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I Calabresi se li porta via il vento…

 

Un bell’articolo di Gioacchino Criaco per “In Aspromonte”, racconta il fenomeno, che sa di transumanza, dei calabresi (ma dei meridionali tutti) che a fine agosto rientrano al nord.

E’ melodramma, retorica, letteratura sorpassata e consolatoria. Ma è un pianto a ogni estate per i tanti che vanno e i pochi che restano e prima o dopo andranno o sono già andati in una vita precedente.  E’ la Calabria delle valige sempre pronte, dei treni di terza classe, delle macchine stipate, che anche senza i bastimenti di un tempo è una umanità in travaglio e transumanza. La personificazione di Odisseo. Avremo peccato tanto in passato e ora peniamo in un viaggio che appare infinito.  I calabresi di agosto, tanti, sono quelli non riusciti, che ci riempiono la testa di cose mirabolanti che esistono solo nella loro testa. I calabresi riusciti, pochi, arriveranno in settembre, o ci sono stati a giugno, evitano la calca e quasi non si fanno vedere, per loro non esiste l’autunno. I calabresi partiti per forza e che rientrano non avendo altra scelta sono come le foglie d’autunno, se li porta via il vento. 

In Aspromonte I CALABRESI SE LI PORTA IL VENTO » In Aspromonte.

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