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Ecomafia: i dati del 2012 e un’analisi interessante

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De L’Extraterrone:

L’altra giorno ho assistito allo spettacolo indecoroso della trasmissione di Porro su Rai 2 in cui l’argomento della serata era “il problema dei rifiuti in Campania”.
E’ ovvio che un personaggio come Porro e un ospite come Oscar Giannino non sono stati un biglietto da visita credibile per una questione così grave.

Ma la vergogna trasmessa dalle reti nazionali non ha avuto confini, soprattutto nei confronti della gente di Giugliano (in collegamento esterno) esasperata per quanto subisce quotidianamente da 30 anni nel silenzio assordante di uno Stato cieco.
Porro & Co., invece di discutere del dramma dello smaltimento illecito di rifiuti tossici provenienti dalle aziende del Nord, ha trasformato il dibattito in una farsa su come i campani siano incapaci di gestire i rifiuti “urbani”. Il problema non sono le migliaia di tonnellate di rifiuti tossici che quotidianamente vengono ritrovate nella Terra dei Veleni o nei mari della Calabria, ma l’assenza di inceneritori e di impianti per il trattamento delle “scorze di mellone” e dei “sacchetti di plastica”. Ovviamente i personaggi in questione erano totalmente allo scuro dei dati di Legambiente sui “Comuni ricicloni”.

Ma torniamo ai dati. In tabella ho riportato i reati accertati connessi allo smaltimento illecito dei rifiuti nel 2012 ed il totale degli illeciti rilevati dal 2000 al 2012. Dall’analisi dei reati degli ultimi 13 anni il dato che più mi ha colpito è la variazione tra il 2003 ed il 2004. Le infrazioni accertate, infatti, passano da 1.763 a 4.073 su scala nazionale e da 828 a 2.105 al Sud. I valori riportati, rappresentano i “reati accertati” e non quelli effettivamente compiuti. Praticamente, lo Stato Italiano, dopo 30 anni di letargo, si è svegliato soltanto nel 2004.
Un altro dato interessante è quello relativo alla variazione 2008-2009, anni in cui si passa da 3.911 infrazioni a 5.217 (da 2.042 a 2.995 al Sud, con Campania, Calabria, Sicilia e Puglia ai vertici). Probabilmente l’inizio della crisi economica ha spinto molte aziende a “risparmiare” sui costi di smaltimento. Nel complesso, dal 2000 al 2012, sono stati commessi 50.532 reati dei quali il 53% al Sud.
La situazione è allarmante e non credo che potrà migliorare senza una presa di coscienza e di posizione dei cittadini.
Le dichiarazioni del Ministro della Salute Lorenzin (“i tumori in Campania sono dovuti allo stile di vita dei cittadini”), del Commissario Bondi (“i tumori a Taranto sono dovuti ad alcool e fumo”), il fallimento del SISTRI (il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali del Governo), la causa contro Di Bello in Lucania (reo di aver smascherato le connivenze politiche per coprire l’inquinamento del territorio), il silenzio dei media nazionali sull’audizione di Don Patriciello e del Dott. Marfella sulla Terra dei Veleni alla CE, il mancato recepimento dell’Italia delle direttive sui reati ambientali sono la prova del totale disinteresse delle Istituzioni. Non so se lo Stato agisca con “coscienza” o meno, ma non riesco a non pensare che probabilmente avere una “discarica” in casa conviene molto di più che badare alla salute di una parte dei propri cittadini. (L’Extraterrone)

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