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Isaia Sales: il Nord, il Sud e chi ruba di più

Isaia Sales, scrittore e politico, nel 1993 in “Napoli non è Berlino”, qualche anno prima che lo ribadisse Pino Aprile, metteva in evidenza le profonde contraddizioni di una “Nazione” di fatto solo sulla carta.

Partiamo dai numeri: 6600 chilometri di strade e 715 di autostrade. In poco più di vent’anni la Germania ha riversato nei lander dell’Est 1500 miliardi di euro. In 58 anni l’Italia concede al suo Sud una somma cinque volte inferiore. I numeri raccolgono un sentimento, una visione, un’idea di nazione.

 

Ieri, sul Corriere del Mezzogiorno, Isaia Sales, rileggeva le ultime vicende giudiziarie,  ponendo in evidenza nuove contraddizioni, stavolta in termini di comunicazione e percezione di talune dinamiche “territoriali”. Finendo, anch’egli, forse più autorevolmente di tanti di noi che lo fanno quotidianamente, per evidenziare ii sottili pregiudizi che sottendono la considerazione  dell’agire a sud di Roma.

L’inchiesta sulle tangenti a Venezia convincerà finalmente l’opinione pubblica nazionale (e i suoi facitori) di quanto fosse scorretta l’assoluta identificazione della parola corruzione con il Sud? Ne dubito. E con qualche ragione. Infatti, si è continuato a sostenere questa tesi anche dopo che mezza giunta regionale della Lombardia era finita in carcere per mazzette, anche dopo che è stato accertato che quasi tutte le opere pubbliche preparatorie dell’Expo di Milano erano regolate da tangenti, anche dopo che in Piemonte la corruzione politico-amministrativa si è dimostrata non occasionale ma strutturale.

Ci sono dei pregiudizi, dei luoghi comuni, delle falsità storiche che resistono a tutte le prove contrarie, a tutte le ragionevoli e documentate opere di scardinamento della loro fondatezza. Al Sud è ormai da tempo affidato il compito salvifico di ripulitura della cattiva coscienza dell’Italia e delle sue classi dirigenti.
Avvenne la stessa cosa dopo la tangentopoli degli anni ’90, che partì non a caso da Milano e da inchieste sugli amministratori della città. Eppure la classe politica e imprenditoriale che ha dominato negli ultimi vent’anni in Italia, quasi tutta di provenienza centro-settentrionale, ha avuto facile gioco nel mettere sulle spalle dei meridionali le responsabilità dei propri insuccessi. Forse è venuto il momento che dal Sud con più forza e convinzione si avvii un’opera sistematica di demolizione delle interpretazioni «culturaliste» sui mali del Sud.

 

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2 comments

  1. voi non avete un idea di quello che la germania ovest ha fatto all’est.
    Un’annessione bella e buona. Li c’è veramente povertà e sfruttamento, come documenta lo splendido libro di vladimiro giacchè “anschluss”.
    Altro che il sud, invaso da centinaia di miliardi ogni anno..

    • Eh già.. Tipo i miliardi della tav.,del mose, dell’expo ad esempio.
      I soldi destinati al sud, ascolta le ultime dichiarazioni di jovine, servivano per finanziare opere pubbliche (fatte male o mai fatte ) su cui mangiavano politici, mafie locali e imprenditori anche del nord.
      Per quanto riguarda annessioni, ti consiglio aprile, del Boca o, sicuramente uno che ti piace molto perché lo citi spesso, come Oneto.