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Eugenio Scalfari: l’Unità d’Italia fu un’occupazione piemontese, “perfino” il Regno di Napoli era più ricco.

Immagino che probabilmente,a parte l’apparente ovvietà del titolo, non crediate ai vostri occhi leggendo il titolo, ma è proprio così. Quando autori come Pino Aprile si sono lontanamente avvcinati all’argomento sono stati tacciati di sudismo e “neobobbonismo”.

Cosìmentre tanti testi scolastici mescolano luoghi comuni, elementi lombrosiani, sociologia spicciola, antropologia di seconda mano ed elementi storici “a casaccio”, Eugenio Scalfari in un lungo faccia a faccia con Umberto Eco, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di quest’ultimo, “Numero Zero” pubblicato da Bompiani, esterna (finalmente anche lui) un pensiero che per tanti illustri radical chic sarebbe uscito dalle fogne del meridionalismo.

Anche  Scalfari, finalmente, sdogana quanto in tanti, ormai, e molto pochi all’inizio, vanno scrivendo non per amore di monarchia o nostalgismo, ma semplicemente per creare una memoria che non elevi una impresa ad un panegirico manicheo, da un parte i “buoni” ed i virtuosi che sono rimasti tali, dall’altra i perenni cattivi. Senza speriamo essere tacciato di neoborbonismo, Scalfari ricorda che il Regno di Napoli era più ricco e potente del Piemonte, ipotizzando che l’unità d’Italia sarebbe stata sicuramente diversa se fosse stato il “Regno di Napoli ad occupare l’Italia — invece è stato il Piemonte, con mentalità savoiarda, e Cavour parlava francese. . .” Pertanto, Scalfari continua, “lo Stato, gli italiani lo hanno detestato” dal primo momento.

Ecco il video, la parte interessata ed interessante dal minuto 8:00:

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