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Contrabbando: sequestrato in Piemonte lo stabilimento delle Yesmoke

Non ditemelo che non ve lo avevo detto. Poco più di una decina di giorni fa vi raccontavo di come, nell’Area Flegrea, fosse stato dato il via libera ad uno dei più vecchi e collaudati welfare latenti di questo paese: il contrabbando di sigarette. Con tanto di “bancarielli” e vendita al dettaglio organizzata come si deve.

Vi avevo anche detto che il marchio più diffuso nella vendita era quello dell’italianissima “Yesmoke” con un competitivo rapporto qualità/prezzo rispetto agli altri produttori.

Ora avevo sviluppato una apparentemente bizzarra idea che mi ero fatto in testa a furia di raccogliere le varie sentenze dei “mio cuggino ha sentito che…”mio cuggino mi ha detto che”, e cioè che non sempre la vendita di merci originali sottocosto o del falso così simile al vero da sembrare vero, sia completamente staccato da chi in qualche modo realizza la merce, con tutte le licenze e le autorizzazioni del caso.

Addossare le responsabilità a prescindere a contrabbandieri, camorristi e falsari è sempre cosa buona e giusta ma i padroni del vapore sono sempre all’oscuro di tutto? Secondo me no ed avanzavo questa ipotesi anche nel post di una decina di giorni fa. Tesi complottiste?

Oggi leggo su la Stampa:

Sequestrato per contrabbando lo stabilimento Yesmoke di sigarette a Settimo Torinese

Mi inoltro nella lettura:

Sono finiti in carcere i due amministratori della Yesmoke, Carlo e Gianpaolo Messina, il procuratore della società, Paolo Arpellino, e il manager Oscar Parisi. A domiciliari anche due segretarie addette alla contabilità. La finanza stima evasione di accise per 70 milioni di euro e Iva per 20 milioni. Ciò è stato possibile con movimenti fasulli di merci in società extraeuropee addirittura in Trasnistria, lo stato fantasma tra Moldavia e Russia, crocevia di ingenti affari oscuri. Tramite l’Olaf sono state coordinate indagini tra Belgio, Polonia, Slovacchia, Germania. Eseguite 10 perquisizione in Italia e 12 in Germania.

Anche tra il 2012 e il 2013 in diverse città le forze dell’ordine furono sequestrati grandi quantitativi di tabacco Yesmoke pronti per essere distribuiti fuori dal circuito dei monopoli.

Così come per il traffico di rifiuti speciali e tossici, anche per quelli illeciti che hanno per oggetto la compravendita di merci altrimenti considerata (normalmente) e qualificata come legale e lecita, c’è una vasta zona di grigio fatta di collusioni ed acquiescenze. La mia idea? Non sempre quella merce costa meno perchè frutto di rapina. Non sempre costa meno perchè è dannatamente uguale all’originale anche se (ufficialmente) non lo è.

 Aggiornamento:

Ricevo dalla Yes Smoke e pubblico. Una buona notizia soprattutto per i lavoratori e le persone oneste.

Yesmoke, continua a produrre presso il proprio stabilimento di Settimo Torinese.

Sottolineiamo che i fatti illeciti ad oggi contestati riguardano le condotte di talune persone fisiche e non attengono ai prodotti che Yesmoke produce e commercializza.

L’azienda continuerà ad implementare il mercato nazionale e rafforzare il proprio marchio, difendendo i suoi principi.

La Yesmoke e i suoi dipendenti si sentono ancora più motivati di prima di continuare per la propria strada, portando avanti tutte le politiche aziendali e le qualità di un marchio italiano consolidato, difendendo il proprio lavoro.

Collaborando pienamente con l’Amministrazione giudiziaria incaricata, garantiremo ai nostri consumatori, sostenitori e collaboratori la filosofia e la qualità del prodotto di sempre.

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