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El Pais affascinato dall’Alta Murgia: un viaggio alla scoperta di se stessi

«Efectivamente, la Murgia es una tierra extraña. Una tierra pedregosa cuyo carácter, seco y a la vez hospitalario, recuerda al temperamento de La Mancha española» in questo modo, stabilendo un collegamento tra la Mancha spagnola e la Murgia pugliese, Maruxa Ruiz Del Arbol, giornalista dell’inserto periodico “El Viajero” allegato del quotidiano El Pais ha trasformato un viaggio che presentasse la Puglia ai propri lettori in un percorso alla ricerca di se stessi.

Un po’ come accade a tutti i viaggiatori che si avvicinano al Sud per cercare qualcosa di altro da sè, finendo, poi, per ritrovare la propria anima.

Il parco nazionale dell’Alta Murgia istituito nel 2004, è una area naturale protetta situata in Puglia, nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani.Ha un’estensione di 68.033 ettari.

Tra le principali attrazioni del parco va annoverato Castel del Monte, uno dei più famosi castelli dell’intero meridione italiano. Di particolare interesse naturalistico sono la Foresta Mercadante nel territorio di Cassano delle Murge, la cui estensione è di circa 1800 ha, il Pulo di Altamura, rappresentante la più grande dolina carsica del territorio nonché la valle dei dinosauri, sempre nel territorio altamurano. Altri luoghi d’interesse sono le Gravine, tipiche morfologie carsiche della Murgia ed il Bosco Difesa Grande nel territorio di Gravina di Puglia, una grossa massa forestale di oltre 3000 ettari e rappresentante uno dei complessi boschivi più importanti della Puglia. Particolari sono gli jazzi, costruzioni rupestri utilizzate durante i periodi di transumanza, frequenti soprattutto nel territorio di Andria, Ruvo, Minervino e Spinazzola (fonte: Wikipedia)

Proprio all’interno dell’articolo riportato nell’inserto El Viajero, il presidente del parco rivela tutto il proprio entusiasmo per la rinascita del luogo e la sua forte vocazione naturalistica e paesaggistica:«Anni fa arrivare sulla Murgia era come arrivare nel nulla».

D’accordo anche la giornalista che fa notare come negli ultimi anni proprio in molti territori dell’Italia meridionale la riscoperta dei territori stia conducendo alla ribalta aree prima anonime ai più che, invece, grazie alla ricchezza di biodiversità e risorse, portano allo sviluppo turistico dell’intera regione.

Qualcuno avverta i fan dell’estrazione del petrolio…Vuoi vedere che quei “quattro comitatini” hanno ragione?

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