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Così Renzi s’è inventato un torneo per distribuire risorse alle Università

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Pensavo fosse una boutade, una sciocchezza. Poi mi sono detto, e no, su ROARS, così attenti all’informazione sulla ricerca universitaria di idiozie solitamente non ne scrivono.

E, infatti, pare proprio che non sia una castroneria.

La redazione di Roars lo chiama Renzi University Trophy e lo presenta così:

In un contesto di cronico sottofinanziamento, aggravato dai tagli dell’ultimo quinquennio, la Legge di Stabilità inaugura un “Torneo VQR” in cui alcuni dipartimenti riceveranno un premio non indifferente (da 1.080.000 a 1.620.000 Euro annui), mentre altri rimarranno a bocca asciutta. Ma chi vince e chi perde in questo Renzi University Trophy (RUT)?

Rovistando nelle pieghe del sito ANVUR, abbiamo rintracciato quanto serviva per condurre una simulazione realistica dell’intero torneo, ottenendo lista e premi dei 180 dipartimenti vincitori. Non mancano le sorprese: nel girone IUS, vengono  premiati i giuristi di Messina, mentre quelli di Padova rimangono al palo. Ma il punto scottante è un altro. Dietro la cortina fumogena della gara meritocratica, il RUT nasconde un piano quinquennale molto chiaro: 1,06 miliardi di Euro agli atenei del Centro-Nord, contro soli 154 milioni di Euro a quelli del Sud. Ma, dopo tutto, sono soldi in più, obietterà qualcuno. Non è nemmeno detto che lo siano, perché sono promessi a partire dal 2018. Se non arriveranno, i premi del RUT verranno presi dall’FFO e l’effetto netto sarà il travaso di 200 milioni dal Sud al Nord. Ma da dove spunta questa brillante idea del torneo dei dipartimenti?

Una classifica internazionale di questo tipo è in voga tra gli economisti che sono arrivati addirittura a sviluppare una sorta di fanta-calcio dipartimentale (IDEAS Fantasy League). Un simpatico onanismo, pseudoscientifico ma innocuo (le dicerie sulla cecità sono altrettanto infondate quanto la bibliometria anvuriana). Il problema è che qualche consigliere di Renzi ha pensato di convertirlo in un metodo di allocazione delle risorse. Creando un mostro talmente sgangherato che …

Vi anticipo alcune delle conclusioni:

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Le prime quattro posizioni sono occupate istituzioni universitarie statali ad ordinamento speciale, che godono pertanto di un trattamento di assoluto favore rispetto agli atenei “normali”. È pure interessante notare che per incontrare un ateneo meridionale bisogna scendere fino alla 17-esima posizione (Sannio) e che gli atenei del Sud si affollano nella coda di chi ha premi pro-capite bassi o nulli. Ma della ripartizione territoriale dei fondi RUT dobbiamo discutere più estesamente nella prossima sezione.

E ancora:

Vediamo ora come si ripartiscono i premi RUT.

premio_totale

«Tesoro, mi si è ristretto il Sud!» verrebbe da dire. In effetti, i numeri parlano chiaro. Il premio totale annuo, che risulta essere pari 242 M€ (inferiore, pertanto, ai 270 M€ menzionati nell’art. 43), si ripartisce come segue:

  • 133 M€ – Nord (55%)
  • 78 M€ – Centro (32%)
  • 31 M€ – Sud (13%)

Mentre il Centro ottiene un premio grosso modo paragonabile alla sua quota dimensionale (32% del premio contro 34% dei soggetti valutati), il Sud perde 17 punti percentuali (13% del premio contro 30% dei soggetti valutati) a favore del Nord che, infatti, ne guadagna 19 (55% del premio contro 36% dei soggetti valutati).

Se volete leggere in maniera precisa (l’articolo è piuttosto lungo e complesso) come funziona il RUT, una sorta di ludi gladiatorii universitari  (così li definisce Umberto Izzo che ne conia anche il motto «AVE MIUR ET ANVUR, MORITURI VOS SALUTANT!»che distribuirà 1 mld di euro circa al centro Nord e 150mln al Sud, cliccate al link sottostante:

ROARS

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