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Il falso mito della Cassa del Mezzogiorno

Tra gli argomenti forti contro il Sud sprecone, c’è da sempre quello relativo ai miliardi spesi (quasi sempre,inutilmente) dalla Cassa del Mezzogiorno.

Innanzitutto, cosa “fu” la Cassa del Mezzogiorno? Si trattava di un ente con personalità giuridica di diritto pubblico,istituito con legge 10 agosto 1950 n. 646,  allo scopo di predisporre programmi, finanziamenti ed esecuzione di opere straordinarie dirette al progresso economico e sociale dell’Italia meridionale,da attuarsi entro un periodo di 12 anni. (fonte Wikipedia).

Ora, chi ci guadagnò realmente dalla Cassa del Mezzogiorno?

Uno schema riassuntivo può aiutare alla comprensione:

Legge 183/76 e 64/86:
34,805 progetti
51000.000.000.000 miliardi di lire stanziati totali
Investimento medio per le imprese con sede legale al NORD: 4.680.000.000
Investimento medio per le imprese con sede legale al SUD: 1.140.000.000

Legge 12 agosto 1977  n.675:
Aziende che hanno ottenuto il finanziamento:
NORD: 63,4%
CENTRO: 6,4%
SUD: 7,9%

Legge 17 febbraio 1982  n.46:
Progetti finanziati dal fondo
NORD: 95%
SUD: 5%

Art 9 legge n. 46/82:
Finanziamento per ‘sviluppo tecnologie innovative’:
1.621 MILIARDI di lire investiti totali
di cui al SUD solo 370 (cioè 1/4)

Ultimo periodo della Cassa del Mezzogiorno:
il Fondo Monetario Internazionale scrive (dal 1984 al 1994):”Le imprese che  hanno beneficiato dei finanziamenti sono per l’80% grandi impresedel Nord.”
88,33% – Nord
9,4% – Sud
2,27% – Centro

(Fonte:  Rapporti Svimez, L’Extraterrone)

Ora, letto il prospetto di cui sopra, ripetiamo ancora la domanda: chi ci ha guadagnato veramente dalla Cassa del Mezzogiorno? A quali aree del paese facevano riferimento quelle aziende? Chi, alla fine della storia, ne trasse reale e concreto vantaggio?

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