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Io mi ricordo…la favola di Città della Scienza e la mia adolescenza

 

Io me li ricordo tutti i fumi dell’ Italsider e i suoi miasmi. Mi ricordo la polvere rossa che si depositava sui panni stesi e sulle auto, sui davanzali bianchi di marmo e nei nostri polmoni.

 

Io mi ricordo pure la “loppa” che si accumulava sul litorale, piena di amianto, e di noi bambini che ci giocavamo sopra.
Mi ricordo anche delle sirene dei bombardamenti che annunciavano il cambio turno agli operai.
E mi ricordo i figli degli operai con le madri malate di cancro ai polmoni, perchè lavavano le tute dei padri e respiravano eternit.
Io, oggi, mi ricordo di allora con la fatalita’ di chi e’ cresciuto a cavallo dei due tra i vulcani piu pericolosi al mondo.
Poi sul finire dei 90, mi ricordo l’ inizio il rinascimento (non chiamatelo risorgimento, per carità, ce n’è bastato uno) napoletano. i sindaci venivano eletti col 70% dei consenso e liberavano le piazze dalle auto. E dopo 20 anni  sono sepolti da rifiuti e vicende giudiziarie.
Ed allora anche la ciminiera smise di fumare, gli operai scesero in piazza. Ma un signore rassicurò tutti: su quel mostro sarebbe sorta una citta’, una Citta’ della Scienza. Come quella di Valencia, diventata il set delle pubblicità delle auto.
Capannoni e ciminiere diventarono luoghi di studio ed immaginazione per noi adolescenti.
Anche la Rai spostò lì, luoghi e fantasie di “Un Posto al Sole”.
Il Lavoro recupero’ il lavoro e molti amici trovarono impiego in quella citta’.
Io mi ricordo la spiaggia oltre i vetri, grandi,oltre gli esperimenti sulla gravita’ e sulle possibilita’ del nucleare.
Mi ricordo la ragazza che è diventata mia moglie davanti all’esperimento di Faraday, e a me che non me ne fregava nulla, ma la guardavo lo stesso perchè era bella, illuminata dal sole arancione che si spegneva dietro Capo Miseno.
Mi ricordo Emiliano e Tonino con le divise della sicurezza, in giacca e  cravatta, e la guida approssimativa lungo via Coroglio.
Mi ricordo i dubbi sulla globalizazzione e “curre curre uaglione”. Mi ricordo che i danni che prospettavamo allora si stanno materializzando oggi. Ma in questo paese i giovani ed i visionari sono il problema, non la risorsa.
Io me la ricordo la citta’ della scienza, bella e sfrontata, cresciuta sui veleni e le chiacchiere della politica.
Me la ricordo non lontana da terreni messi all’asta, su cui  cumuli di amianto sono adagiati senza alcuna protezione. Me la ricordo non lontana dai fantasmi della speculazione.
Ed oggi la vedo ridotta a legno fumante e rimorsi.
Ed allora mi sono stancato di ricordare, e lo so che io devo tornare, e come me tutti gli altri, per riprenderci con le buone o le cattive, brandelli di speranza e futuro venduti alle chiacchiere della politica e agli interessi della criminalità. Che spesso qui come altrove, finiscono per coincidere.

 

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