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“Diamo un calcio alle ecoballe” nella Terra dei Fuochi

Nella centrale piazza Matteotti di Giugliano lunedì 23 giugno la Rete Campana per la Civiltà del Sole e della Biodiversità (RCCSB) ha illustrato il suo progetto per fare del sito delle ecoballe di Taverna del Re la sede di un parco solare dove produrre ogni anno 180 milioni di kW di energia pulita, al servizio della comunità locale. In alternativa ad un inceneritore che nessuno vuole e che costerebbe il doppio, le Piramidi del Sole progettate dalla RCCSB sono un modo eccezionale per rilanciare l’immagine molto compromessa della zona, per dare slancio all’economia locale e per cambiare radicalmente strada sul terreno del decentramento delle scelte in materia di energia. Con manifesti, cartelloni esplicativi e perfino con un modello che simula l’installazione della struttura con pannelli fotovoltaici sulle famigerate ‘ecoballe’, realizzato dall’ing. Di Tommaso, gli attivisti della Rete hanno illustrato ai cittadini presenti in piazza caratteristiche ed enormi potenzialità di questa innovativa proposta.

 «E’ gravissimo che la L.R. N. 1/2013 da allora sia rimasta del tutto inapplicata dalla giunta Caldoro – ha dichiarato il vice presidente Ermete Ferraro, in apertura dell’incontro pubblico – perché così si tradisce la volontà dei 15.000 cittadini che l’hanno sottoscritta e degli stessi consiglieri regionali che l’hanno votata. Ma il rilancio della legge sul solare in Campania non passa solo per la necessaria apertura di una vertenza col governo regionale: richiede anche maggiore coinvolgimento e partecipazione delle forze politiche, sociali e culturali e di tutti quelli che credono nella forza della cittadinanza attiva».

Negli altri interventi della Rete – svolti da Anna Maria Cicellyn, Roberto Braibanti e Giuseppe Buono – si è ribadito che la realizzazione di questo progetto comporterebbe enormi benefici ambientali ed economici, visto che l’energia prodotta potrebbe essere utilizzata direttamente dai cittadini di Giugliano, o anche per la riqualificazione naturalistica di quell’area, a partire dallo smaltimento delle tonnellate di ecoballe che vi sono state assurdamente accumulate e vi giacciono da molti anni. L’iniziativa della RCCSB, fra l’altro, risulta perfettamente omogenea alle finalità del progetto M2RES dell’Unione Europea, che finanzia la riqualificazione di aree degradate, installandovi centrali per produrre energia dal sole.

Si sono poi registrati gli interventi di Lucio Righetti (Movimento campano dei cittadini per un piano alternativo dei rifiuti); dei rappresentanti di S.E.L. (il segretario locale Antonio Russo ed Aldo Pizzo) e del Movimento Cinque Stelle (il parlamentare Salvatore Micillo e Giovanni Caruso). Tutti hanno espresso sostanziale favore per il progetto della RCCSB, per la sua valenza ed in quanto compatibile con le soluzioni di smaltimento delle ecoballe che siano alternative alla loro termodistruzione.

L’incontro con la comunità di Giugliano è stato chiuso dal Presidente della RCCSB, Antonio D’Acunto, il quale ha sottolineato che da questo confronto deve scaturire un’azione comune perché la Regione attui la legge sul solare in Campania e soprattutto affinché il progetto delle Piramidi del Sole sia condiviso ed appoggiato dal maggior numero di comitati e forze politiche. «La Civiltà del Sole – ha concluso D’Acunto – richiede uno sforzo comune per combattere le potenti lobbies delle fonti fossili, che vorrebbero impedire la programmazione energetica decentrata ed imporre il loro modello. Un progetto ‘mondiale’ come quello che proponiamo non solo trasformerebbe le famigerate ecoballe di Giugliano in vere ‘Piramidi del Sole’, ma sarebbe anche un eccezionale esempio di riappropriazione dei suoi beni comuni e delle sue risorse, compreso il Sole, da parte della comunità locale».

La RCCSB chiederà quanto prima d’incontrare il Commissario straordinario del Comune di Giugliano, dott. Giuseppe Guetta ed è intenzionata ad aprire una vertenza con la Giunta Regionale della Campania, cui il vice presidente del Consiglio, on. Antonio Valiante, ha già rivolto un’interrogazione, finora senza risposta, sulla mancata attuazione della LR 1/2013.

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