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La provocazione: “da me solo prodotti della Terra dei Fuochi”

E ben vengano provocazioni come quella di Giuseppe Lanza, titolare di un ristorante di Marcianise, in provincia di Caserta, che ha scelto l’acquisto dei prodotti a chilometro zero. Se non fosse che in queste zone, chilometro zero vuol dire piena Terra dei Fuochi.

Ma Lanza sa che oggi,i prodotti di Terra di Lavoro sono i più controllati d’Italia e quindi così intende sostenere l’agricoltura locale messa in ginocchio da una informazione talvolta (pure in malafede) superficiale.

Per vincere i timori e la diffidenza verso la produzione agricola locale, Lanza ha stilato con Slow Food Campania, con i produttori e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la Facoltà di Agraria dell’Università Federico II, un protocollo di analisi eccezionale sugli alimenti freschi che arrivano al ristorante tutti i giorni. E nel nome della trasparenza, tutto sarà pubblicato sul sito web del ristorante.

«L’idea di lavorare con bravissimi agricoltori locali – spiega Lanza – nasce dall’esigenza di offrire prodotti freschi e creare filiere virtuose che stabiliscano un’alleanza tra produttori e consumatori, incentivando un’economia di prossimità che favorisca la salvaguardia della buona agricoltura locale e del paesaggio agricolo. In questa Campania Felix – conclude – ci sono prodotti di eccellenza che ci invidiano nel mondo, non c’è solo la Terra dei Fuochi come molti vorrebbero farci credere».(fonte il Mattino)

 

La questione non è di lana caprina e ne va del pil di una regione intera proprio mentre , alla faccia della solidarietà, si fa a gara a prendere le distanze da quelle terre da cui provengono tante eccellenze gastronomiche italiane. Dalle mele annurche alla mozzarella di bufala.

Qualche mese fa il dottor Donato Ceglie, sostituto procuratore generale della Repubblica, il magistrato che indagò sui fusti tossici e sul disastro ambientale proprio della provincia di Caserta, ha dichiarato in una intervista al Corriere del Mezzogiorno, a proposito della campagna mediatica sull’agroalimentare dell’agro aversano e casertano:

«L’ho detto a Cernobbio: vogliono mettere al tappeto il Sud, colpire i suoi due asset strategici: turismo e agroalimentare». ed ancora «vogliono distruggere la mozzarella e il pomodoro per guadagnare un 6 o 7% di quota di mercato. ».

E allora , anche io, come Lanza, compro solo prodotti controllati della Terra dei Fuochi. E come noi, tutti quelli che da un pò di mesi hanno sceltol’acquisto a chilometro zero dei prodotti della terra. Anche per sostenere la nostra economia.

 

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