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La Banca del Mezzogiorno? Finanzia la Fiat

Già qualche giorno fa avevamo pubblicato le motivazioni per le quali l’idea della Banca del Mezzogiorno fosse completamente fallita e puzzasse di bufala.

Oggi l’Inkiesta pubblica un ulteriore approfondimento in merito

Avrebbe dovuto finanziare le aziende del Sud, ora dà soldi anche a quelle del Nord. Dagli incentivi alle piccole e medie imprese, adesso ha mutui e prestiti più per quelle con mega fatturati. Non ha emesso un euro dei «Tremonti bond» previsti e gira quattrini ai dipendenti e pensionati statali per non rischiare. La Banca del Mezzogiorno-MedioCredito Centrale (BdM-Mcc), la cosiddetta «Banca del Sud» partita solo il 2 febbraio 2012 e prevista sin dalla finanziaria 2006 dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, attraversa una vera e propria metamorfosi rispetto ai piani iniziali del Tesoro. E quest’ultimo, che ha impiegato quattro anni e circa 350 milioni di euro per farla partire sotto l’azionista unico Poste Italiane (136 milioni per rilevare l’ex Mcc da Unicredit), starebbe pensando all’ennesima mutazione: aprire l’azionariato a Cassa Depositi e Prestiti (ipotesi avanzata dal Corriere e confermata anche da fonti de Linkiesta), così da farla operare anche su export e internazionalizzazione agganciando le controllate di settore Sace e Simest.

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