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Eboli cancella la strada dedicata a Lombroso

E’ il Comitato No Lombroso a darne notizia con un comunicato:

” Il Comitato No Lombroso, riconoscente ai Cittadini ed alla giunta di Eboli rende nota la: Delibera (Atto N.70 del registro data 24/03/2011) della Giunta Comunale di Eboli, presieduta dal Sindaco Martino Melchionda, inerente la cancellazione del toponimo Cesare Lombroso. Un grazie di cuore a tutti i Sottoscrittori della petizione che hanno consentito questo importantissimo risultato a favore della Dignità dell’Uomo in generale ed alla rivalutazione di quella del SUD in particolare.
Forza con le sottoscrizioni fino alla vittoria!”

 

Eboli si libera di questo fardello, dunque con un’azione iniziata ben 4 anni fa quando tre cittadini ebolitani avevano scritto al Sindaco  Martino Melchionda per chiedere di cambiare il nome ad una strada. Quella strada è stata intitolata a Cesare Lombroso.

Ecco alcuni estratti del testo della missiva inviata dai tre al sindaco, nel novembre del 2010:

I suddetti cittadini, riportando di seguito le dovute motivazioni, ritengono questa intitolazione oltre che un oltraggio all’intera realtà meridionale anche una offesa alla comunità scientifica e chiedono, quindi, che si ponga, al più presto, rimedio tale ingiustizia.

Di certo Il Sindaco e la Giunta sono bene al corrente di quale sia stato il ruolo, nell’ambito sociologico e antropologico, del Dott. Lombroso, e certamente saranno al corrente dello scempio perpetrato, nel nome della ricerca scientifica (ma che in realtà di scientifico aveva ben poco), di parecchie centinaia di corpi di poveri meridionali. [..]

Sicuramente è ben chiaro il vulnus che il suddetto Lombroso rappresenta per la Comunità Scientifica italiana data l’assoluta ascientificità del suo lavoro, sottolineata dai successivi studi e dalle moderne teorie educative e di riabilitazione sociale, così come è ben nota l’assoluta infondatezza dei risultati da Lui raggiunti; è quindi lapalissiana l’insussistenza di meriti sufficienti affinché venga reso onore alla memoria del suddetto.

Il punto centrale di tale insussistenza è certamente legata ai presupposti scientifici del Lombroso che, partendo dagli studi di Francis Galton sulla criminalità innata, sviluppò la sua teoria “dell’uomo delinquente nato”. Secondo questa teoria esisterebbero degli individui che, a prescindere dal contesto sociale in cui vivono, svilupperebbero tendenze a delinquere. […]

Pur di avallare la sua tesi e per poter “condurre ricerche approfondite” il Lombroso si recò in Italia meridionale convinto della inferiorità genetica degli autoctoni

E’ infatti ben documentata la partecipazione del Lombroso, nel 1861, alle spedizioni piemontesi in Calabria in veste di “consulente medico” nella campagna di repressione del brigantaggio. Qui ebbe modo, e soprattutto ebbe a disposizione, moltissimo “materiale” per approfondire i suoi studi che consistevano, in linea di massima, nel misurare le dimensioni dei crani di moltissimi contadini calabresi uccisi durante gli scontri per l’annessione del meridione al Regno di Italia.

Tali misure, proprio perché simili a quelle risultate dalle stime dei crani di alcuni noti criminali, indussero il Lombroso a considerare i Calabresi, e di lì tutti i Meridionali, “delinquenti per natura“ perpetrando, successivamente, un’opera di mistificazione sul meridionale criminale.

Tratti somatici, ritenuti atavici, furono considerati indice di una primitività della popolazione calabrese che quindi era, oltre che naturalmente propensa a delinquere, anche incapace di equipararsi culturalmente ed intellettivamente alla popolazione piemontese.

È chiaro che la conseguenza di tale presupposto scientifico fu un sempre maggiore atteggiamento di ghettizzazione di noi meridionali predisposti, geneticamente, a delinquere.

Senza soffermarci su quelli che sono stati poi risvolti sociali di tali teorie e senza tirare in ballo quelle che sono le quotidiane prese di posizione di alcune conventicole antimeridionali, si ritiene doveroso evitare che tali posizioni vengano menzionate anche solo attraverso il nome di uno dei suoi fautori nella toponomastica urbana. [..]

Lo scorso mese la conclusione della vicenda con la cancellazione della intitolazione a Lombroso nel comune di Eboli.

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