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Gli archeologi che muoiono tra i cantieri della Tav nella Terra dei Fuochi

Un sito archeologico ogni 500 metri, nelle vaste campagne tra Lazio e Campania, dove sorgono i cantieri della Tav Roma-Napoli.

Luoghi in cui team di archeologi hanno affondato ed affondano i propri piedi, nei terreni fangosi, a volte colmi di chissà cosa.  Fatto sta che gli archeologci che hanno lavorato in quei cantieri Tav pare abbiano una particolare propensione ad ammalarsi di cancro.

Il coordinamento scientifico dei lavori è della Soprintendenza che valuta e approva anche i curricula dei singoli archeologi. «Molti di noi si sono ammalati e qualcuno è morto – spiega l’archeologa Lidia Vignola, lanciando l’allarme –. È difficile perfino fare una conta perché molte malattie collegate al lavoro che abbiamo svolto si manifestano con il passare del tempo. So che ce ne sono tanti anche in altre parti d’Italia. Uno dei colleghi più cari che ho è morto di cancro proprio qualche mese fa». Il racconto di Lidia è sconvolgente: gli archeologi lavoravano affondati nel terreno avvelenato a contatto costante con polveri di amianto, con le ruspe in azione che sollevavano terreno in continuazione. «Le stime di Ana Campania (sezione regionale dell’associazione nazionale archeologi) contano già tre morti per cancro tra i 500 archeologi che si sono alternati al lavoro sulla tratta campana della Tav. – spiega Tommaso Conti, presidente di Ana Campania – È chiaro che come accade per gli ammalati di tumore della terra dei fuochi non si sa se sarà dimostrabile un nesso causale tra le condizioni di lavoro svolto sulla Tav per l’archeologia preventiva e le malattie e i decessi. Vorrei fare un appello a tutti i colleghi che hanno lavorato in queste zone di tenere sotto controllo la loro salute perché molte patologie possono manifestarsi anni dopo e insorgere in maniera latente e silenziosa.(fonte Corriere della Sera).

Agghiacciante. Forse anche gli archeologi hanno stili di vita sbagliati. Per 80 euro lordi, che se non andavano a lavorare non ricevevano perchè pagati a giornata. A volte anche di notte, se c’era una scoperta importante, illuminati dai fari delle auto.

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