coraggio, zelo, legalità e dedizione per tutti. Così come il vecchietto che ha scoperto la targa ed ha provato a bloccare il delinquente aggrappandosi al sellino. Invano ovviamente. Ma di costui e di quelli che hanno restituito la borsa alla signora, nessuno ha parlato. Anzi per alcuni quotidiani avrebbero (sic!!) “aiutato lo scippatore a scappare”. Il giornalismo d’una volta avrebbe cercato quelle persone, chiesto ai negozianti, piuttosto che dare per scontato una impressione che nei fatti non è completamente vera (un precedente cinguettìo, per fortuna modificato, recitava “L’extracomunitario sventa lo scippo, gli altri aiutano lo scippatore”, quasi a comunicare, nella forzata brevità di un tweet,uno scippo di massa)

Parliamoci chiaro, l’ipocrisia degli italiani s’è servita di Benjamin per ricordare (subdolamente) ancora una volta di quanto facciano schifo i napoletani e quanto in loro sia lombrosianamente connaturata la delinquenza e la sudditanza ad essa. Insieme ad una buona dose di omertà. Bastava dare un’occhiata ai commenti sui social network per trovare gli stessi che creano bufale sulle proposte di legge della Kyenge, insultare in partenopei in un crescendo di classifiche sul se sia meglio tenersi “i negri clandestini o i napoletani”. Proprio così.

Diffamando dei cittadini, di cui è ben visibile il volto e che da due giorni si vedono attribuire aggettivi, status e colpe che non hanno. Almeno non quelli che si sono fermati ad aiutare Benjamin e la signora e che hanno portato agli sviluppi positivi della vicenda. Ereditando, forse, responsabilità di altri episodi di cronaca che comunque non possono essere spiegati semplicisticamente con la visione di una manciata di minuti di una telecamera di sorveglianza.

Ma questo è il chiacchiericcio della stampa italiana. Per la cronaca il rapinatore è stato arrestato. Grazie anche a quel capannello di napoletani omertosi che percorrevano il decumano.

Lo ha raccontato un carabiniere a Rai 1 stamattina. Questi, sotto la scritta a caratteri cubitali  che recitava più o meno “UN EXTRACOMUNITARIO FA VERGOGNARE UNA CITTA”, ha detto che quella piccola folla ha poi bloccato un carabiniere in borghese della zona ed ha denunciato il fatto, riconoscendo e  facendo arrestare il criminale.

Aspetto che si son ben guardati dal sottolineare. Non avrebbe avuto senso. O’ napulitan è cammurrist.

Quest’ultimo, il delinquente, per le LEGGI ITALIANE, si troverà ben presto fuori delle patrie galere ad esercitare impunemente le proprie attività di scippo. E la gente del luogo se lo ritroverà davanti.

Un lettore mi segnala anche una precisazione comparsa quest’oggi su Repubblica

«Eppure quel video non racconta tutta la verità», afferma l’architetto Stefano Di Benedetto,
che alla scena dello scippo era presente, e che vuole
raccontare la sua versione della vicenda. Senza nulla togliere al gesto di Benjamin. Ma «restituendo alle persone che erano presenti la dignità negata loro dalle immagini che li presentano come sordi e muti dinanzi all’aggressione». Quanti erano in via Capitelli al momento dello scippo, racconta Di Benedetto, «non sono rimasti affatto immobili. Alcuni
hanno inveito contro l’aggressore, sono volate parolacce e insulti. La signora aggredita,
forse temendo un crescendo di violenza, diceva “lasciatelo andare”. Nessuno di quanti
erano lì è rimasto insensibile a quanto accadeva. Un signore ha preso la targa del motorino, io sono corso a chiamare i vigili che erano poco lontani, l’anziano
che dal video sembra dare una pacca sul braccio dello scippatore gli ha, in realtà, inveito
contro. Ma tutto questo dal video non si evince». Nessuna
indifferenza, secondo l’architetto. «L’unica cosa che non abbiamo fatto, e ne sono
orgoglioso e contento, è non averlo a nostra volta aggredito, non averlo linciato» insiste.
Sottolineando, infine, che lo scippatore «era una persona smarrita, era in pigiama, sembrava sotto l’effetto di qualche droga».

E allora ben vengano i Benjamin, che sarà ricevuto dal sindaco, ne abbiamo bisogno. Clandestino o no, perchè in questa Italia, terroni e napoletani siamo come lui, nello stesso calderone del pregiudizio: extracomunitari, negri e clandestini. Stessa faccia, stessa razza.

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