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Il nervosismo del Corriere verso “i suddisti bobbonici”

10154485_735323599846088_1952386275696765144_nCosì Marco Esposito dal proprio profilo Facebook

Ogni giorno, anzi più volte al giorno, l’inserto sudista del lombardo Corriere della Sera si preoccupa di spiegare ai meridionali che sono brutti, sporchi e cattivi e che non …devono lamentarsi se vengono trattati male perché lo meritano. Oggi (domenica 6 aprile) Paolo Macry se la prende con Pino Aprile e con Gianfranco Viesti perché sul Mattino hanno evidenziato regole distorte nei confronti delle Università meridionali (regole, sia detto per inciso, che la stessa ministra Stefania Giannini si è impegnata a cambiare, in una intervista al Mattino).

Ma a Macry e al Corriere non interessa il merito, interessa sostenere che il Sud merita di essere “messo sotto tutela” perché non ha “dato buona prova di sé”. Stesso giorno, altro articolo: lo storico Giuseppe Galasso se la prende con chi si sente offeso dalla esposizione del cranio di Giuseppe Villela nel museo Lombroso.

Anche per Galasso non conta il merito (esporre un cranio usato all’epoca come “prova” della predestinazione alla delinquenza dei calabresi) ma il dettaglio, come quello che chi si sente offeso ha sbagliato in qualche blog la data di morte di Villela oppure lo ha definito brigante mentre era un ladro. Un giornale lombardo paga un inserto Sud per cercare di frenare con una diga di carta l’onda di orgoglio dei meridionali che non ce la fanno più a sentirsi denigrati e offesi. E’ segno che abbiamo colpito nel segno. (Marco Esposito)

Piccola personale nota a margine, qualcuno avverta Galasso,  che chi cura un blog lo fa senza percepire un euro e guarda alla sostanza delle situazioni e delle idee. Alla passione di queste manifestazioni, avendo cura di attingere sempre da fonti che cita. Nel caso Villela lei come Barbero e tanti altri, continuate a guardare il dito. Noi la luna è questa la differenza. Nella sostanza, un errore di data, non inficia la sostanza di una battaglia di civiltà e di pietas. Non solo per il brigante che per lei è un ladro, ma per tante altre teste mozzate che meritano una degna sepoltura e che la cui esibizione non appota alcun contributo alla scienza. Osservate questa vicenda dalle nebbie del nemico neoborbonico senza accorgervi che i neoborbonici che hanno sposato la causa forse sono meno della metà, forse perfino meno, di quelli che chiedono la restituzione dei crani.

 E magari, sempre chi cura i blog di cui sopra, conosce la storia del Comitato No Lombroso e di Villela da qualche anno e non solo in maniera estemporanea, spinto dalle necessità editoriali. Un giorno forse leggeremo qualcosa anche a proposito di Passannante, storie che se non fosse per i blog e per i video postati da artisti e volontari su youtube rimarrebbero nascoste tra le pieghe della storia ufficiale. Senza che nessuno storico ufficiale o giornalista se ne occupi.

Caro Galasso, il prosieguo della storia, il nostro presente, è più coerente con la storia ufficiale che sostiene lei o con quella che raccontano questi “suddisti fetenti e bobbonici”?

Il sudismo non esiste. Esiste una sensibilità antirazzista ed antidiscriminatoria che la esprime sempre, non solo a comando o sulla spinta di mode esotiche o del politicamente corretto. E continuare a considerare tutti neoborbonici, non solo non vi aiuterà a comprendere il fenomeno, ma dimostrerà che non avete la minima percezione di quello che sta accadendo intorno a voi.

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