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Cuoco italiano scrive “Napoletani Zingari” nella scuola di cucina di Mosca

La notizia lascia davvero esterrefatti e viene denunciata dal club Napoli a Mosca, al quotidiano online Parallelo Quarantuno:

È il caso di Mosca, dove alle pareti di una delle scuole di cucina italiana della capitale russa il cuoco bresciano Roberto Bruno ha appeso la scritta “Napoletani zingari”, fotografandola e mettendola su Facebook. Nonostante le reazioni degli utenti russi e italiani, lo chef, noto per organizzare pranzi e cene a casa sua e per aver partecipato a un’iniziativa di beneficenza, ha rivendicato il gesto, rincarando la dose “Per evitare chiacchere inutili. Questa frase l’ho scritta io.Vorrei anche aggiungere che se a Mosca ci fossero meno napoletani la città sarebbe più pulita.Chi non è d’accordo può cancellarsi immediatamente dalla lista dei miei amici.

(parallelo quarantuno)

Ecco l’immagine di Parallelo Quarantuno, a dimostrazione del fatto che il “coro da stadio” è soltanto l’apice di una cultura razzista che ha ormai, ben attecchito in questo paese, diventando becero orpello di cultura d’esportazione.

Immaginiamo che, per coerenza, il cuoco in questione eviti di preparare tutti i prodotti tipici della cucina partenopea..o No? DIte che poi avrebbe poco da insegnare? Può darsi..

La cucina è arte meticcia per definizione. Aperta, libera, anarchica. Figlia di popoli diversi che ne hanno stratificato gli aspetti. In Italia poi, dove la varietà genetica testimonia presenze e commistioni secolari, ancora di più.

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