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“È agli elementi africani ed orientali (meno i Greci), che l’Italia deve, fondamentalmente, la maggior frequenza di omicidii in Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre la minima è dove predominarono stirpi nordiche (Lombardia)”

Chi ha pronunciato la frase di cui sopra? Lo scoprirete leggendo il resto

Riporto l’estratto di un interessante  intervento del professore Gennaro de Crescenzo, a proposito dell’ultimo libro uscito che nega una certa propensione razzista dello stesso Lombroso:

[…]E così Lombroso “non si era accanito contro i meridionali”, “non avallava teorie antimeridionali e neanche il museo”… Eppure lo scienziato veneto-piemontese passò diversi mesi in Calabria per studiare le razze locali al seguito dell’esercito schierato contro il “brigantaggio”. Eppure fu lui ad elaborare la ridicola teoria del dualismo razziale con “l’Italia dolicocefala mediterranea e quella brachicefala del settentrione” (la prima portata naturalmente a delinquere). Eppure fu proprio lui a scrivere “È  agli  elementi  africani  ed  orientali  (meno  i  Greci),  che  l’Italia  deve, fondamentalmente,  la  maggior  frequenza  di  omicidii  in  Calabria,  Sicilia  e  Sardegna, mentre  la  minima  è  dove  predominarono  stirpi  nordiche  (Lombardia)”. Eppure per Lombroso il calabrese presentava il carattere della tribù e costituiva un attentato continuo alla sicurezza degli altri. Eppure sempre lui, perito di parte del soldato (calabrese) Salvatore Misdea che aveva ucciso diversi commilitoni nel 1884, ancora sosteneva l’importanza della “barbarie del paese d’origine e della famiglia”. Eppure è storicamente innegabile che fu Lombroso il primo ad associare le idee di meridionali/briganti/criminali e che mai prima di allora qualcuno aveva diffuso quel tipo di associazione (tuttora attuale e diffusa). Eppure fu un suo seguace, il siciliano Niceforo, a teorizzare l’esistenza della razza maledetta… In questo senso, allora, la studiosa “nativa” autrice di quest’ultimo libro, tra gli estimatori (anche meridionali) del Lombroso, è in buona compagnia e non ci sorprende più di tanto la scelta di pubblicare questo libro con quel curatore e con quelle dichiarazioni rese a mezzo stampa… Eppure quelle “suggestioni lombrosiane” arrivano direttamente fino alle teorie antisemite del nazismo… Eppure la testa di quel povero calabrese se oggi “è diventato il totem del razzismo antimeridionale”, per un secolo e mezzo e fino ad oggi (con tanto di sala ad esso dedicata nel museo torinese) diventò il simbolo, il totem dell’inferiorità dei meridionali in un contesto politico che subito dopo l’unificazione e durante la guerra del “brigantaggio” (e per certi aspetti fino ad oggi) trovava nell’inferiorità dei meridionali le motivazioni per le feroci repressioni e per la mancata risoluzione delle questioni aperte dopo il 1860 e tuttora irrisolte (v. i tanti e recenti libri che vorrebbero dimostrare che “è tutta colpa del Sud”). Del resto furono i Colajanni, i Salvemini o i Gramsci stessi a denunciare quest’uso che di quelle teorie veniva fatto (v. nota). “Brigante” o meno che fosse, i resti del povero Villella, allora, e ancora di più se si trattava di un semplice ladro (ma resta il mistero sulle motivazioni per le quali, se fosse stato un semplice ladro, fu deportato a 1151 km dal suo paese…), simbolo troppo carico di significati, ormai, dovrebbero essere restituiti al Comune che li richiede per assicurargli semplicemente una degna sepoltura e chiudere una pagina orribile della nostra storia.

Dicevano di Lombroso:

Napoleone Colajanni (1898) si indignò contro “le stolte teorie dei superuomini e delle super-razze, che segnalano la razza maledetta non alla progressiva trasformazione, ma alla distruzione…  nessuno ha fatto tanto uso e abuso di questa forza misteriosa e l’ha fatta intervenire nella spiegazione dei fenomeni sociali con tanta leggerezza quanto la famosa scuola di Antropologia criminale… La teoria della ‘razza maledetta’ fu un romanzo antropologico che pure influenzò l’opinione pubblica del Nord”.

