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Forum Confindustria: al Sud senza infrastrutture non si cantano messe

  Fino a quando lo scrivevamo sui blog, l’accusa di piagnone che si dedicava alla deplorevole arte del vittimismo, era sempr dietro l’angolo. Dopo qualche anno però, grazie anche ad illustri professionisti che hanno accesso al consesso di Confindustria, gente come Viesti che non è un professore terrone tout court, ma è stato allievo del professore Onida alla Bocconi, gente che ha credito ai canali mainstream dell’operoso Nord, certe tematiche e certe denunce hanno conquistato pure l’uditorio di Cernobbio dove ha luogo il consueto forum di Confindustria.

Dopo aver snocciolato i dati sule percorrenze dei vagoni di Trenitalia, giù al Sud, dati e percorrenze che ben conosciamo e che ho avuto spesso modo di pubblicare su queste pagine, Viesti ha chiaramente detto che senza investimenti infrastrutturali, il sogno del turismo al Sud resta pura utopia.

«L’economia del Mezzogiorno è incompleta. La naturale propensione a integrarsi con le altre economie ha, nel caso del Sud rispetto al Nord, una profondità rilevante. Un punto di Pil del Sud attiva 0,4 punti di Pil del Nord» ed ancora: «Se vogliamo dare al Mezzogiorno un futuro – riflette Viesti – dobbiamo provare a orientare lo sviluppo economico sui servizi e soprattutto dobbiamo ragionare in termini di sistema». Ed infine «Fabbricare automobili a Pomigliano d’Arco e a Melfi  ha un grado di complessità limitato alla gestione delle fabbriche, alla logistica e all’approntamento di un minimo di rete di subfornitura. La costruzione di una cultura dei servizi, per esempio nel turismo, è assai più articolata. Devi elaborare un sistema dei valori. Devi sostenere un sistema dell’accoglienza. Devi creare un sistema dei collegamenti, appunto con la rete di trasporto composta dai treni che si integri con gli aeroporti collegati a loro volta con gli hub internazionali. Devi rendere fertile il sistema dell’impresa» (fonte: Il Sole 24 Ore).

Qui sotto una infografica de Il Mattino dell’ottobre 2014 che fotografa bene la situazione delle ferrovie:


Quindi l’adagio: “potrebbero campare di turismo” è il rifugio di una classe politica inconcludente ed impotente se continuerà a bloccare progetti di infrastrutture ed opere pubbliche davanti ad una catena montuosa.

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