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I visitatori dell’Expo? Come il quarto segreto di Fatima

foto di Terroni di Pino Aprile.

Quanti visitatori sta macinando l’Expo di Milano? Mistero. Pino Aprile, dalla propria pagina Facebook così commenta quello che non esita a definire “il quarto segreto di Fatima”.

Cronache di drammatica comicità dal Paese dei pazzi: continua l’embargo di fatto sui dati di affluenza e di incassi della (mezza) Expo di Milano. Non vengono fornite le cifre sul numero di visitatori, sui biglietti pagati (appena il 40 per cento di quelli spacciati per già venduti) e, come potete leggere nel post poco più sotto, ripreso dal solito Fatto, per evitare che si scopra quale grande (in)successo è l’Expo, sono diventati segreti anche i numeri di biglietti del metro e le quantità di spazzatura e cibo avanzato.

È attualmente in corso un vertice fra Maroni“PrimailNord”, presidente della Lombardia, sindaco di Milano, presidente della Provincia e responsabile del KGB per la piazza di Milano, per decidere se sia il caso di segretare l’esistenza della città di Milano e lasciare “in chiaro” solo l’Expo, per evitare che la gente continui ad andare a Milano, fottendosene della fiera.

A maggio gira voce che siano stati (de)portati all’Expo gli incolpevoli studenti, per fare numero, eppure mancano all’appello quasi un milione di ingressi, rispetto alle previsioni. A giugno, il piano segreto del comitato segreto prevede il dirottamento all’Expo dei treni di pellegrini per Lourdes, in cambio di una coroncina gratis da far benedire.

E sarebbe stata prevista una leggera deviazione dei giapponesi che arrivano a Bari con voli charter, per andare a vedere Matera: il treno ad alta velocità Bari-Matera sarebbe diventato Bari-Expo-Matera. Poi, qualcuno ha avvertito i pianificatori del successo meneghino che 37 treni veloci (quanti ne sono stati programmati per l’Expo, con lo sconto del 20 per cento) non ci sono in tutto il Sud; a parte un paio di linee, i treni veloci non ci sono per niente, al Sud; e a Matera non c’è proprio il treno di Trenitalia, manco lento, manco a spinta umana, manco bestiame, avendo un lieve ritardo di un secolo e mezzo.

Fra le iniziative collaterali segrete del comitato segreto (quello a piede libero; un po’ di dirigenti sono assenti giustificati, perché in seduta permanente, a parte l’ora d’aria, a San Vittore e altre carceri della zona) c’è quella di offrire l’ingresso gratis ai dipendenti e titolari dei locali di Milano costretti a chiudere, perché, pur di incrementare gli scarsi ingressi, l’Expo apre di sera e ruba aficionados de la movida alla città.

Progetto segreto dei membri del comitato segreto dell’Expo clandestina è invitare tutti i loro parenti, pur acquisiti, di settimo grado e con liti familiari in corso, per l’anniversario del proprio matrimonio, anche se cade in altre date, anche se sono divorziati, anche se non sono sposati, dando loro appuntamento in un locale dell’Expo, per costringerli a passare dai tornelli e fare numero.

Una paraculata (ma tenete il segreto, vi prego; pensatevi controllori della metropolitana a cui chiedono: «State vendendo qualche biglietto in più del metro, per l’Expo?» e rispondete: «Perché, si paga a Milano, in metro?») su cui il comitato segreto della pagliacciata segreta sta riflettendo è di mandare anonimamente a “Chi l’ha visto?”, messaggi degli scomparsi che rivelano di essersi nascosti fra i padiglioni dell’Expo (senza specificare quale dei due…), in modo che l’afflusso di parenti, cronisti, curiosi, teleoperatori… incrementi il numero dei visitatori.

Ok, temo che questo modo paradossale sia rimasto l’unico per occuparsi della penosa faccenda. Non so in quale Paese mai sarebbe passata senza conseguenze una gestione di evento pubblico, stra-ultra-iper-pagato da tutti, per fare la figuraccia che abbiamo rimediato su scala planetaria (grandi opere non fatte, padiglioni completati a Expo iniziata da settimane; quello della Lombardia, chiuso e rifatto…), con Ciccio, Franco e Pappagone che devono segretare pure la monnezza per non far sapere cose che, con il rilevamento automatico ai tornelli, dovrebbero essere note minuto per minuto! Non è una fiera internazionale (vengono persino da San Marino!!!), è il quarto segreto di Fatima.

 

Ma ci pensate cosa avrebbero scritto Corriere della sera, Repubblica, Libero, Giornale, Stampa e gli altri campioni della libertà di informazione, se queste assurdità (i termini sarebbero altri, ma lasciamo perdere) le avessero fatte De Magistris, Crocetta, Emiliano, a Napoli, Palermo, Bari? E cosa non sarebbe stato capace di indossare il tale che non avendo nulla da dire con la testa, deve ridursi a farselo scrivere sulle felpe? E i talk-show “di denuncia” degli inflessibili censori di scooteristi in due senza casco e caffé senza scontrino che offendono la civiltà occidentale?

 

Il segreto sui biglietti del metrò, dell’Expo, del monnezzò e del chennesò! Non dico vergognatevi (per quello ci vuole una faccia), ma almeno da ridere vi viene? Immaginate di doverlo raccontare a un amico di New York (noi, vi dice quello, con il freedom of information act, possiamo chiedere e ottenere, online, documenti già top secret sull’omicidio di J. F. Kennedy), o di qualsiasi altro Paese. L’Italia è già 72ma nella lista della libertà di informazione, preceduta da Paesi in cui la democrazia è quella del machete; ora abbiamo speranza di scivolare sotto Piùschifolandia.

Suggerisco uno scoop a giovani cronisti: piazzarsi dinanzi all’Expo e contare, per tutto un giorno, gli ingressi. Poi pubblicare. Già…: dove? Ricordo la battuta di uno storico direttore del Corriere della sera, Mario Missiroli: «Per scrivere certe cose, mi ci vorrebbe un giornale».
A proposito: Giuseppe Sala, il commissario per l’Expo, pare che poi voglia candidarsi a sindaco di Milano. Finalmente una persona seria: lui non lascia mai le cose a metà…

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