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La dieta mediterranea campa cent’anni 

Un interessante post sull’inventore della dieta mediterranea all’indomani dell’avvertimento dell’OMS sulla pericolosa delle carni rosse, di Pino Aprile:

«Io voglio campare cent’anni», mi disse Ancel Keys, lo scopritore della dieta mediterranea, quando andai a intervistarlo (non sapevo di essere il primo) nel suo rifugio in Cilento. Il professore, grande medico, a cui le forze armate statunitensi avevano chiesto di inventare, per i militari un cibo energetico, non deperibile, facilmente trasportabile (la “razione K”, da Keys), dopo aver analizzato la dieta di 15 milioni di persone, dai lapponi ai giapponesi, concluse che quella più adatta alla salute umana era quella dei contadini e pescatori del Cilento e della Puglia/Molise. A quel punto, Keys, simpaticissimo, vero gastronomo, decise di lasciare gli Stati Uniti e trasferirsi in Cilento, coltivare un orto, imparare a rendere la tavola e il palato ricchi delle meraviglie alimentari terroniche (mi dette anche l’indirizzo per acquistare le migliori mozzarelle di bufala).
Aveva un’ottantina di anni, portati bene. Ma cento sono cento… Quello che oggi gli oncologi ci hanno spiegato, era già nel suo menu della buona salute, copiato da quello dei contadini e pescatori del Sud Italia: carni rosse, poche, quasi niente; insaccati (soppressata e poco altro a parte), pure; carne comunque rara, una volta a settimana, e di animali piccoli (specie pollo, agnello, coniglio).
Naturalmente, la dieta meridionale non è nata per evitare i rischi del cancro, ma per una serie di circostanze economiche, storiche e climatiche che sconsigliano un’alimentazione ricca di carni rosse o elaborate. E, comunque, anche in questo campo, c’è da ritenere che l’evoluzione selezioni “il più adatto” (il cibo), che si rivela più conveniente e produttivo.
Questa nostra dieta è patrimonio immateriale dell’umanità, grazie ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica e fondatore del Centro Studi per la Dieta mediterranea di Pioppi (una frazione marina, nel territorio in cui Keys si stabilì). Fu Angelo che avviò la richiesta di tale riconoscimento all’Unesco; osteggiato dall’Italia, allora governato dalla banda leghista con Berlusconi, ne fece a meno: la domanda fu ufficialmente presentata dalla Spagna, “in cooperazione” (!) con l’Italia, la Grecia e il Marocco. Angelo non fece in tempo a vedere l’esito della sua opera, perché fu ucciso, ancora non si sa bene da chi, con 9 colpi di pistola (c’erano mire potenti sul porto che lui aveva fatto rimettere in senso e un tentativo di infiltrazione criminale per spaccio di droga, che lui avrebbe scoperto).
Due mesi dopo, l’Unesco dichiarava la Dieta mediterranea patrimonio immateriale dell’umanità, in onore di un grande uomo.

Che facesse bene, lo abbiamo sempre saputo. Ora ne abbiamo un’altra conferma. Buon appetito.
P. S.: brindate in onore di Angelo. Col rosso, mi raccomando (aiuta la prevenzione di alcune forme tumorali, è anticostipazione, favorisce la digestione, è ringiovanente per la sua azione contro i radicali liberi e molto altro).

Ah, dimenticavo: Ancel Keys morì a 101 anni.

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