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Svizzera: ha accento napoletano, non può lavorare

 

La notizia arriva dalla Svizzera ed ha ad oggetto un nuovo episodio di discriminazione.

Almeno così racconta la sua esperienza la diretta interessata.

«Sono rimasta sbalordita» racconta la 40enne che, in Italia, ha lavorato per tre lustri nel telemarketing gestendo anche una propria agenzia a Torino. «Ho sempre fatto il mio lavoro con gratificazione e ottimi risultati, ma qui sono stata giudicata a prescindere. Mi hanno fatta parlare 20 secondi, il tempo di ascoltare l’accento. Come se non mi avessero già sentita per telefono e non ci fosse scritto sul curriculum, che sono di Napoli. E poi nelle vendite quello che conta è la serietà, la dialettica… lo dico per esperienza».

Vallo a spiegare all’azienda. «E’ stata una decisione basata su riscontri avuti in passato, non abbiamo alcun pregiudizio verso i meridionali» spiegano. Per Dario Cadenazzi dell’Unia, il principale sindacato del Ticino «simili episodi sono da condannare fermamente, anche se finora non erano mai arrivate segnalazioni del genere». Il momento è delicato: «purtroppo la xenofobia e il razzismo nei confronti di lavoratori immigrati o frontalieri hanno gioco facile nel nostro cantone, vista la pressione sul mercato del lavoro nostrano generata alla crisi italiana».

Che dire? Non ci resta che apprendere in maniera intensiva l’idioma altoatesino e sbianchettare qualche generalità sulla carta d’identità. Del resto, penseranno gli Svizzeri, se non godono di stima in patria, perchè dovremmo dare loro credito noi?

I napoletani puzzano..rubano..lavorano poco. (a proposito, ringraziamo vivamente i media italiani).ed ecco che lo stereotipo diviene materia di discriminazione.

L’articolo completo:

Ha accento napoletano, non può lavorare – Corriere del Mezzogiorno.

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