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Lo “scoop-inchiesta” de L’Espresso? Vecchio di 3 anni. Intervista esclusiva del Lazzaro

Per chi come il sottoscritto vive nella Terra dei Fuochi, lo “scoop inchiesta” de l Espresso , anticipato da una pubblicazione del governo americano pubblicato da il Mattino, non è poi una novità. Vivendo a ridosso di quelle terre, comprese tra le province di Napoli e Caserta, abitate dai militari americani, sapevo che quello studio è vecchio di almeno tre anni.

Così, stamattina, ho deciso di sentire il parere di un conoscente, all’ epoca dei fatti, generale italiano presso l’organizzazione del patto atlantico, a Napoli.

Buongiorno generale,lei che acqua beve?

Rigorosamente quella del rubinetto,del resto se anche la Asl ieri ha rassicurato i cittadini…

Che ruolo aveva all’epoca dello studio Usa?

Allora ero l’host nation adivisor e tra le altre cose sono anche un medico quindi ho modo di parlare con cognizione di causa.

Mi conferma che questo studio è a conoscenza degli Stati Uniti e delle istituzioni italiane da almeno tre anni?

Non ho ancora avuto modo di leggere l’articolo del settimanale,mi sono state riferite alcune anticipazioni ma se è quello che credo,  nulla di nuovo. Allora (a seguito dell’ennesima emergenza rifiuti a Napoli) proprio su iniziativa degli americani, ovviamente preoccupati, partecipai ad un incontro dove c’era il vice di Bertolaso, rappresenanti del Comune di Napoli , del Consolato americano, dell’ Arin (l’azienda che gestisce le risorse idriche a Napoli e provincia,ndr) ed altre persone di cui non ho memoria, proprio per discutere del dossier.

Ho saputo, tra le altre cose, che nell’articolo si parla di persone che hanno lasciato le loro abitazioni, proprio per i timori derivanti dalle acque inquinate. Se è l’episodio di cui ho memoria io, si tratta di militari che si sono trasferiti comunque nella medesima area, quindi versosimilmente il loro trasloco sarà stato dettato da altre ragioni.

Cosa ne pensa?

Lo studio è serio e fatto bene, solo che viene utilizzato “impropriamente” , del resto se la Asl ieri ha ribadito che non ci sono ragioni di preoccupazione, un motivo ci sará, non crede?

Cosa intende dire?

Vede, da quanto mi sembra di capire, ciò che l’inchiesta non dice, o almeno non si evince, e che il dossier statunitense non si riferisce alla qualita dell’acqua così come “esce” dall’acquedotto e giunge nelle case dei cittadini, ma a quella di pozzi artesiani, verosimilmente non proprio autorizzati, che alimentavano alcune ville ed alcune abitazioni date in locazione alle famiglie americane in zone ben determinate (e note alle autorità) di alcuni comuni tra Napoli e Caserta.

La generalizzazione crea solo un inutile allarme, di cui non si avverte la necessità.

Pozzi artesiani di case abusive, forse?

Questo deve chiederlo alle amministrazioni locali dei Comuni su cui le abitazioni insistono (sorride)

La popolazione è preoccupata per i valori delle sostanze che sono state trovate all’interno delle acque..

Guardi, proprio a proposito delle quantitá di arsenico, presente nell’acqua, ancora oggi alcuni amici, allora ai vertici della base Nato, ne sorriridono perché ad un incontro alla NATO dopo che avevano sollevato il problema e ne parlavano preoccupati, gli feci notare che l’acqua che era sui tavoli e che gli americani distribuivano, prodotta da una nota multinazionale americana, probabilmente conteneva più arsenico di quella dei rubinetti.

L’arsenico rilevato nell’acqua di certe zone rientra abbondantemente nei parametri di legge ed è comunque inferiore a quello contenuto nell’acqua minerale di una notissima azienda del nord che esporta moltissimo all’estero.

Questa vicenda, per quanto ne sappia, per gli americani è già risolta da un pezzo.

Del resto credo basti tradurre in maniera appropriata dall’inglese per rendersi conto che nel dossier si parla chiarametne di pozzi e serbatoi. Se non ricordo male era esplicitamente indicato.

Poi, se l’autore dell’inchiesta vuole, sono a disposizione per ulteriori approfondimenti o per un confronto.

Tanto rumore per nulla?

Beh non direi, è evidente che il problema sul l’inquinamento della Terra dei Fuochi esista, ma non bisogna creare ulteriori allarmismi, tra l’altro non sempre giustificati, visto che c’è già di quanto preoccuparsi.

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