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I Verdi contro l’Osservatorio Vesuviano: via i vertici. Siete d’accordo?

Pur difendendo la professionalità di un ente scientifico, non può passare sotto silenzio (come sta succedendo in questi giorni) il fatto che chi è preposto al monitoraggio delle aree sismiche del nostro Paese commetta degli errori, se ne accorga (sollecitato da altri studiosi) e li rettifichi con 4 giorni di ritardo.

Tanto più se certe incongruenze erano già state poste in evidenza da alcuni vulcanologi nell’immediatezza del sisma di Ischia (Ortolani, Boschi, Luongo).

Interpellata, l’INGV mi ha risposto che certi calcoli sono suscettibili di rielaborazione e correzione. Non comprendo allora per quale motivo vengano diffusi a tutta la popolazione, in maniera approssimativa nell’immediatezza dell’evento (alimentando il repertorio di complottisti e complottari), e non soltanto agli enti preposti alla Protezione Civile (cui pure è stato consegnato un dato completamente errato sull’epicentro del sisma). Perché lasciare noi, volgo ignorante, ad elaborare l’esegesi del dato ogni volta che ci viene offerto?

I Verdi hanno deciso di chiedere la testa dei vertici dell’Osservatorio Vesuviano (e perché non anche quello dell’Ingv?)

Un intervento assolutamente tardivo, come confermato anche dal professore Giuseppe Luongo, ex direttore dell’Osservatorio, e da numerosi esponenti della comunità scientifica, che ha contribuito a criminalizzare la comunità ischitana e che ha fatto perdere di credibilità il più antico osservatorio vulcanologico del mondoIl corretto monitoraggio delle aree sismiche e vulcaniche della nostra regione – si legge ancora nella nota dei Verdiè condizione indispensabile per mettere in atto adeguate politiche di prevenzione e sicurezza dei territori oltre ad avere un forte impatto sulla serenità delle popolazioni e sul tessuto commerciale di molti comuni della provincia di Napoli. La credibilità dell’ente di monitoraggio è fortemente compromessa così come l’immagine di Ischia anche a causa di dati divulgati assolutamente sbagliati. Eppure ogni anno vengono spesi milioni di euro per svolgere queste rilevazioni.

Per questo chiediamo che sia riattivato immediatamente l’Osservatorio di Casamicciola, realizzato dopo il terremoto del 1883 la cui ristrutturazione è stata finanziata dalla Regione Campania (leggi qui). Ringraziamo, infine il professore Luongo per essere intervenuto personalmente all’incontro con i cittadini e con gli amministratori comunali, portando un contributo fondamentale per fare chiarezza sull’accaduto e su cosa si deve fare per mettere in sicurezza il territorio e supplendo alla disinformazione scientifica di questi giorni”.

PS: il 15 giugno scorso il sistema dell’INGV aveva “prodotto” un inesistente terremoto 5.1 in provincia di Macerata. In quel caso “ l’errore sarebbe stato determinato da un malfunzionamento di sistema che ha determinato una errata lettura dei dati: in realtà alle 5:17:46″ la scossa realmente avvenuta è stata di magnitudo 1.6 con epicentro 1 km a nord di Pieve Torina (Macerata).
Il terremoto non è stato avvertito dalla popolazione e non ha determinato alcun danno. L’indicazione della scossa 5.1 è rimasta ben visibile ed evidenziata in grassetto sul sito dell’Ingv per oltre mezzora. Poi è stata cancellata e sostituita con quella di magnitudo 1.6.
Secondo quanto si apprende da fonti della Protezione civile delle Marche, un terremoto di magnitudo 5.1 sarebbe effettivamente avvenuto nei minuti concomitanti alla scossa di magnitudo 1.6 registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) a Pieve Torina (Macerata), ma nelle Filippine: questo potrebbe aver causato una sovrapposizione di dati che ha generato l’errata indicazione sul sito web dell’Ingv.”

 

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