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E’ stato un napoletano a inventare gli Stati Uniti d’America

La passione civile di Filangieri l’aveva spinto a credere che la felicità dei popoli fosse raggiungibile attraverso il cambiamento delle leggi, la repubblica, la democrazia, la liberalizzazione delle istituzioni politiche e civili.

Ma l’elemento grandioso, per il quale dovremo per sempre essere grati agli Stati Uniti è l’affermazione di quel diritto al perseguimento della felicità mai prima sancito in alcuna Carta o Dichiarazione.  Chi ne è il padre? La Dichiarazione d’indipendenza ha un padre napoletano. Nell’ottobre 1999 era mio ospite nella casa di Monte San Quirico, nel verde della bella collina lucchese, un amico americano, un sociologo di Oxford. (..che mi diede, ndr)  una notizia straordinaria e per me completamente nuova: la Dichiarazione aveva avuto una precedente stesura che in quel punto cruciale recitava: «L’uomo ha diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà». L’inserimento di quest’ultimo diritto (come disse il mio amico) era nato da una proposta di John Locke che, tuttavia, non aveva convinto Benjamin Franklin, il padre della Rivoluzione americana. Questi fece allora qualcosa di straordinario. Inviò una delegazione di due ambasciatori in Italia, con la bozza della Dichiarazione, l’atto di nascita di quella nuova nazione, e la missione di incontrare chi avrebbe saputo completarla.

L’articolo:

E’ stato un napoletano a inventare gli Stati Uniti d’America – dichiarazione d’indipendenza, stati uniti, 4 luglio, gaetano filangeri, napoletano – Libero Quotidiano.

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