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La balla della maggior propensione alla denuncia dei reati al Nord

Oggi sfatiamo una nuova bufala, quella della presunta maggiore propensione alla denuncia di un reato al Nord rispetto al Sud, in virtù di un supposto maggior senso civico.

E soprattutto, i sistemi di rilevazione dei reati, a fine statistico, non avvengono sulla base delle sole denunce. Quindi la solita stucchevole obiezione secondo cui alcune città del nord, a sorpresa, sarebbero in cima alle classifiche per reati, in virtù del maggior numero di denunce effettuate, sarebbe non rilevante secondo il sistema di rilevazione statistico.

Per i fondamentalisti della richiesta delle fonti , questo post è un estratto tratto dal Rapporto sulla criminalità in Italia – Ministero Dell’Interno (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/06/rapporto_criminalita.pdf?cmd%3Dart) con una particolare attenzione al rapporto tra le regioni settentrionali e quelle meridionali (da pagina 38 del rapporto medesimo):

A partire dal 2004 sono state introdotte innovazioni di grande importanza che mutano del tutto modi, tempi e contenuti del processo di raccolta dei dati. A partire da quell’anno, infatti, il vecchio sistema di trasmissione all’ISTAT dei dati relativi alle denunce sul modello 165, il prospetto su cui ciascuna delle tre Forze di polizia trascriveva il numero di reati di cui era venuta a conoscenza, è stato sostituito con un nuovo sistema di rilevazione, molto diverso e assai più efficiente e ricco di informazioni. Si tratta del cosiddetto SDI, acronimo di Sistema di indagine. SDI è una banca dati che raccoglie informazioni e comunicazioni di cui le Forze di polizia sono venute a conoscenza. Il contenuto dello SDI può essere ricondotto a due grandi categorie fondamentali. 

1) FATTI, cioè avvenimenti d’interesse per le Forze di polizia, che a loro volta si distinguono in reati ed eventi non sanzionati penalmente; 

2) PROVVEDIMENTI, cioè atti formali emessi dalle autorità competenti nei confronti di soggetti od oggetti coinvolti in uno specifico reato o evento. 

Per quanto riguarda i fatti, l’unità di rilevazione della banca dati non è necessariamente un reato o la denuncia di un reato, bensì il cosiddetto “fatto SDI”, un termine che include qualsiasi avvenimento di interesse per le Forze di poliziaGli individui possono essere inseriti nella banca dati in veste di autori di denunce, vittime di reati, autori di reati o persone sospettate di avere commesso reati. Di questi vengono raccolte molte informazioni relative a caratteristiche sociodemografiche e altre di interesse investigativo, come eventuali precedenti penali, o segnalazioni – ovvero informazioni provenienti da indagini condotte dalle Forze di polizia – o ancora provvedimenti emessi nei loro confronti dalle autorità competenti. Gli oggetti registrati nei fatti SDI possono essere documenti, automobili, targhe, armi, opere d’arte, beni rubati o qualsiasi altro oggetto di interesse per il sistema SDI. In questo caso sono raccolte molte informazioni. Le informazioni contenute in SDI provengono da tutte le Forze di polizia, compresa la Polizia Penitenziaria, la Direzione investigativa antimafia, il Corpo Forestale dello Stato e, indirettamente, i Corpi di polizia locali e le Capitanerie di Porto.

Come per una grande maggioranza dei fenomeni economici, politici e sociali, in Italia la variabile territoriale offre ricche e preziose informazioni. Ogni reato ha una sua precisa distribuzione a livello territoriale che è riconducibile a quelle caratteristiche che distinguono i borseggi dagli scippi e dai furti in appartamento. Ad esempio, questi ultimi sono più diffusi al Nord, mentre al Sud si rileva un maggiore numero di scippi. Questa è un’osservazione importante da tenere a mente perché smentisce l’opinione comune che tutti i reati siano in larga misura più frequenti nel Sud rispetto al Nord Italia. Si tratta di una credenza piuttosto diffusa e duratura nel tempo che si può far risalire alla scuola positivista italiana alla fine del XIX secolo, quando venivano attribuiti i più alti tassi di delinquenza – sia violenta che contro a proprietà – al meridione sulla base di aspetti razziali e indicatori socioeconomici delle due aree geografiche.

 Inoltre le differenze nel tipo di reato tra Nord e Sud non dipendono, come sostengono alcuni, da una diversa propensione a denunciare i reati subiti da parte dei cittadini sulla base di un supposto maggior senso civico di chi vive nelle regioni settentrionali. Le indagini di vittimizzazione hanno infatti mostrato che si denuncia di più quanto più alto è il valore della refurtiva e quando è stata stipulata una relativa assicurazione. I diversi tassi di furti, scippi e borseggi tra Nord e Sud si spiegano meglio sulla base delle opportunità che si presentano sul territorio e in base agli stili di vita e alle attività della popolazione.

L’ ammontare del danno subito e un’assicurazione sul bene rubato incidono fortemente sul tasso di denunce. Ciò dipende anche dal reato: difficilmente non si denuncia un furto in appartamento o quello di un auto (soprattutto se in presenza di polizza assicurativa).

 

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