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Colpo di scena: mancano i soldi per il “Patto per il Sud”

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Patti per il Sud? No, pacchi per il Sud. I soldi promessi e sbandierati all’elettore buon selvaggio meridionale, non ci sono.

Così Pino Aprile parla di questa incresciosa scoperta sul proprio profilo Facebook:

Due bravi giornalisti de “Il Fatto”, Carlo Di Foggia e Marco Palombi, sono andati a spulciare nella “Relazione sugli investimenti pubblici”, stilata dal ministero dell’Economia, nelle mani di Pier Carlo Padoan, e hanno scoperto che vi si dice, papale-papale: se davvero si vogliono mandare avanti i lavori previsti nei patti per il Sud, bisogna trovare i soldi, perché non ce ne stanno, a partire da subito (1,1 miliardi sui 9 sino al 2018).

È quello che succede quando compri pentole fallate da uno che strilla alla sagra della ribollita: quando vai a casa e scarti il pacco, ti accorgi che ti hanno fregato. Ora, per evitare una colossale figura renziana, il governo dovrà raccattare soldi da qualche parte. Da dove, vattelappesca, se lo stesso ministero alle Infrastrutture di Graziano Manolesta Delrio, nella sua relazione, fa l’elenco (impressionante) delle opere già in corso e rimaste senza quattrini o ridotte a zero virgola (persino le strafinanziate e coccolate opere inutili lombarde, come la Pedemontana che va ad aggiungersi a una già deserta autostrada Brebemi, Brescia-Bergamo-Milano).

E non ci sono soldi per aiutare le famiglie che non riescono a pagare l’affitto; non ce ne sono per Vigili del fuoco e le forze dell’ordine; e appena 74 milioni sono stati impegnati dei 9 miliardi annunciati contro il dissesto idrogeologico (altro “Grande Piano” di Sua Eccellenza il Capo del Governo mai eletto, ma nominato per capriccio dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, iscritto, secondo “Massoni”, a una loggia di destra statunitense, dal 1978, quando era comunista).

Insomma, chiacchiere al vento di dilettanti allo sbaraglio che, invece di dedicarsi alla soluzione dei problemi, li aggirano puntando tutto e solo su un referendum e riforme costituzionali scritte da un macellaio e da un cervello che il mondo ci invidia (la ministra Maria Elena Boschi).

Ah, dimenticavo: e si fa il Ponte sullo Stretto. Dice. Chi? Lui, quello dei “patti”, del “Grande Piano contro il dissesto idrogeologico” e presidente del Consorzio della mozzarella di Mondragone (con tutte le bufale che partorisce…).

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