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Il top delle start up italiane? E’ pugliese

Wired, noto magazine di tecnologia ed innovazione, propone una classifica delle migliori start up italiane.

Secondo Wired:

oltre alle Start up censite da Infocamere (2.158 al 9 giugno 2014) ci sarebbero almeno altre tremila imprese che,  pur in assenza delle caratteristiche richieste per legge, possono essere chiamate startup in quanto aziende create da pochi anni con alto potenziale di crescita e con tecnologie o modelli di business fortemente innovativi.   Secondo le stime di Italia Startup, l’associazione di imprenditori, investitori, enti e aziende che rappresenta l’ecosistema italiano, i posti di lavoro creati dalle nuove imprese sono circa ventimila. Tuttavia, non si tratta di numeri ufficiali.

 

Il magazine passa poi a stilare il podio:

Al top c’è un’azienda del Sud, Blackshape Aircraft, che produce aereomobili ultraleggeri hi tech da turismo. La startup di Monopoli (Bari) dà lavoro, tra assunti a tempo indeterminato e non, a 84 persone. Medaglia d’argento  è Doveconviene, con sede a Sestu (Cagliari), una piattaforma di comparazione di offerte e volantini di negozi che ha complessivamente 43 occupati. In terza posizione c’è un’azienda che progetta e sviluppa applicazioni per dispositivi mobili, Applix. Anche quest’impresa ha la sua sede legale in Sardegna, a Cagliari, e dispone di un team che supera le quaranta unità: 42 addetti.

 

La Puglia si conferma una realtà forte e riconosciuta nel panorama dell’innovazione delMezzogiorno. E al secondo posto un’azienda sarda.

Del resto non è un caso che, nel 2013,  Politecnico di Bari al primo posto per la ricerca scientifica italiana nel Sir report 2013
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er il terzo anno consecutivo il Politecnico di Bari si è confermato come università italiana con le più elevate performance nella ricerca scientifica, secondo il Sir (Scimago institutions rankings) World Report, l’indagine che annualmente analizza le pubblicazioni scientifiche prodotte dalle istituzioni di ricerca di tutto il mondo.

Pensate se a Puglia avesse pure la Tav. Pensate se avessero pure (Puglia e Sardegna) una rete di infrastrutture migliore. Chissà, ma ari le avrebbero potute costruire con i 400 mln di fondi Fas,destinati al Sud ma finiti nell’arruobbo generale del Mose…

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