“È noto quale ideologia sia stata diffusa in forma capillare dai propagandisti della borghesia nelle classi settentrionali: il Mezzogiorno è la palla di piombo che impedisce i più rapidi progressi allo sviluppo civile dell’Italia; i meridionali sono biologicamente degli esseri inferiori dei semibarbari o dei barbari completi, per destino naturale” (Antonio Gramsci, 1926).

“Nel Lombroso si riscontra la sostanziale equiparazione tra brigantaggio meridionale ed una primordiale ferocia animale” (D. Palano, Il potere della moltitudine)

“Sergi, Rossi e Niceforo, riprendendo e sviluppando le argomentazioni di Cesare Lombroso e della scuola di antropologia criminale fondata da quest’ultimo, ripropongono l’alternativa dei meridionali criminali, barboni, oziosi di questa razza inferiore” (V. Teti, La razza maledetta);

Per Ettore Ciccotti quel pregiudizio antimeridionale era una sorta di “antisemitismo italiano” (1898).

Fonti:

Pierluigi Baima Bollone, 1992, Cesare Lombroso, ovvero il principio dell’irresponsabilità, S.E.I., Torino
Rivista di discipline carcerarie, anno XV, 1885
Congresso ed esposizione d’Antropologia criminale, dalla Rivista di discipline carcerarie, anno XV, 1885
Catalogo Lombroso strumenti di tortura, 1874, a cura di G.B. Piani
Rivista di discipline carcerarie del 1897, sezione Varietà, p. 559
Circolare n. 272 del 25 gennaio 1932, diretta ai Direttori degli Stabilimenti di Prevenzione e di Pena del Regno
Roberto Vozzi, Tipografia delle Mantellate, 1943
Roberto Vozzi, Autorità di polizia, autorità giudiziarie, militari, coloniali, musei storici nazionali o regionali, archivi d Stato, 1943
Catalogo di G. Colombo (2000), La scienza infelice, con prefazione di Ferruccio Giacanelli, Bollati Boringhieri
Lombroso, 1894, Bulferetti, 1975
Bulferetti L. 1975. Cesare Lombroso. Unione Tipografico-Editrice Torinese. UTET, Torino.
Ciani I., Campioni G. (1986) La scienza infelice di Cesare Lombroso. In: I pregiudizi e la conoscenza critica alla psichiatria (Giorgio Antonucci Ed.) Coordinamento Editoriale di Alessio
Colajanni N., Per la razza maledetta, Roma, 1898
Colajanni C., Settentrionali e Meridionali, Roma, 1908
Coppola Cooperativa Apache srl – Roma  
Colombo, Giorgio – La scienza infelice : il Museo di antropologia criminale di Cesare Lombroso / Giorgio Colombo ; introduzione di Ferruccio Giacanelli – Torino – 2000
Gramsci A., La questione meridionale, Roma, 1926
Lombroso C. L’uomo delinquente. Torino: Bocca; 1878.
Lombroso C. L’uomo di genio. Torino: Bocca; 1894.
Lombroso C. 1873. Studi clinici ed antropometrici sulla microcefalia ed il cretinismo con applicazione alla medicina legale e all’antropologia. Tipi Fava e Gragnani. Bologna.
Lombroso C. 1872. Sulla statura degli italiani in rapporto all’antropologia ed all’igiene.
Lombroso C. 1880. La pellagra in Italia in rapporto alla pretesa insufficienza alimentare. Torino.
Lombroso C., Ferrero G. 1893. La donna delinquente. La prostituta e la donna normale. Torino. L. Roux.
Mazzarello P. 1998. Il genio e l’alienista: la visita di Lombroso a Tolstoj. Ed. Bibliopolis. Napoli.
Miraglia B.G., 1847, Cenno di una nuova classificazione e di una nuova statistica delle alienazioni mentali, Aversa.
Palano D., Il potere della moltitudine, milano, 2002
Rondini A. 2001. Cose da pazzi. Cesare Lombroso e la letteratura. Ist. Edit. E Poligr. Internazionali. Pisa.
Vito Teti, “La razza maledetta. Alle origini del pregiudizio antimeridionale”,  Manifestolibri, Roma, 1993

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