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Expo: dopo i bronzi vogliono pure un “Caravaggio” napoletano

Più che l’Expo sembra una televendita di opere d’arte sulle reti private, dove il tizio con la “erre moscia” cerca di piazzare quadri ed amenità varie a chiunque rientri nelle prime cento telefonate. Dalla Lombardia, un andirivieni verbale di richieste di beni archeologici, senza precedenti. Mah.

Dopo la richiesta dei bronzi di Riace, di un pò di roba di Pompei, oggi interviene addirittura la Curia di Milano e la Santa Sede che vorrebbero in Lombardia , per l’Expo, alcune opere di Caravaggio (di proprietà del Pio Monte di Misericordia di Napoli), custodite ed esposte a Napoli, le Sette Opere di Misericordia.

Nella diatriba la presa di posizione della deputata PD Giovanna Palma: «tentativo di scippo al popolo napoletano».

Credo che in fondo, le opere d’arte andrebbero ammirate, ove possibile, sempre nel contesto in cui si trovano, dove vengono custodite da secoli, nell’ambiente dove si sono impregnate degli umori e delle caratteristiche del luogo che in fondo le hanno rese quelle che sono.

E alle prime cento telefonate un cd di “Gigione & Donatello” col brano di successo “O ball dò cavallo”.

 

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