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La canzone classica napoletana, nello spogliatoio della Fiorentina

 

La notizia viene riportata da calciomercato.com e non può che essere apprezzata dai cultori della melodia classica napoletana.

Secondo quanto si legge, prima di ogni partita della squadra toscana, nello spogliatoio gigliato taluni giocatori ascolterebbero canzoni napoletane:

Nei momenti di relax alla Fiorentina invece di alzarsi su note sudamericane o spagnoleggianti, come immaginazione vorrebbe visto il gran numero di giocatori di lingua castigliana, si levano nell’aria le strofe di ‘O’surdato ‘nnammurato’, ‘Anema e core’, ‘Luna rossa’ o ‘Malafemmena’. No, non è uno scherzo ma la rivelazione è arrivata alla vigilia del match di domenica scorsa, contro il Cagliari, dal tecnico gigliato Vincenzo Montella. Uno dei collaborati principali dell’allenatore viola, Nicola Caccia, proprio l’ex bomber anche di Empoli e Piacenza, ha iniziato da tempo questa  tradizione di far ascoltare ai giocatori della Fiorentina, soprattutto stranieri, le canzoni popolari napoletane, specie quelle ritmate, e sempre Montella ha detto che, Mario Gomez è uno di quelli che sta apprendendo l’italiano attraverso proprio le musiche partenopee, tanto che non di rado mister ed ex centravanti  di Bayern Monaco e Stoccarda, intrattengono conversazioni-ancora brevi-in lingua campana….Adesso di tempo il classe ’85 di Riedlingen ne avra’ abbastanza a sufficienza per ascoltare certe canzoni, imparandole quasi a memoria, magari mentre sta svolgendo la lunga fase della fisioterapia riabilitativa per recuperare dall’infortunio al legamento collaterale mediale.

Mi vengono in mente a tal proposito alcune righe tratte da Terroni di Pino Aprile:

Il dolore del Sud, per il massacro subìto, la distruzione della sua società e della sua economia, fu smaltito il musica (chi soffre, canta). Così sono nate le più belle canzoni “italiane”, in realtà quasi esclusivamente napoletane; e, da emigrati principalmente siciliani, a New Orleans, addirittura il jazz, in cooperazione e concorrenza con i neri, a Congo Square; mentre “la sesta napoletana”, la serie di accordi che più intesamente “racconta” il dolore, invadeva tempo e spazio, sino alle canzoni di Jim Morrison, dei Rolling Stones (Angie).

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