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Il bluff dei 450 mln di euro per la Terra dei Fuochi

20140305-085758.jpgIn principio fu mandato l’esercito per risolvere il problema dei roghi tossici nella Terra dei Fuochi. Volontà inutile e velleitaria, le perplessità che ebbi modo di esprimere risultarono fondate: i roghi tossici non si sono mai spenti. Del resto cosa avrebbero dovuto o potuto fare i militi?

Ora però è tutto a posto: il governo ha stanziato 450 milioni di euro per la Terra dei Fuochi. A parte il fatto che la cifra sarà, nei fatti, di gran lunga inferiore a quella dichiarata, ma si rivelerà un rimedio peggiore del male.

Lo spiega Padre Maurizio Patriciello dalle pagine di Avvenire:

Leggiamo che il governo ha stanziato 450 milioni di euro, per risolvere il problema della “terra dei fuochi”. Va detto subito che questo denaro servirà solo a smaltire le maledette “ecoballe” che in modo vergognoso e irresponsabile furono ammassate a “ Taverna del re” a Giugliano, nel Napoletano, durante le emergenze tra il 2000 e il 2009. “Ecoballe” che di “eco” non hanno mai avuto niente. Al contrario, nessuno, fino a oggi, è in grado di dire con esattezza che cosa contengono per davvero. La colossale menzogna delle “ecoballe”. Finalmente si parte? A rischio di ripeterci, abbiamo il dovere di ricordare che per “ Terra dei fuochi” si intende la fascia di territorio a cavallo delle province di Napoli e Caserta, dove era ed è possibile imbattersi in enormi roghi di fumi neri come la pece e puzzolenti come la peste. Roghi sui quali bruciavano, e bruciano tuttora, in particolare gli scarti di industrie che lavorano in regime di evasione fiscale. Le migliaia di scarpe, borse, vestiti, cappotti, giubbotti e tanta altra mercanzia, fabbricati in nero, producono pericolosi scarti che per forza dovranno poi essere smaltiti in nero. È risaputo che diverse industrie del nord Italia, per risparmiare sul costo dello smaltimento, complice una legislazione che ha consentito e ancora consente di imbrogliare, affidano a intrallazzieri disonesti i loro rifiuti da occultare da qualche parte.

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